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"Titane", il pregio di non piacere

Una scena del film "Titane" della regista Julia Ducournau 
PSYCHO Tanti hanno trovato molesto il film di da Julia Ducournau che ha vinto a Cannes. Eppure...
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Forse, anche solo scegliendo di parlarne, mi gioco la fiducia dei lettori e delle lettrici di questa rubrica che hanno trovato Titane un film molesto, inutile o furbastro (con tutti gli ingredienti del momento: corpi macchina, fluidità dei generi, tribalismo maschile, padri veri ma finti, padri finti ma veri). Sicuramente è un film indigesto, ma se nella prima parte la tentazione di lasciar perdere è stata forte, poi la regia di Julia Ducournau ha avuto la meglio sulle mie resistenze – all’apice nella scena di rino-masochismo –  e alla fine mi ha conquistato.

Palma d’oro a Cannes, Titane è un melò horror che racconta la storia di una donna che fin da bambina, a causa di un incidente autom…

Forse, anche solo scegliendo di parlarne, mi gioco la fiducia dei lettori e delle lettrici di questa rubrica che hanno trovato Titane un film molesto, inutile o furbastro (con tutti gli ingredienti del momento: corpi macchina, fluidità dei generi, tribalismo maschile, padri veri ma finti, padri finti ma veri). Sicuramente è un film indigesto, ma se nella prima parte la tentazione di lasciar perdere è stata forte, poi la regia di Julia Ducournau ha avuto la meglio sulle mie resistenze – all’apice nella scena di rino-masochismo –  e alla fine mi ha conquistato.

Palma d’oro a Cannes, Titane è un melò horror che racconta la storia di una donna che fin da bambina, a causa di un incidente automobilistico, ha conosciuto la contaminazione tra animato e inanimato e infatti vive con una piastra di titanio nel cranio. Si chiama Alexia e non ha un buon carattere: respinge gli umani che la desiderano, ma non lo fa con un semplice no: nella migliore delle ipotesi li perfora dall’orecchio al cervello con un fermacapelli appuntito. Sarà l’incontro con un pompiere culturista con la mente sequestrata dal dolore per la scomparsa del figlio (il vecchio Vincent Lindon del Tempo delle mele sfatto di anabolizzanti è la contaminazione punk-romantica più riuscita del film) a cambiarle la vita. 

Peraltro già cambiata dalla conseguenza fatale della sua attrazione per le automobili che Nanni Moretti ha sintetizzato in un Instagram sconsolato: «Film in cui la protagonista rimane incinta di una Cadillac». Questo tortuoso ragionamento per dire che non è sempre facile capire se un film ti è piaciuto, ma che questo non sempre è un difetto del film, può essere il suo pregio. Titane non mi ha lasciato indifferente perché è una storia d’amore struggente e contagiosa tra due sopravvissuti: una figlia che ha paura di vivere e un padre che ha paura di morire.

Sul Venerdì del 15 ottobre 2021