Due lupi da medaglia d'oro
di Giuliano Aluffi , di Giuliano AluffiLei si chiama Giulietta, e ha incontrato il suo amore nei pressi di Verona. Per fortuna non è stata una tragedia, come in Shakespeare, ma una storia a lieto fine. Giulietta e Slavc, provenienti lei dalla Liguria e lui dalla Slovenia, sono due lupi che dal 2012, cucciolata dopo cucciolata, stanno ripopolando il Nord Italia. A raccontare la loro storia nel libro Randagio, scritto con Serena Marchi (Fandango, pp. 224, euro 16,50) è Fulvio Valbusa, medaglia d'oro per la staffetta alle Olimpiadi invernali del 2006, oggi guardia forestale impegnata nel ripopolamento dei lupi in Lessinia (altopiano delle Prealpi vicentine, per lo più in provincia di Verona). "Avendo gareggiato per vent'anni per il Corpo Forestale dello Stato, che mi ha permesso di dedicarmi appieno allo sport, appesi gli sci al chiodo mi sono sentito orgoglioso di indossare la divisa verde per prendermi cura della natura" spiega Valbusa, che ha una sintonia speciale con il lupo (ne ha u…
Lei si chiama Giulietta, e ha incontrato il suo amore nei pressi di Verona. Per fortuna non è stata una tragedia, come in Shakespeare, ma una storia a lieto fine. Giulietta e Slavc, provenienti lei dalla Liguria e lui dalla Slovenia, sono due lupi che dal 2012, cucciolata dopo cucciolata, stanno ripopolando il Nord Italia. A raccontare la loro storia nel libro Randagio, scritto con Serena Marchi (Fandango, pp. 224, euro 16,50) è Fulvio Valbusa, medaglia d'oro per la staffetta alle Olimpiadi invernali del 2006, oggi guardia forestale impegnata nel ripopolamento dei lupi in Lessinia (altopiano delle Prealpi vicentine, per lo più in provincia di Verona). "Avendo gareggiato per vent'anni per il Corpo Forestale dello Stato, che mi ha permesso di dedicarmi appieno allo sport, appesi gli sci al chiodo mi sono sentito orgoglioso di indossare la divisa verde per prendermi cura della natura" spiega Valbusa, che ha una sintonia speciale con il lupo (ne ha uno anche come foto profilo su Whatsapp).
Il primo incontro
"Ricordo ancora il primo incontro con i due lupi, quando si pensava che in Lessinia non ce ne fossero" racconta. "Un giorno stavo girando per controllare le fototrappole con le quali monitoriamo la fauna locale e ho sentito un rumore dal sottobosco, di foglie secche calpestate e rametti che si spezzavano. Pensavo fosse un capriolo, ma all'improvviso, a meno di cento metri da me, ho visto un lupo: Slavc. Mi sono immobilizzato, trattenendo quasi il respiro, per cercare di non fargli capire che ero un uomo. Altrimenti sarebbe fuggito all'istante. Dopo mezzo minuto Slavc è passato oltre, seguito dall'ancora più timida Giulietta, che fino a quel momento era rimasta nascosta".
Attenti all'odore
Tanta è la prudenza dei lupi che per poterli studiare bisogna prendere una serie di precauzioni. "Oltre all'abbigliamento mimetico, si devono evitare odori riconducibili all'uomo. Ad esempio, prima di mettere le fototrappole sugli alberi, per togliere l'odore di nuovo le tengo per un paio di giorni in un sacco sottoterra, in modo che prendano il sentore del bosco. Altrimenti i lupi si terrebbero alla larga" spiega Valbusa. "Lo si vede anche quando interveniamo con i veterinari sulle carcasse del bestiame per vedere - in ottica di risarcimento danni agli allevatori - se sono presenti i segni d'attacco tipici del lupo, come gli ematomi: il lupo non torna più a cibarsi di quelle carcasse perché sente l'odore dell'uomo che le ha manipolate. Grazie alle fototrappole vediamo che il lupo arriva, si ferma, annusa da distante, capisce che c'è qualcosa che non va e si allontana. In particolare, non abbiamo mai fotografato Giulietta vicino a una carcassa toccata dall'uomo. I cuccioli invece sono molto meno attenti".
E la compresibile sventatezza dei cuccioli non finisce qui. "I lupi in genere li portano in aree sicure perché poco accessibili, che noi chiamiamo "rendez-vous". E li lasciano lì quando si spostano per cacciare (a volte anche per una decina di chilometri). Per localizzare questi "rendez-vous", una strategia che adottiamo noi guardie forestali è ululare" spiega Valbusa. "Se ululi di notte, per il lupo diventi un problema: è un predatore molto territoriale, e ti riconosce come un altro lupo che non dovrebbe trovarsi sul suo territorio. Per questo è portato a rispondere ululando per avvisarti: "Guarda che qui ci siamo noi, e tu non ci puoi stare". Poi viene a cercarti per capire chi ha ululato e scacciarlo con le buone o con le cattive. Quando il lupo risponde al mio ululato, i suoi cuccioli - che non capiscono bene la situazione di potenziale pericolo, ma vogliono imitare i genitori - lanciano anche loro degli ululati, più striduli, rivelando la loro posizione".
Strategie vincenti
Gli esperti come Valbusa sanno che questa è una strategia da adottare con parsimonia. "È un metodo piuttosto invasivo perché il lupo perde tempo a cercare il potenziale rivale, e quindi porta meno cibo ai piccoli" spiega Valbusa. In ogni caso, anche quando un "rendez-vous" viene trovato dall'uomo, il lupo ricorre alla sua proverbiale astuzia per proteggere i cuccioli. "Per osservare una nuova cucciolata di Slavc e Giulietta, camminavo nel mezzo di un vallone. Vedevo i cuccioli in alto a sinistra e Giulietta, che stava mangiando su una carcassa, sulla destra del vallone" spiega Valbusa. "Giulietta mi ha visto a oltre 300 metri di distanza e ha messo in atto una strategia molto intelligente per sviarmi: non è andata verso i cuccioli, ma si è allontanata per dritto, voltandosi di continuo, come per assicurarsi che la guardassi. Poi è sparita, ed è ricomparsa dopo venti minuti sempre a destra del vallone, ha preso i cuccioli e se li è portati nel bosco".
Tanta prudenza dà i suoi frutti: "Tutti i branchi oggi presenti in Veneto e in Trentino sono discendenti di Slavc e Giulietta" spiega Valbusa. "Invece delle quattro o cinque cucciolate che in media una coppia di lupi produce nei tipici dieci o undici anni di vita, Slavc e Giulietta sono già alla nona. È anche merito dell'alimentazione: qui da noi si allevano specie bovine da carne assai pregiate. Gli ultimi cuccioli nati a maggio oggi pesano già 25 chili, quelli dell'anno scorso a ottobre erano già indistinguibili fisicamente dagli adulti: li si individuava solo per l'andatura, ancora un po' giocherellona".
Sul Venerdì dell'8 ottobre 2021