Gli scherzi del Dna
di Carlo Lucarelli , di Carlo LucarelliIl Dna è la croce e delizia degli autori di gialli. Nei telefilm tipo CSI, per esempio, nello spazio di una zoomata su un capello sotto un tavolo, il dettaglio di un microscopio e un’altra zoomata sullo schermo di un computer, può risolverti qualunque mistero. Rapido e sicuro. Anche troppo. Sia nella fantasia che nella realtà.
Per esempio, succede che ad Heilbronn, una cittadina vicino a Stoccarda, in Germania, il 25 aprile del 2007, vengano uccisi due poliziotti. Erano fermi in macchina in servizio di pattuglia quando gli hanno sparato, per poi rubargli armi e dotazioni. Gli assassini hanno lasciato tracce del loro passaggio sul luogo del delitto, e le analisi riescono a essere abbastanza precise da individuare una persona di sesso femminile, con alcune caratteristiche, tra cui la possibile provenienza dall’Europa dell’Est.
Le analisi vengono inserite nella banca dati e saltano fuori alcune cose, che in un giallo sarebbero veri e propri colpi …
Il Dna è la croce e delizia degli autori di gialli. Nei telefilm tipo CSI, per esempio, nello spazio di una zoomata su un capello sotto un tavolo, il dettaglio di un microscopio e un’altra zoomata sullo schermo di un computer, può risolverti qualunque mistero. Rapido e sicuro. Anche troppo. Sia nella fantasia che nella realtà.
Per esempio, succede che ad Heilbronn, una cittadina vicino a Stoccarda, in Germania, il 25 aprile del 2007, vengano uccisi due poliziotti. Erano fermi in macchina in servizio di pattuglia quando gli hanno sparato, per poi rubargli armi e dotazioni. Gli assassini hanno lasciato tracce del loro passaggio sul luogo del delitto, e le analisi riescono a essere abbastanza precise da individuare una persona di sesso femminile, con alcune caratteristiche, tra cui la possibile provenienza dall’Europa dell’Est.
Le analisi vengono inserite nella banca dati e saltano fuori alcune cose, che in un giallo sarebbero veri e propri colpi di scena. Il Dna della stessa donna esteuropea è presente in altri delitti. Nel marzo del 2001 un uomo viene ucciso in casa sua, a Friburgo, e la polizia trova tracce della donna. Che era presente anche in un altro delitto avvenuto nel 1993. Non solo, la misteriosa donna è coinvolta in altri eventi criminali, anche molto diversi tra loro, rapine, furti, ancora omicidi, due appartenenti alla mafia georgiana: una quindicina nello spazio di 16 anni, tra Germania, Austria e Francia.
Una serial killer? O meglio, un’assassina di professione, che lavora per qualche mafia slava, capace di colpire a distanza di chilometri, strangolare con un filo di ferro, sparare con precisione e poi sparire nel nulla. Un fantasma.
E infatti così la chiamano, “il Fantasma di Heilbronn”.
Ma c’è qualcosa che non torna.
Nel 2009, in Francia, viene ritrovato il corpo carbonizzato di un uomo. Per capire chi è si analizzano impronte digitali e Dna, e di nuovo salta fuori il Fantasma di Heilbronn. Ma non è possibile, perché il corpo è quello di un maschio e le impronte portano a un richiedente asilo da poco scomparso.
E allora? In realtà il Fantasma di Heilbronn è un’operaia che lavora in una fabbrica di cotton fioc come quelli che si usano per repertare le tracce biologiche. Dovevano essere sterili e invece erano stati contaminati dalla donna, che aveva così sparso il suo Dna nei laboratori della scientifica di mezza Europa.
Un colpo di scena così sorprendente che in un giallo non si potrebbe usare, pena il crollo della credibilità di tutta la storia.
Ma la realtà, lo sappiamo, fa quello che vuole.
Sul Venerdì del 27 agosto 2021