Animali (quasi) salvati
di Martina Saporiti , di Martina SaporitiNESSUNO avrebbe scommesso un centesimo sul futuro della colomba rosata dell'isola di Mauritius. Questo uccello dal piumaggio rosa tenue, gli occhi cerchiati di rosso, era infatti sul punto di finire come il connazionale dodo, estinto oltre cinque secoli fa. Nel 1990 di colombe rosate ne restavano nove. Perché, oltre ad averle cacciate e affamate eliminando le piante da cui dipendevano per il cibo, gli europei arrivati sull'isola avevano portato ratti e manguste, voraci predatori. Ci sono voluti anni di catture, riproduzioni in cattività e successivi rilasci in natura, ma anche di lotta alle specie invasive e di piccole attenzioni, come la frutta messa a disposizione nei siti di rilascio, però ha funzionato: la specie è tornata sui cinquecento esemplari.
Non è solo questione di numeri
La vicenda della colomba rosata è la prova che l'impegno per la conservazione funziona. Quanto e per chi adesso lo certifica il Green Status of Spec…
NESSUNO avrebbe scommesso un centesimo sul futuro della colomba rosata dell'isola di Mauritius. Questo uccello dal piumaggio rosa tenue, gli occhi cerchiati di rosso, era infatti sul punto di finire come il connazionale dodo, estinto oltre cinque secoli fa. Nel 1990 di colombe rosate ne restavano nove. Perché, oltre ad averle cacciate e affamate eliminando le piante da cui dipendevano per il cibo, gli europei arrivati sull'isola avevano portato ratti e manguste, voraci predatori. Ci sono voluti anni di catture, riproduzioni in cattività e successivi rilasci in natura, ma anche di lotta alle specie invasive e di piccole attenzioni, come la frutta messa a disposizione nei siti di rilascio, però ha funzionato: la specie è tornata sui cinquecento esemplari.
Non è solo questione di numeri
La vicenda della colomba rosata è la prova che l'impegno per la conservazione funziona. Quanto e per chi adesso lo certifica il Green Status of Species, un nuovo standard elaborato dall'Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura). Se la Lista rossa stabilisce il rischio estinzione di una specie, il Green Status misura invece se è in ripresa, per numerosità della popolazione, distribuzione geografica e ruolo nell'ecosistema. In più "valuta quanto siano stati efficaci gli interventi per evitarne la scomparsa, quanto ancora pesino sulla sua sopravvivenza e quanto saranno decisivi per il suo futuro, cioè per il potenziale di recupero" ci ha spiegato Resit Akçakaya, docente di ecologia ed evoluzione alla Stony Brook University di New York, che come membro della Commissione della Iucn ha lavorato all'elaborazione dei parametri che determinano il Green Status di una specie, che focalizza l'attenzione non solo sul numero dei suoi esemplari in natura. "Anche se questo non è incoraggiante, se la specie ha un buon potenziale di recupero, significa che c'è una ragionevole possibilità che si riprenda in futuro".
Ottanta piccoli rinoceronti
Prendiamo il rinoceronte di Sumatra, il più piccolo delle cinque specie di Rinocerontidi. Ne sono rimasti un'ottantina in piccoli gruppi nelle foreste di Borneo e Sumatra, un declino dovuto soprattutto al bracconaggio. Sparsi in terreni montuosi, faticano a trovare un partner e le nascite continuano a calare. Il piano per la ripresa di questi animali è catturarne un gran numero, trasferirli in santuari dove farli riprodurre (anche con la fecondazione assistita) e poi reintrodurli nel loro habitat. Se il progetto avrà successo, il rinoceronte tornerà numeroso. Certo, ci vorrà un secolo, ma questo vale per quasi tutte le specie a rischio a cui la conservazione dà una chance. E sono tante.
Promozioni pericolose
Secondo il suo Green Status anche la scimmia leonina nera, il più raro dei primati del Nuovo Mondo, ha buone possibilità di recupero. Considerata estinta, nel 1970 fu ritrovata nella Foresta atlantica dello Stato brasiliano di San Paolo, dove ora conta un centinaio di esemplari. Il suo habitat è degradato, ma continuando a piantare alberi e creando corridoi di vegetazione per far incontrare i gruppi, dovrebbe tornare a ripopolare la foresta.
Sul Venerdì del 1° ottobre 2021