Anche gli animali giocano
di Giuliano Aluffi , di Giuliano AluffiNel parco nazionale di Etosha, in Namibia, nei pressi di una pozza d'acqua, due famiglie di elefanti si scrutano guardinghe. Le matriarche dei due gruppi sono Susan e Wynona. Quest'ultima faceva parte della famiglia estesa della più imponente Susan, però, quando ha partorito, l'altra l'ha scacciata. Le famiglie degli elefanti che vivono in zone semidesertiche come la Namibia, dove le risorse sono scarse, tendono infatti a frazionarsi prima di diventare troppo grandi. Ora Wynona teme che Susan la mandi via, con i suoi figli, anche dalla pozza. Ma succede qualcosa: Lucy, estroversa elefantina di due anni figlia di Wynona, vuole approfittare dell'occasione per giocare con i giovani del gruppo capeggiato da Susan. E così li raggiunge trotterellando. Gli elefantini passano in mezzo agli adulti. Ora Wynona deve andare a recuperare la figlia Lucy. Alla fine si decide a farlo, il suo gruppo la segue, e Susan non la scaccia. "Le due famiglie hanno …
Nel parco nazionale di Etosha, in Namibia, nei pressi di una pozza d'acqua, due famiglie di elefanti si scrutano guardinghe. Le matriarche dei due gruppi sono Susan e Wynona. Quest'ultima faceva parte della famiglia estesa della più imponente Susan, però, quando ha partorito, l'altra l'ha scacciata. Le famiglie degli elefanti che vivono in zone semidesertiche come la Namibia, dove le risorse sono scarse, tendono infatti a frazionarsi prima di diventare troppo grandi. Ora Wynona teme che Susan la mandi via, con i suoi figli, anche dalla pozza. Ma succede qualcosa: Lucy, estroversa elefantina di due anni figlia di Wynona, vuole approfittare dell'occasione per giocare con i giovani del gruppo capeggiato da Susan. E così li raggiunge trotterellando. Gli elefantini passano in mezzo agli adulti. Ora Wynona deve andare a recuperare la figlia Lucy. Alla fine si decide a farlo, il suo gruppo la segue, e Susan non la scaccia. "Le due famiglie hanno superato le antiche ostilità grazie alla voglia di giocare di un'elefantina" spiega Caitlin O'Connell, etologa presso l'Università di Harvard e autrice del recente saggio Wild Rituals (ed. Chronicle Prism), che ha seguito sul campo per anni la vita di Wynona e Susan.
Al di là dei questo caso, comunque, i comportamenti giocosi nel mondo animale hanno un'importanza estrema: "Si sono evoluti come una palestra che permette di apprendere, in un contesto sicuro, abilità di sopravvivenza che saranno preziose durante la vita adulta. I cuccioli di leone, per esempio, "cacciano" per gioco alternando i ruoli dell'inseguitore e dell'inseguito, e l'inseguitore, una volta raggiunta la "preda", finge di morderle il collo, come farà da adulto con le prede vere e proprie". Le giovani zebre invece "si mordono e si scalciano, allenandosi a quando da adulte dovranno difendersi dai leoni".
La proboscide sulla testa
Proprio perché durante il gioco si possono mimare comportamenti aggressivi, è fondamentale per gli animali lo scambio di un segnale che demarchi i momenti ludici. "Per giocare, un elefante piazza la proboscide sopra la testa del suo simile che vuole coinvolgere. E gli adulti" continua O'Connell "possono segnalare la loro disponibilità a non fare sul serio inginocchiandosi per portare la testa all'altezza dei giovani. Gorilla, macachi e scimpanzé invece adottano un'espressione tipica del gioco, con la bocca che resta aperta per tutto il tempo".
Per convincersi di quanto gli animali considerino importante l'attività ludica basta guardare su YouTube video come Touched by a Wild Mountain Gorilla, girato nel Bwindi National Park dell'Uganda. "Lì si vede un incontro tra dei turisti e una famiglia di gorilla. Uno dei turisti assume la posizione rannicchiata utile a far capire ai gorilla adulti che non si è per loro una minaccia. I cuccioli, molto incuriositi, si avvicinano all'uomo e gli toccano più volte i capelli. L'enorme capofamiglia prima dà una sorta di severo sguardo di ammonimento all'uomo, poi si rilassa sedendosi più in là ma tenendo sempre sott'occhio la situazione". Una scena che fa capire quanto per gli animali sia importante che i giovani esplorino giocosamente il mondo, "anche in situazioni non del tutto comuni e potenzialmente rischiose, come quelle che coinvolgono estranei umani".
Quelli che cavalcano le onde
Il fatto è che proprio nei momenti ludici si apprendono comportamenti che possono salvare la vita. "Giocando tra le onde i leoni di mare, per esempio, imparano a cavalcarle, proprio come i surfisti, e questa capacità si rivela preziosa, nelle acque della California, per sfuggire agli squali".
Molte specie, poi, non si limitano agli allenamenti motori o alle zuffe scherzose, e praticano il più sofisticato dei giochi: quello sociale, in cui si impara a leggere il linguaggio del corpo altrui, a stabilire legami, anche amorosi. Lo fanno, tra gli altri, le giovani giraffe, che giocano a intrecciare i loro colli, comportamento che servirà loro, da adulte, come rituale di corteggiamento.
Un test per scoprire i ladri
Infine, giocare può permettere di capire di quali membri del gruppo ci si possa fidare. L'etologo Thomas Bugnyar, dell'Università di Vienna, ha scoperto che i corvi imperiali fingono di nascondere del cibo e poi rimangono a osservare chi cerca di rubarlo. "Probabilmente per capire da chi non dovranno farsi vedere quando nasconderanno davvero del cibo". Non si pensi però che il gioco sciocco degli elefantini, che trotterellano e si rotolano nel fango, sia meno importante di quello machiavellico dei corvi: "Fare gli sciocchi è in realtà un comportamento altamente adattivo" conclude l'etologa. "Perché dà l'opportunità di uscire dalla routine, di liberarsi dalle convenzioni e vedere cosa accade. Insomma: di evolvere".
Sul Venerdì del 20 agosto 2021