Viaggio all’Inferno da Dante a Buchenwald
di Cinzia Dal Maso , di Cinzia Dal MasoROMA. Sulla cima dell'enorme piramide di marmo c'è l'Arcangelo Michele che grida con la spada sguainata. Caccia dal cielo gli angeli ribelli, oltre sessanta figure che precipitano nell'abisso in una cascata enorme e orrifica. In basso Lucifero, la loro guida, punta vigorosamente il dito contro Michele, ma null'altro può fare. Ora è all'inferno. E così, con questa spettacolare e preziosissima scultura che un'artista veneto del Settecento ricavò da un unico pezzo di marmo, si apre la mostra Inferno, che lo storico dell'arte Jean Clair ha curato per le Scuderie del Quirinale. Una mostra potente che fa leva sulla popolarità dell'immaginario dantesco per volgere poi lo sguardo sull'inferno in Terra: guerre, follie, reclusioni, stermini e tutto ciò che di più "infernale" è entrato nella vita di noi umani. La visita è un viaggio nell'abisso di Dante e nostro per cercare…
ROMA. Sulla cima dell'enorme piramide di marmo c'è l'Arcangelo Michele che grida con la spada sguainata. Caccia dal cielo gli angeli ribelli, oltre sessanta figure che precipitano nell'abisso in una cascata enorme e orrifica. In basso Lucifero, la loro guida, punta vigorosamente il dito contro Michele, ma null'altro può fare. Ora è all'inferno. E così, con questa spettacolare e preziosissima scultura che un'artista veneto del Settecento ricavò da un unico pezzo di marmo, si apre la mostra Inferno, che lo storico dell'arte Jean Clair ha curato per le Scuderie del Quirinale. Una mostra potente che fa leva sulla popolarità dell'immaginario dantesco per volgere poi lo sguardo sull'inferno in Terra: guerre, follie, reclusioni, stermini e tutto ciò che di più "infernale" è entrato nella vita di noi umani. La visita è un viaggio nell'abisso di Dante e nostro per cercare poi, proprio come Dante, la risalita "a riveder le stelle".
La strada è lunga. Comincia con il Giudizio universale (ce lo ricorda, tra gli altri, la splendida tavola del Beato Angelico) e l'inevitabile cacciata tra i dannati. Siamo dunque di fronte alla porta dell'Inferno, l'enorme bocca che tutto divora. Nulla poteva ricordarcelo meglio del calco del gigantesco capolavoro di Rodin, trasportato a Roma dal Musée Rodin di Parigi con un camion speciale. L'artista dedicò a quest'opera tutta la vita, affascinato com'era dalla capacità di Dante di far "vedere" i luoghi e i personaggi degli abissi. Dante scolpisce con le parole, Rodin con la mano: e non ci stancheremmo mai di ammirarlo. Però dobbiamo entrare. Ci spinge Caronte, traghettatore del fiume infernale. Traghettava anche i defunti del mondo antico, e infatti cominceremo la nostra discesa accanto agli antichi eroi che osarono scendere nell'abisso e tornare poi tra i vivi.
Con l'immaginario del male ben chiaro ai nostri occhi, siamo pronti ad affrontarne le molte manifestazioni in Terra. Il male è dentro di noi. Lo rifuggiamo ma ci tenta, e non siamo forti come Sant'Antonio che vi seppe resistere (in mostra gli splendidi dipinti di Hieronymus Bosch e Jan Bruegel). Di fronte a Lucifero, Satana, Mefistofele e tutte le manifestazioni del maligno, ci copriamo gli occhi con le mani, inorriditi, ma poi apriamo le dita per sbirciare. Così gli occhi fosforescenti del Lucifero visionario di Franz von Stuck (emblema della mostra) ci turbano e ci stordiscono. E se sorridiamo di fronte ai buffi volti diabolici dei molti personaggi maligni dei Pupi siciliani, ci inquieta scoprire che si facevano intere rappresentazioni con soli diavoli.
"Le tentazioni sono ovunque, la nostra psiche ne è ossessionata. Subisce il male ma è pronta a perpetrarlo" commenta il direttore della Scuderie del Quirinale Matteo Lanfranconi. "Eccolo, dunque. Le guerre, metafore del male nelle incisioni di Goya. Le prigioni, luoghi claustrofobici nelle incisioni di Piranesi, modello anche delle prime rappresentazioni delle fabbriche e dei paesaggi inquinati e tossici che queste producono. La follia che inquina la mente (La pazza di Giacomo Balla o La sala delle agitate di Telemaco Signorini). La Seconda guerra mondiale, l'inferno dei Lager, lo sterminio nei dipinti di Boris Taslitzky e Zoran Music, e nelle parole di Primo Levi".
Sul Venerdì del 15 ottobre 2021