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Molto in fondo a destra

Roma, una manifestazione di CasaPound contro le misure anti pandemia dello scorso marzo. Andrea Ronchini/NurPhoto / Getty Images
  
Tanta ribalta mediatica, scarso peso politico. Tante sigle, pochi militanti. In concorrenza tra loro, i gruppi neofascisti sono una minaccia. Ma anche per se stessi
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"Ahò ma ancora nun ve siete stufati, abbasta no?", si inalbera subito Andrea Antonini, uno dei grandi capi di CasaPound. "Nun so gnente", clic. L'aria che tira nella destra radicale non è delle migliori: riflettori dei media troppo accesi su gruppi storicamente abituati a lavorare nell'ombra; sponde politiche dei partiti di sistema che per ripulirsi l'immagine vengono (almeno apparentemente) meno; litigiosità e competizione tra formazioni diverse; militanza che - complice anche l'isolamento da Covid - ha visto tempi  migliori. La galassia nera italiana fa tanto rumore, provoca sdegno e riprovazione, tenta di confondersi nelle piazze contro i vaccini e il Green Pass, ma dietro alla patina di questo attivismo anche un po' schizofrenico si nasconde la debolezza delle proprie organizzazioni: i numeri sono esigui. Così non resta che  far casino magari con una buona dose di violenza, per dimostrare di esistere.Inf…

"Ahò ma ancora nun ve siete stufati, abbasta no?", si inalbera subito Andrea Antonini, uno dei grandi capi di CasaPound. "Nun so gnente", clic. L'aria che tira nella destra radicale non è delle migliori: riflettori dei media troppo accesi su gruppi storicamente abituati a lavorare nell'ombra; sponde politiche dei partiti di sistema che per ripulirsi l'immagine vengono (almeno apparentemente) meno; litigiosità e competizione tra formazioni diverse; militanza che - complice anche l'isolamento da Covid - ha visto tempi  migliori. La galassia nera italiana fa tanto rumore, provoca sdegno e riprovazione, tenta di confondersi nelle piazze contro i vaccini e il Green Pass, ma dietro alla patina di questo attivismo anche un po' schizofrenico si nasconde la debolezza delle proprie organizzazioni: i numeri sono esigui. Così non resta che  far casino magari con una buona dose di violenza, per dimostrare di esistere.Infiltrarsi per trovare sbocchi. Sono tre le formazioni con un minimo di struttura e radicamento: Casapound soprattutto a Roma e al Sud, Lealtà e Azione in Lombardia, il pochissimo che resta di Forza Nuova sempre nella Capitale.

Vetri antiproiettile

La libreria cult del mondo nero, la Ritter di Milano, è un crocevia essenziale per tutti quelli che gravitano nell'area: dai libri sulle strategie militari a quelli sull'esoterismo, dalle riviste degli anni di piombo sul nazional-comunismo ai nuovi teorici del sovranismo. Si trova in un seminterrato in zona centrale, protetta da finestre coi vetri antiproiettile. Nel 2015 tentarono di darle fuoco. Marco Battarra è l'anima del posto: militante del Msi sin dagli anni 70, si dimise un attimo prima di essere espulso perché veicolava pubblicazioni anche di Terza posizione, l'estremismo vicino al terrorismo di quegli anni. "Di fenomeni nuovi e interessanti in giro non ce ne sono, è un mondo chiuso che è un po' sempre lo stesso, marginale" spiega. "Certo, fa specie che alcuni temi e sensibilità nostre siano diventate mainstream, ma non in modo serio: Matteo Salvini un giorno dice una cosa, il giorno dopo può benissimo dire l'opposto".

Tartarughe & co.

CasaPound (Cpi) può contare su circa 4 mila militanti. Ha una rivista, il Primato nazionale. Una casa editrice, Altaforte. Una linea di abbigliamento, Pivert. Ristoranti e locali a Roma, Milano e all'estero. Si definiscono "fascisti del terzo millennio", sovranisti, hanno messo in soffitta le celtiche optando per una più tranquillizzante tartaruga. Favorevoli alle coppie di fatto, inclini più alla laicità che all'integralismo religioso di Forza Nuova, negli anni hanno fatto di tutto per darsi un aspetto presentabile. Il fiancheggiamento alla Lega negli ultimi anni è stato palese. Ma le avventure elettorali sono state sempre un flop: lo 0,33 per cento alle Europee del 2019, 84 mila voti, ha fatto sì che adesso la scelta sia quella di non confrontarsi più - salvo cambiamenti - con le urne. Almeno non con il loro simbolo. A Roma si voleva sostenere Enrico Michetti con la lista Volontà romana, il cui nome fa il verso alla "romana volontà" dell'inno giovanile fascista, ma il centrodestra ha preferito non ospitare gli ingombranti alleati.

C'era una volta Forza Nuova

Il caso Forza Nuova è più interessante, perché lo scioglimento della formazione richiesto da centrosinistra e M5S dopo l'assalto alla sede della Cgil dei No Green Pass capitanati da Giuliano Castellino, cadrebbe su un partito che è già praticamente liquefatto. L'8 maggio 2020 il grosso di Fn, infatti, se n'è andato per fondare il Movimento nazionale-Lega dei patrioti, che oggi conta un migliaio di militanti, lasciandone un centinaio alla casa madre. Il motivo è proprio il peso sempre maggiore che Castellino aveva all'interno del gruppo guidato da Roberto Fiore, attualmente in carcere dopo l'assalto alla Cgil di Roma. Castellino, invece, per citare le parole della Procura, è "un soggetto che a far data dal 1996, quando aveva meno di vent'anni, ha iniziato un percorso delinquenziale che non si è mai fermato". Passando per una pletora di gruppi, dal Movimento Politico a Roma ai Romani, da Forza Nuova ad Area.  A destra, lui e i suoi piacciono pochissimo. Gelidi per non dire inesistenti i rapporti con Cpi, i forzanuovisti sono ossessionati dal complotto massonico, odiatori seriali degli omosessuali e dei diversi in genere, apertamente fascisti e diffusori di frattaglie varie tipo "sangue e suolo". Poca elaborazione politica e  molte bastonate,  con procedimenti penali che ostentano come medaglie.

Gli scissionisti

La Lega dei Patrioti punta il dito contro "l'incoerenza e l'inaffidabilità della segreteria nazionale" di Fn. Compreso lo strapotere di Fiore, i suoi documentati intrecci economici e l'irrilevanza politica del partito. Per uno dei capi dei "patrioti", Salvatore Ferrara, "l'assalto al sindacato è stata una scelta sbagliata: ha diviso una piazza che era trasversalmente contro il governo e contro il Green Pass. Militanza, estetica e formazione sono le nostre tre parole chiave. Fascismo e antifascismo sono ideologie del passato. Siamo aperti al dialogo con il centrodestra, o più che altro nelle persone che si riconoscono nei nostri valori".

I leader della Lega e di Fratelli d'Italia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni 

Anche Lealtà e Azione  pratica l'entrismo, a seconda dei territori, in Lega e Fratelli d'Italia. A Milano ha eletto due consiglieri municipali con il Carroccio (Stefano Pavesi e Andreana De Franceschi), e altri tre della Lega sono entrati a Palazzo Marino anche grazie alle preferenze della base di LeA. Anche qui, complessivamente, si parla di un migliaio di persone a livello lombardo. Guidate da gente con una lunga sequela di problemi con la giustizia: Stefano Del Miglio, Giacomo Pedrazzoli, Francesco Baj, che vogliono "costruire uomini nuovi, lontani dall'egoismo e dall'individualismo, animati invece da spirito di servizio, amore per la terra dei Padri, rispetto per la Natura, fiducia nel futuro e senso del sacrificio". In corteo sfoderano però bomber neri e teste rasate, e una volta all'anno omaggiano, a braccio teso, i caduti della Rsi.  Allo stesso tempo distribuiscono pacchi alimentari ai più bisognosi, e hanno creato gruppi che si occupano di animali e ambiente. In Lombardia sono egemoni e ben conosciuti. "Quando il gruppo si presentò in città nel 2010" ricorda Saverio Ferrari dell'Osservatorio sulle nuove destre "lo fece omaggiando il criminale di guerra Leon Degrelle, generale delle Ss e una delle principali figure di riferimento dell'antisemitismo e del neonazismo". Sono ben conosciuti, al punto che l'europarlamentare della Lega Silvia Sardone ha assunto una militante nella propria squadra a Bruxelles. Un altro è un suo stretto collaboratore (sempre Pavesi). Il consigliere regionale leghista Max Bastoni è pure organico al gruppo e si dice "orgoglioso di stare con i fascisti".A Lodi il segretario cittadino di Fratelli d'Italia, Omar Lamparelli, ha dovuto scegliere: o resti con LeA oppure lasci noi, il diktat arrivato dall'alto. "Mi sono dimesso, non rinnego la mia storia, tutti sapevano ma ora si sono piegati alla caccia alle streghe della sinistra". Comunque, il tentativo di Lealtà e Azione di allargarsi oltre i confini del Nord si chiama Federazione, un'alleanza con realtà tipo Progetto Enclave a Bari o Cervantes a Catania.

E gli avanguardisti

Altri gruppi contano poche centinaia se non decine di persone. Resta vivo il Veneto Fronte Skinhead, le teste rasate ai tempi in ottimi rapporti con l'ex sindaco di Verona della Lega Nord Flavio Tosi; alcuni di questi hanno dato vita a Progetto nazionale, che aderisce a Fratelli d'Italia. Poi ci sono i varesini della Comunità militanti dei dodici raggi (Do.ra.), apertamente nazisti e antisemiti. I bergamaschi del Manipolo d'Avanguardia. I neo-monarchici di Aristocrazia Europea, guidati da Roberto Jonghi Lavarini, protagonista dell'inchiesta di Fanpage: "Sul fronte elettorale contiamo un 3 per cento, che però spesso diventa ago della bilancia".  
Molte realtà diverse che molte volte fanno a gara a chi la spara più grossa. Gira e rigira sempre le stesse facce: il neofascismo italiano è una minaccia, per fortuna anche per se stesso.

Sul Venerdì del 5 novembre 2021