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Effetto notte: prima dimmi che mi ami

Jean-Pierre Léaud (Alphonse) e Jacqueline Bisset (Julie Bake) nel film Effetto notte di François Truffaut (1973) 
PSYCHO Truffaut mostra che il cinema è sogno, cioè inconscio, cioè vita
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Grazie al "Cinema Ritrovato" (Dio li abbia in gloria), ho rivisto, dopo tantissimi anni, Effetto notte di François Truffaut. Non ha una ruga, non solo per la pregevole opera di restauro, ma perché, come i capolavori,
non è invecchiato di un giorno. È come un romanzo di Stevenson o una sonata di Mozart: senza tempo, sempre vivo. A proposito, nel film Ferrand (l'alter ego di Truffaut) dice: "Quando Mozart era bambino e gli chiedevano di suonare rispondeva: 'Ti suonerò tutto quello che vuoi, ma prima dimmi che mi ami'".

Girato nel 1973, il titolo francese è La nuit américaine, quello inglese è Day for night. Il significato è sempre lo stesso: la tecnica utilizza…

Grazie al "Cinema Ritrovato" (Dio li abbia in gloria), ho rivisto, dopo tantissimi anni, Effetto notte di François Truffaut. Non ha una ruga, non solo per la pregevole opera di restauro, ma perché, come i capolavori,
non è invecchiato di un giorno. È come un romanzo di Stevenson o una sonata di Mozart: senza tempo, sempre vivo. A proposito, nel film Ferrand (l'alter ego di Truffaut) dice: "Quando Mozart era bambino e gli chiedevano di suonare rispondeva: 'Ti suonerò tutto quello che vuoi, ma prima dimmi che mi ami'".

Girato nel 1973, il titolo francese è La nuit américaine, quello inglese è Day for night. Il significato è sempre lo stesso: la tecnica utilizzata per far sembrare notturne delle scene girate di giorno. Siamo a Nizza: un regista (sordo, un visibile apparecchio acustico all'orecchio) gira la storia di una sposina che fugge col suocero. Il set (attori, produttore, maestranze, truccatrice, fotografo, attrezzisti, trovarobe) diventa la messa in scena di ogni amore, desiderio, tradimento. Premio Oscar, pieno di omaggi (Welles, Renoir, Hitchcock), cinema sul cinema, del cinema, nel cinema, Effetto notte racconta una vicenda semplice e complicata, come fosse un Così fan tutte ("Le donne sono delle maghe?" chiede incessantemente Alphonse) che mette in scena il cinema come cura: "Lo so, c'è la vita privata, ma la vita privata zoppica per tutti. I film sono più armoniosi della vita, Alphonse: non ci sono intoppi nei film, non ci sono rallentamenti. I film vanno avanti come i treni, capisci? Come i treni nella notte". In questa magnifica notte truffautiana il regista sogna se stesso bambino che, dalla bacheca di una sala cinema chiusa, ruba le locandine dei film più belli che ha visto. I film che ci hanno nutrito, che ci hanno rimesso al mondo. Perché il cinema è sogno, cioè inconscio, cioè vita. Ma prima dimmi che mi ami.

Sul Venerdì del 12 novembre 2021