A Stromboli, i turisti del sublime
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiLa vulcanologia cinematografica, salvo rari casi come Sotto il vulcano di John Huston, è quasi sempre di genere apocalittico. A suo modo lo è anche Stromboli di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman (e non solo perché Anna Magnani, al tempo compagna del regista, per vendicarsi di quel tradimento artistico e amoroso, interpretò, a poche isole di distanza, Vulcano, diretta da William Dieterle).
Visto oggi, Stromboli alterna memorabili scene documentarie (la mattanza dei tonni, le attività vulcaniche) a schematizzazioni psicoantropologiche che troppo semplificano la vicenda in opposizioni biondo/bruno, libertà/prigionia, spiritualità/bestialità. Karin (Bergman) è una profuga lituana in un campo di raccolta per stranieri durante la Seconda guerra mondiale. Per rifarsi una vita sposa il bell’Antonio, prigioniero di guerra a sua volta affidato al campo, e lo segue nella sua isola, che è appu…
La vulcanologia cinematografica, salvo rari casi come Sotto il vulcano di John Huston, è quasi sempre di genere apocalittico. A suo modo lo è anche Stromboli di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman (e non solo perché Anna Magnani, al tempo compagna del regista, per vendicarsi di quel tradimento artistico e amoroso, interpretò, a poche isole di distanza, Vulcano, diretta da William Dieterle).
Visto oggi, Stromboli alterna memorabili scene documentarie (la mattanza dei tonni, le attività vulcaniche) a schematizzazioni psicoantropologiche che troppo semplificano la vicenda in opposizioni biondo/bruno, libertà/prigionia, spiritualità/bestialità. Karin (Bergman) è una profuga lituana in un campo di raccolta per stranieri durante la Seconda guerra mondiale. Per rifarsi una vita sposa il bell’Antonio, prigioniero di guerra a sua volta affidato al campo, e lo segue nella sua isola, che è appunto Stromboli. Lei ce la mette tutta ma la vita che le offre Antonio è invivibile, l’isola inospitale, il divario culturale incolmabile. Anche Stromboli è una prigione; da cui Karin, incinta, vuole fuggire.
Nella scena finale si arrampica fino alla bocca del vulcano, la cui potenza pagana le porterà un’illuminazione, da cui la ragione del titolo completo: Stromboli (Terra di Dio). Al di là dei molti difetti, Stromboli è un’opera che ci aiuta a comprendere il concetto di mindscape, cioè la relazione inconscia tra psiche e paesaggio. Quasi spopolata al tempo delle riprese, dopo il film di Rossellini l’isola eoliana inizia a diventare meta turistica, soprattutto per quel tipo di turisti kantiani che al piacere estetico del “bello” preferiscono il turbamento emotivo del “sublime”. Scrivo questo PSYCHO davanti alla sciara che scivola nel mare e confermo che quest’isola è un luogo numinoso, dove il sacro è nel mare, nel vento, nel fuoco e nella pietra.
Sul Venerdì del 20 agosto 2021