Sindaca Raggi Social Club
di Lorenzo d'Abergo , di Lorenzo d'AbergoROMA. C'è un ritornello lanciato dai vertici del Movimento 5 Stelle, un refrain che ancora oggi continua a rimbalzare per i corridoi del Campidoglio. Ripetuto in tempi di crisi, ribadito dopo ogni arresto eccellente, suona più o meno così: "Non possiamo mollare Virginia. Ha un milione di follower su Facebook". Proprio così: il seguito social prima delle valutazioni politiche. Altro che probiviri, garanti e procedimenti disciplinari. A Palazzo Senatorio contano like e condivisioni. Pollicioni all'insù buoni per dimenticare in fretta le manette ai polsi dei collaboratori più stretti della sindaca Raggi. Prima l'ex braccio destro Raffaele Marra, poi Luca Lanzalone. Rasputin e Mr. Wolf? Dimenticati, come se non fossero mai esistiti. Potenza della propaganda capitolina, capace di far desistere persino Beppe Grillo dal premere il tasto che dalla terrazza dell'hotel Forum avrebbe spedito nel web il messaggio per scaricare la…
ROMA. C'è un ritornello lanciato dai vertici del Movimento 5 Stelle, un refrain che ancora oggi continua a rimbalzare per i corridoi del Campidoglio. Ripetuto in tempi di crisi, ribadito dopo ogni arresto eccellente, suona più o meno così: "Non possiamo mollare Virginia. Ha un milione di follower su Facebook". Proprio così: il seguito social prima delle valutazioni politiche. Altro che probiviri, garanti e procedimenti disciplinari. A Palazzo Senatorio contano like e condivisioni. Pollicioni all'insù buoni per dimenticare in fretta le manette ai polsi dei collaboratori più stretti della sindaca Raggi. Prima l'ex braccio destro Raffaele Marra, poi Luca Lanzalone. Rasputin e Mr. Wolf? Dimenticati, come se non fossero mai esistiti. Potenza della propaganda capitolina, capace di far desistere persino Beppe Grillo dal premere il tasto che dalla terrazza dell'hotel Forum avrebbe spedito nel web il messaggio per scaricare la prima cittadina finita sotto processo per falso. "Sai, quel milione di follower non capirebbe".
Al momento, per l'esattezza, sono 993 mila. Un numero che fa di Raggi la terza esponente del Movimento più seguita sui social. Prima ci sono soltanto Giuseppe Conte (3,7 milioni di fan) e Luigi Di Maio (2,3 milioni). Con l'addio alle tribune politiche di Alessandro Di Battista (1,5 milioni) è ufficiale: a chiudere il podio c'è lei. La sindaca di Roma, proprio dall'alto del suo seguito, si è potuta permettere di annunciare la ricandidatura infischiandosene dei propositi di accordo tra Pd e 5S.
Miracoli della macchina propagandistica allestita in cinque anni di consiliatura. Raggi oggi ha a disposizione un piccolo esercito di comunicatori. Qualcuno ha salutato in corsa, altri invece sono stati messi sotto contratto per potenziare la presenza sui social in vista delle urne il prossimo 3 ottobre. Dal 2016 a oggi si contano 24 assunzioni: cinque persone seguono la sindaca. Le altre rilanciano le uscite degli assessori. Oppure, armati di telecamera, li seguono nei loro spostamenti. Stipendio medio: 41 mila euro annui. Che diventano 103 mila nel caso dell'uomo ombra di Raggi. Si tratta di Teodoro Fulgione: cronista parlamentare dell'Ansa, portavoce ma pure consigliere politico della grillina, in Campidoglio si è velocemente guadagnato l'appellativo di "sindaco".
Una gaffe tira l'altra
Fin qui i colpi messi a segno pescando fuori dall'amministrazione capitolina. Poi ci sono i dipendenti dell'ufficio stampa interno, con cui i rapporti sono stati più che altalenanti. Le gaffe sul maratoneta etiope Abebe Bikila, morto nel 1973 ma annunciato tra i partecipanti a una delle gare patrocinate dal Comune, è costata una lavata di capo a chi ha redatto la nota destinata alle redazioni romane. Più di recente, in occasione dell'inaugurazione di un nuovo largo sul Lungotevere, è andata peggio al dipendente del cerimoniale che non aveva controllato l'incisione sulla targa in memoria di Carlo Azeglio Ciampi: il secondo nome dell'ex presidente della Repubblica era stato storpiato, da "Azeglio" in "Azelio". Punito pure l'impiegato che, redigendo il bollettino settimanale poi firmato dalla sindaca, aveva scritto Ennio "Morirono", con buona pace del maestro Morricone. Un errore da T9, il correttore automatico che si usa per scrivere sms sui cellulari, che la pentastellata non ha perdonato.
Dai manifesti...
Già, perché comunicare ormai è importante quanto governare. E Raggi lo sa. Lo ha scoperto pure suo marito, il regista radiofonico Andrea Severini. Devotissimo, disperato per aver perso la moglie all'indomani delle Comunali del 2016 e poi pian piano riavvicinatosi alla compagna, da inizio settembre ha aperto una nuova pagina Facebook. Si chiama 31 giorni con Virginia ed è l'estremizzazione della Bestia salviniana. Altro che pizze e colazioni leghiste alla Nutella, con i grillini la vita è in diretta. Ecco Virginia che fa jogging sulle scale di casa e poi giardinaggio, alle prese con zucca e Philadelphia in cucina e poi sommersa dai fiori dei fan. Il reality è tanto puntuale che sui social finisce anche il fermo immagine di una chat tra marito e moglie. Lui scrive alla sindaca in trasferta a Cannes: "Puffeggi?". Lei legge e, occupatissima, risponde a monosillabi. Un piccolo dramma 2.0 che, però, va comunque celebrato con i supporter. Non con gli hater: chi contesta o alza la voce, è fuori. Bandito dalla lettura.
Pur sempre un'exit strategy da quello che ormai appare come un accanimento comunicativo. L'opportunità non è stata offerta agli studenti romani. Per raggiungerli uno ad uno, l'inquilina del Campidoglio ha ingaggiato il vignettista Mario Improta. In arte Marione, è il pluribannato disegnatore che inveiva contro Laura Boldrini e Maria Elena Boschi, con insulti censurati da Twitter dopo le accuse di sessismo.
... alle maxi foto
Mentre Raggi cerca il bis, gli avversari la attaccano per la campagna elettorale "a scrocco". Prima c'è stato il caso dei fuochi artificiali sul litorale, previsti prima per Ferragosto e poi spostati in concomitanza con la cena elettorale della grillina a Ostia. A fermare lo show alla fine è arrivata una mareggiata.
Loghi e font
Altre polemiche, nuovi veleni. Tutti innestati dalla produzione mediatica del Campidoglio. Un ente che negli ultimi cinque anni ha aggiornato il suo parco telecamere, acquistando obiettivi di ultima generazione e computer per il montaggio video.
Per chi suona la fanfara
Dettagli e limature per un motore che tiene giri altissimi. Anche a costo di rischiare il guasto tecnico. La sovrapproduzione di contenuti è un'arma a doppio taglio. La necessità di comunicare 24 ore su 24 ha prodotto i post sulle singole strade (o porzioni di strade) riasfaltate. E pure la fanfara sulle dieci bici elettriche affidate ai 6.000 vigili urbani di Roma: le Graziella green si sono rivelate un boomerang dando il là a un profluvio di sfottò dei competitor. Contro la sindaca da un milione di follower, nemmeno a dirlo, si è riversata una tempesta di tweet e post. Piazze vuote, social pieni.
Sul Venerdì del 24 settembre 2021