La Contessa di Castiglione: sotto i gioielli niente
di Daria Galateria , di Daria Galateria"Cosa stai a fare d'inverno a Dieppe, a contare le stelle rompendoti i coglioni?", chiedeva la marchesa Oldoini il 10 ottobre 1863 alla figlia Virginia: la contessa di Castiglione, che per fare l'Italia aveva "zufolato" Napoleone III di Francia. Così bene che l'Imperatrice, o un'intrigante sua amica, o i servizi avevano inscenato un attentato all'Imperatore mentre usciva da un convegno con l'affascinante contessa, la quale era stata pertanto allontanata d'autorità da Parigi. Ma lei, dopo due anni murata in villa a Torino, fremeva di rientrare in scena a Parigi, a brillare, a conquistare l'indipendenza con le operazioni finanziarie di cui era maestra (aveva nel campo, soggiogati nell'intimità, illustri suggeritori), a far politica e spionaggio, e insomma a coltivare le sue "ambizioni d'uomo".
"Cosa stai a fare d'inverno a Dieppe, a contare le stelle rompendoti i coglioni?", chiedeva la marchesa Oldoini il 10 ottobre 1863 alla figlia Virginia: la contessa di Castiglione, che per fare l'Italia aveva "zufolato" Napoleone III di Francia. Così bene che l'Imperatrice, o un'intrigante sua amica, o i servizi avevano inscenato un attentato all'Imperatore mentre usciva da un convegno con l'affascinante contessa, la quale era stata pertanto allontanata d'autorità da Parigi. Ma lei, dopo due anni murata in villa a Torino, fremeva di rientrare in scena a Parigi, a brillare, a conquistare l'indipendenza con le operazioni finanziarie di cui era maestra (aveva nel campo, soggiogati nell'intimità, illustri suggeritori), a far politica e spionaggio, e insomma a coltivare le sue "ambizioni d'uomo".
Uno dei pregi del saggio capitale di Benedetta Craveri su La contessa (da Adelphi: ne abbiamo parlato sul numero dell'8 ottobre) è la rivelazione della natura spigliata di tante corrispondenze d'epoca (per lo più inedite). "Il Vecchio [Napoleone III] bisogna tenerlo caldo...e approfittare di lui prima che crepi" scriveva la Contessa all'amato principe Poniatowski. A Dieppe Virginia, minata dal male oscuro, era vicina del celebre alienista Blanche; il secondogenito Jacques Émile Blanche - futuro grande ritrattista - era bambino quando sentì la contessa dare ordini dalla finestra: era, scrisse, una voce "rauca, la meno femminile che abbia mai udito". A una "bella voce grave" aveva fatto accenno anche uno spasimante, il conte d'Ideville; e un intenditore, D'Annunzio, dichiarava che avrebbe dato metà dei ritratti della Castiglione per conoscerne il timbro della voce - timbro scuro, a contrasto con quel famoso bagliore dell'incarnato che lasciava "pietrificati".
Sul Venerdì del 29 ottobre 2021