Cercasi elmetti per la tragica riunione di condominio
di Simone Mosca , di Simone Moscaancora (1983).
Per il milione e 300 mila condomìni italiani contati dall'Istat, ogni millesimo di vita comune è un capriccio privato, una responsabilità personale insopportabile, una spesa inaudita, un patrimonio di fastidi che certe tragiche riunioni confermano essere insanabili. Ci si ritrova e si discute con l'elmetto, tipo Fantozzi subisce ancora (1983). E si può avere - in scala - l'impressione di trovarsi di fronte a un'infinità di inutili parlamentini simili allo stereotipo più basso di quello ufficiale, come se il Paese fosse rimasto fermo a una gestione selvatica, anarchica e fai-da-te dei fabbricati. È l'anti politica da condominio, servirebbe un Draghi. "Guardi, da un lato siamo fermi davvero, dall'altro non c'è dubbio che amministrare un condominio possa costituire un serio orizzonte professionale se ci si prepara adeguatamente" sostiene con calmo ottimismo Concetta Cinque, presidente Assiac, as…
Per il milione e 300 mila condomìni italiani contati dall'Istat, ogni millesimo di vita comune è un capriccio privato, una responsabilità personale insopportabile, una spesa inaudita, un patrimonio di fastidi che certe tragiche riunioni confermano essere insanabili. Ci si ritrova e si discute con l'elmetto, tipo Fantozzi subisce ancora (1983). E si può avere - in scala - l'impressione di trovarsi di fronte a un'infinità di inutili parlamentini simili allo stereotipo più basso di quello ufficiale, come se il Paese fosse rimasto fermo a una gestione selvatica, anarchica e fai-da-te dei fabbricati. È l'anti politica da condominio, servirebbe un Draghi. "Guardi, da un lato siamo fermi davvero, dall'altro non c'è dubbio che amministrare un condominio possa costituire un serio orizzonte professionale se ci si prepara adeguatamente" sostiene con calmo ottimismo Concetta Cinque, presidente Assiac, associazione riconosciuta dal Mise che offre corsi abilitanti per chi aspira a tenere insieme le esistenze in guerra dei proprietari. Nata a Roma 54 anni fa, tre figli, "già nonna", Cinque era stata amministratrice dal 2001 fino al 2009 di 33 stabili della capitale. Diventata in seguito segretaria di una delle maggiori associazioni di categoria, l'Unai, nel 2017 ha deciso di rilevare una sigla in dismissione, l'Assiac. In soli tre anni ("perché un anno di pandemia quasi non lo contiamo") ha raggiunto oltre mille iscritti. "Diciamo che siamo a ridosso delle associazioni più numerose. Che sono molto poche in verità. Delle oltre 70 associazioni nazionali, moltissime non hanno che uno, due, tre soci massimo. È senza dubbio una bolgia". Il disordine associativo rispecchia quello degli amministratori. Non esiste infatti alcun requisito professionale, non c'è un albo, è sufficiente aprire una partita Iva ("ma sappiamo per certo che c'è chi neppure la apre") e, con il benestare dei condomini, iniziare ad amministrare partendo anzitutto dal proprio stabile.
L'onorario medio prevede circa 8-10 euro al mese di compenso per ogni unità abitativa. "Si dovrebbe anzitutto diffidare da chi propone tariffe fuori mercato da 3- 4 euro al mese" consiglia Cinque. Il lavoro degli amministratori seri prevede difatti una notevole complessità. "Per esempio, dal '95 i condomini sono soggetti fiscali. Ci sono poi le questioni di staticità; ricordiamo che l'80 per cento dell'Italia è stata costruita prima che entrassero in vigore gli obblighi antisismici. E poi le questioni legali. Dobbiamo essere insomma un po' commercialisti, un po' avvocati, un po' ingeneri. Ma anche, sociologi e psicologi e anche piuttosto pazienti". Perché il mestiere parte proprio dalla tragica riunione, dal confronto (quasi) armato. "È un'impresa accordare le voci di un condominio. Come quel vecchio detto, sa? Quando ci sono troppi galli a cantare non si fa mai giorno. Dal mio punto di vista, femminile, la categoria più difficile e iraconda è quella dei professionisti maschi del centro cittadino. E in generale i condomini agiati sono più litigiosi. Nelle zone più popolari mi sono sempre trovata benissimo". La pancia liminare e buona del Paese, la cattiveria privilegiata delle Ztl. Ma resta lo stesso la domanda: ma perché uno si dovrebbe imbarcare nell'avventura di amministrare la ferocia universale da pianerottolo? "È un lavoro, magari anche una vocazione all'ordine. Posso confermare che i nostri corsi, 670 euro per 72 ore come da norma di legge, stanno andando bene. Soprattutto adesso che si torna in presenza".
Sarebbe bello sapere qualcosa anche dalle altre associazioni, tutte promotrici di corsi simili (oltre che dei corsi di aggiornamento obbligatori per gli iscritti, anche questi a pagamento) . Ma nessuna sigla oltre l'Assiac ha accettato di rispondere. E così per eccesso di timidezza da parte loro, ci si può tenere il dubbio che tanta fame di amministrare possa avere a che fare col bonus casa, il famoso 110 per cento. Gli amministratori (che gestiscono spesso oltre cento edifici a testa) su ogni lavoro straordinario percepiscono infatti a loro volta un bonus. E, giusto per dire, a Milano, capitale del mattone, chi oggi vuole farsi rifare la facciata trova la prima ditta libera tra sei-nove mesi. "I lavori straordinari prevedono un compenso supplementare perché agli amministratori è in effetti richiesto un lavoro in più. Si stima in circa l'1 per cento del totale, anche se a fronte di spese molto ingenti si procede più volentieri con un forfait tra sette e diecimila mila euro". Cinque però dubita che il bonus casa sia così ghiotto. "Perché le assicuro che la fatica di convincere i condomini e corrispondere compensi straordinari è immane. E in caso di errore nei lavori o nella scelta della ditta, l'amministratore è perseguibile". Può sbagliare, pagare ma, anche secondo Cinque, anche ri-sbagliare. "Le associazioni sono una forma di garanzia solo parziale. Senza voler parlare d'albo, sarebbe sicuramente utile disporre di un registro di categoria dal quale cancellare, fosse il caso, gli amministratori inadempienti o peggio". Inadempienti, però, sanno essere pure i condomini. "Confermo: con la pandemia abbiamo assistito a una crescita decisa dei decreti ingiuntivi".La guerra comunque non cesserà mai. "Non possiamo sanare le liti tra vicini ma solo ricordare il regolamento. E non saremo mai noi a curare lo stress che si sfoga alle riunioni, possiamo solo sopportarlo". Buonasera, benvenuti, indossate l'elmetto.
Sul Venerdì del 5 novembre 2021