La Divina Adriana attraversa i secoli
di Simona Orlando , di Simona OrlandoPer sopportare i teatri chiusi, c'è voluta la mente aperta. La Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, nell'allestimento del Teatro Comunale di Bologna con Rai Cultura, ha preso la forma di un film-opera su Rai5 (disponibile su RaiPlay), offrendo scene e controscene, effetti ralenti, ombre cinesi, scorci privilegiati dello splendido Comunale diventato set cinematografico.
Ora però l'opera torna sulle assi di legno per quattro recite dal 14 al 20 novembre, con pubblico in sala, confermando la direzione d'orchestra di Asher Fisch, il soprano lettone Kristine Opolais (Adriana), Veronica Simeoni (la rivale Principessa di Bouillon), Luciano Ganci (il conteso Maurizio) e la visione della regista Rosetta Cucchi, che disloca i quattro atti in epoche diverse. "Per me" spiega "la protagonista non poteva essere confinata in un unico periodo storico. In lei si incarnano tutte le Adriane realmente esistite, muse che hanno donato arte e vita al palcoscen…
Per sopportare i teatri chiusi, c'è voluta la mente aperta. La Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, nell'allestimento del Teatro Comunale di Bologna con Rai Cultura, ha preso la forma di un film-opera su Rai5 (disponibile su RaiPlay), offrendo scene e controscene, effetti ralenti, ombre cinesi, scorci privilegiati dello splendido Comunale diventato set cinematografico.
Ora però l'opera torna sulle assi di legno per quattro recite dal 14 al 20 novembre, con pubblico in sala, confermando la direzione d'orchestra di Asher Fisch, il soprano lettone Kristine Opolais (Adriana), Veronica Simeoni (la rivale Principessa di Bouillon), Luciano Ganci (il conteso Maurizio) e la visione della regista Rosetta Cucchi, che disloca i quattro atti in epoche diverse. "Per me" spiega "la protagonista non poteva essere confinata in un unico periodo storico. In lei si incarnano tutte le Adriane realmente esistite, muse che hanno donato arte e vita al palcoscenico. Non parliamo di sentimentalismo, cioè della via breve per commuoversi senza soffrire, ma di sentimento, profondo, che non ha tempo ed è totalizzante".
Nel primo atto l'eroina è la vera attrice della Comédie Française in un concitato retropalco del 1730, come da libretto. Nel secondo, e siamo nel 1860, è la "divina" Sarah Bernhardt. Nel terzo la ritroviamo fra i tavolini di un cabaret degli anni Trenta e le immagini del cinema muto e i volti di stelle come Yvonne Printemps e Greta Garbo: "Donne osannate pur essendo infelici. C'è un omaggio anche a Loïe Fuller, la danzatrice dalle ali di farfalla che morì del suo lavoro". Ultimo atto, 1968: Adriana è una Catherine Deneuve a piedi nudi sulla pedana vuota, che fuma sigarette e si strugge su Poveri Fiori. Privata ed essenziale come una stella dela Nouvelle Vague. Alle sue spalle, la scritta del Maggio francese Il tempo è un'invenzione della gente incapace di amare.
"Amore e teatro sono i temi centrali" dice la regista. "Ma la parola-chiave è "fedeltà": verso il pubblico, il lavoro, il proprio talento. Il teatro non è finzione ma verità, infatti nel monologo finale vince sul reale". Non a caso, il personaggio più fedele è Michonnet, il direttore di scena. A sigillo del dramma resterà una bella intuizione: Maurizio è il delirio di Adriana che sublima il duolo con il volo dell'arte, concedendosi la possibilità dell'immortalità.
Adriana Lecouvreur
di Francesco Cilea
direzione di Asher Fisch
regia di Rosetta Cucchi
con Kristine Opolais, Veronica Simeoni, Luciano Ganci, Romano
Dal Zovo, Gianluca Sorrentino, Sergio Vitale, Elena Borin, Aloisa Aisemberg, Luca Gallo, Stefano Consolini
Bologna
Teatro Comunale
Largo Respighi, 1
dal 14 al 20 novembre
biglietti
da 10 a 145 euro
info
tel 051-5290190
www.tcbo.it