Le Lady d'Oriente
di Daria Galateria , di Daria GalateriaLady Hester Stanhope, la nipote del premier inglese William Pitt, per esser libera dal 1810 si era stabilita in Oriente. Gli arabi che l'avevano accompagnata alle rovine di Palmira, affascinati dalla sua bellezza, l'avevano proclamata regina della città (il poeta Lamartine in visita vide cinquantamila beduini circondare la sua tenda); Abdallah Pascià le regalò una sontuosa residenza in Libano e gli sceicchi assicuravano solo attraverso di lei la visita di Baalbek in sicurezza - contro un tributo di mille piastre. Personalmente preferiva "osservare i Beduini nella loro perfezione"; alla nipote duchessa di Cleveland scriveva: "I rudi indigeni, con le loro magnifiche attitudini personali, danno il più meraviglioso esempio della forza mentale e corporea".
Un'altra lady inglese, Jane Ellenborough, amante a suo tempo di Luigi I di Baviera e di suo figlio Ottone di Grecia, aveva sposato a Damasco un beduino di diciassette anni pi&u…
Lady Hester Stanhope, la nipote del premier inglese William Pitt, per esser libera dal 1810 si era stabilita in Oriente. Gli arabi che l'avevano accompagnata alle rovine di Palmira, affascinati dalla sua bellezza, l'avevano proclamata regina della città (il poeta Lamartine in visita vide cinquantamila beduini circondare la sua tenda); Abdallah Pascià le regalò una sontuosa residenza in Libano e gli sceicchi assicuravano solo attraverso di lei la visita di Baalbek in sicurezza - contro un tributo di mille piastre. Personalmente preferiva "osservare i Beduini nella loro perfezione"; alla nipote duchessa di Cleveland scriveva: "I rudi indigeni, con le loro magnifiche attitudini personali, danno il più meraviglioso esempio della forza mentale e corporea".
Un'altra lady inglese, Jane Ellenborough, amante a suo tempo di Luigi I di Baviera e di suo figlio Ottone di Grecia, aveva sposato a Damasco un beduino di diciassette anni più giovane, Mijwal el-Mezrab, parlava nove lingue e, a oltre 60 anni, "alta, raffinata, piacevolissima" contrattava tariffe di 6.000 franchi a persona con i turisti che volessero raggiungere Palmira spalleggiati dalla tribù del marito - di cui era regina: ma in tenda lo serviva come una schiava.
La più famosa viaggiatrice inglese in Medio Oriente fu Gertrude Bell, nel 1888 prima laureata a Oxford - un professore pretendeva che assistesse alle lezioni girata di spalle. Si spostava da sola, con servitori e mulattieri, abiti da sera, servizi di porcellana e vasca da bagno portatile; e fiori sulla tavola, in qualsiasi territorio (i suoi tratti raffinati polverizzano la buona volontà di Nicole Kidman nel film su di lei di Werner Herzog). "Quando si nasce in un ambiente sofisticato, viaggiare in luoghi selvaggi è l'unica cosa esaltante della vita, si aprono i cancelli del muro di cinta", scrisse in Viaggio in Siria, dove racconta che il Mamur, agente del Sultano, l'aveva fatta salire sul minareto della Moschea di Omar, e che sfuggiva di notte alla guarnigione turca - ma per andare a Palmira chiese il permesso al padre (forse, i soldi). Viaggiò nel Gebel druso, dove si interessavano alla guerra russo-giapponese ritenendo che i nipponici - non essendo né musulmani, né greci, né cattolici - dovessero essere drusi. Collaborò con Lawrence d'Arabia e Churchill; disegnò lei i confini dell'Iraq - sognando la convivenza tra sunniti, sciiti e curdi; l'Occidente voleva solo il petrolio; la fine è nota. Visse e morì a Bagdad, lasciando siti archeologici (Babilonia), musei, carte, libri e foto di luoghi poi scomparsi - a Hierapolis colonne di teatro e stadio sono ora un campo di calcio.
Sul Venerdì del 1° ottobre 2021