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Nanni Moretti: Tre piani di vulnerabilità

Nanni Moretti e Margherita Buy in una scena del film Tre piani (tratto dal romanzo di Eshkol Nevo), che racconta le storie di tre famiglie in un condominio romano 
PSYCHO Il film che il regista ha tratto dal romanzo di Eshkol Nevo non è perfetto ma commuove svelando il dono più grande che possiamo fare a chi amiamo
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Ho tardato a vederlo, trattenuto dai pareri negativi dunque dalla paura di essere deluso da un regista che amo ma anche di veder maltrattato il romanzo perfetto, Tre piani di Eshkol Nevo, da cui è tratto. Ma gli amici non sempre hanno ragione e le paure non sempre vanno ascoltate e così, al cinema Mignon di Chiavari, ho guardato Tre piani di Nanni Moretti. È vero, il film ha i suoi difetti, ma uscendo dalla sala ero contento di non averlo mancato, ero commosso e pieno dei dolori e delle speranze che abitano il condominio che da Tel Aviv Moretti ha trasportato a Roma. Alla fine è questo il risultato, riuscire a tenerci la mano in una prolungata e profonda convivenza con il trauma che alla fine si rivela terapeutica (e catarsi non è lieto fine).

'Tre piani', il film di Nanni Moretti in concorso a Cannes - Il teaser

Nevo dice che i tre piani dell'anima non esistono in noi ma solo nello spazio…

Ho tardato a vederlo, trattenuto dai pareri negativi dunque dalla paura di essere deluso da un regista che amo ma anche di veder maltrattato il romanzo perfetto, Tre piani di Eshkol Nevo, da cui è tratto. Ma gli amici non sempre hanno ragione e le paure non sempre vanno ascoltate e così, al cinema Mignon di Chiavari, ho guardato Tre piani di Nanni Moretti. È vero, il film ha i suoi difetti, ma uscendo dalla sala ero contento di non averlo mancato, ero commosso e pieno dei dolori e delle speranze che abitano il condominio che da Tel Aviv Moretti ha trasportato a Roma. Alla fine è questo il risultato, riuscire a tenerci la mano in una prolungata e profonda convivenza con il trauma che alla fine si rivela terapeutica (e catarsi non è lieto fine).

'Tre piani', il film di Nanni Moretti in concorso a Cannes - Il teaser

Nevo dice che i tre piani dell'anima non esistono in noi ma solo nello spazio tra noi e l'altro, tra la bocca che racconta e l'orecchio che ascolta: "E se non c'è nessuno ad ascoltare, allora non c'è nemmeno la storia". Descriverei così anche il mio lavoro, quel "due persone che parlano in una stanza" che è il senso della psicoterapia e dunque della narrazione. Una bella casa a tre piani ospita tre famiglie: una coppia giovane con una figlia, due anziani con una nipote in visita, una madre col marito lontano. Tre piani è una storia di genitori e figli, di donne e uomini: la vita di salvezza e dannazione delle coppie, la fatica di educare ed essere educati, il rancore e il perdono, i danni del rigore e quelli del cedimento.

C'è tutta la vulnerabilità degli umani in Tre piani. Moretti la racconta con pudore ma senza reticenze, sapendo, con Nevo, che la nostra vulnerabilità, il segreto più grande che possiamo nascondere al mondo, è il dono più grande che possiamo fare a chi amiamo. Il viso di questa vulnerabilità come dono è ancora una volta quello meraviglioso di Margherita Buy.

Sul Venerdì del 5 novembre