Il Venerdì

A Dallas la resurrezione è solo rimandata

Un'immagine di John Kennedy jr. brandita dai manifestanti QAnon a Dallas il 2 novembre scorso 
VIAGGI DA FERMO I trumpiani di QAnon che aspettano il ritorno del figlio di Kennedy Dalla nostra newsletter: iscriviti qui
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Una X sull'asfalto di Dallas - tracciata a quanto pare non dal Comune ma dai venditori di souvenir della zona - segna il punto preciso dove, il 22 novembre 1963, John Fitzgerald Kennedy fu colpito a morte mentre viaggiava sull'auto presidenziale. Tutt'intorno, nella vicina Dealey Plaza, martedì scorso qualche centinaio di persone è rimasto per ore ad aspettare la ricomparsa non tanto del defunto presidente quanto del suo altrettanto defunto figlio, JFK junior detto John John. Sembra infatti che ci sia una frangia del movimento complottista trumpista QAnon che venera la famiglia Kennedy, e crede che John John non sia morto in un incidente aereo nel 1999 ma sia rimasto nascosto per 22 anni; addirittura sarebbe lui il misterioso Q che ha svelato online le malefatte dei democratici. Ora starebbe per riapparire per insediarsi come vicepresidente degli Stati Uniti al fianco di Trump. Il quale però gli lascerà la presidenza per assumere, più modestamente, il titolo di "King of Kings".

A srotolare la matassa di questa profezia, confezionata assemblando pezzi del libro dell'Apocalisse, della Gematria ebraica e di altri cavalli di battaglia del complottismo di tutti i tempi, ci prova per quanto possibile (poco) questo articolo di Rolling Stone. Attenzione: lo spin-off kennediano non incontra i favori dell'ala maggioritaria di QAnon, quella che si limita a credere che Biden e i Clinton siano a capo di una setta che rapisce bambini e li sacrifica a Satana nello scantinato di una pizzeria. In ogni caso, martedì a Dallas John John Kennedy non è riapparso né sul luogo dell'omicidio del padre né al concerto dei Rolling Stones di qualche ora dopo, dove pure qualcuno si aspettava di vederlo. Si dirà: non tutti i repubblicani sono QAnon. Verissimo. Nelle stesse ore però il popolo della Virginia eleggeva come governatore Greg Youngkin, trumpiano solo un po' più soft dell'originale. E la sua vice Winsome Sears, prima donna nera a ricoprire una carica nello Stato, che come poster per la campagna elettorale aveva scelto questo.

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