Come dirsi addio
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiUn altro film sulla mente che se ne va si aggiunge a una lista di titoli attenti a questo mistero neurologico che è sempre sgomento relazionale: Lontano da lei, Still Alice, Ella & John, Una sconfinata giovinezza fino all’ultimo, splendido The Father. Ma se The Father racconta in soggettiva la demenza quando la malattia è ormai arrivata, Supernova la racconta quando questa si annuncia e tutto è ancora (fino a quando?) clinicamente sotto controllo.
Il regista Harry Macqueen narra una storia a due voci, i dialoghi e i silenzi di due uomini che si amano da trent’anni. Entrambi sentono arrivare il vento dell’Alzheimer: Tusker (Stanley Tucci) lo sente farsi largo nella memoria di sé e delle proprie abitudini e vuole spegnerlo prima che compia le sue distruzioni neurologiche; Sam (Colin Firth) lo sente soffiare nella testa dell’altro e vuole invece governarlo questo vento, votarsi all’accudimento, accog…
Un altro film sulla mente che se ne va si aggiunge a una lista di titoli attenti a questo mistero neurologico che è sempre sgomento relazionale: Lontano da lei, Still Alice, Ella & John, Una sconfinata giovinezza fino all’ultimo, splendido The Father. Ma se The Father racconta in soggettiva la demenza quando la malattia è ormai arrivata, Supernova la racconta quando questa si annuncia e tutto è ancora (fino a quando?) clinicamente sotto controllo.
Il regista Harry Macqueen narra una storia a due voci, i dialoghi e i silenzi di due uomini che si amano da trent’anni. Entrambi sentono arrivare il vento dell’Alzheimer: Tusker (Stanley Tucci) lo sente farsi largo nella memoria di sé e delle proprie abitudini e vuole spegnerlo prima che compia le sue distruzioni neurologiche; Sam (Colin Firth) lo sente soffiare nella testa dell’altro e vuole invece governarlo questo vento, votarsi all’accudimento, accogliere quello «stare seduto che non trova espressione», «la tua unica offerta per me» (cito i versi di Roberta Dapunt, che all’Alzheimer ha dedicato poesie toccantissime). Ma Tusker è inflessibile: «Voglio essere ricordato per quello che ero e non per quello che sto per diventare». C’è prepotenza, quasi violenza d’amore e di vita, sia in chi vuole programmare la propria uscita dal mondo, strappandosi alla propria esistenza che è sempre anche dell’altro, sia in chi vuole assistere fino all’ultimo inchiodando l’amato a un oblio di sé devastante e indesiderato. Supernova è un lungo addio. Un film, dice il regista, su «cosa siamo disposti a fare per le persone che amiamo», ma anche su «come viviamo, amiamo e ridiamo anche quando ci avviciniamo alla fine». Un film delicato e pudico su domande strazianti che non hanno risposta: fin dal titolo ci dice infatti quanto infinito sia l’universo in cui l’amare e il soffrire si perdono.
Sul Venerdì dell'8 ottobre 2021