La Parigi scomparsa di Patrick Modiano
di Massimo Raffaeli , di Massimo RaffaeliNel discorso pronunciato a Stoccolma il 7 dicembre del 2014, all'atto di ricevere il Nobel, Patrick Modiano legge la sua vicenda di scrittore in contrapposizione a Proust e alla nozione di memoria involontaria. Perché se la "intermittenza del cuore" attiva nella Recherche è capace di far risorgere il passato nei minimi dettagli come in un tableau vivant, per Modiano la memoria degli uomini è viceversa in lotta contro l'amnesia e l'oblio, ricevendo il passato solo per frammenti e tracce fuggitive. Ne conclude che, davanti alla pagina bianca dell'oblìo, compito del romanziere è far risorgere segni e parole a metà cancellate come "iceberg alla deriva sulla superficie dell'oceano". Non è tanto una dichiarazione di poetica, quanto il principio inderogabile cui obbedisce da una trentina di romanzi la narrativa di Modiano.
Nel discorso pronunciato a Stoccolma il 7 dicembre del 2014, all'atto di ricevere il Nobel, Patrick Modiano legge la sua vicenda di scrittore in contrapposizione a Proust e alla nozione di memoria involontaria. Perché se la "intermittenza del cuore" attiva nella Recherche è capace di far risorgere il passato nei minimi dettagli come in un tableau vivant, per Modiano la memoria degli uomini è viceversa in lotta contro l'amnesia e l'oblio, ricevendo il passato solo per frammenti e tracce fuggitive. Ne conclude che, davanti alla pagina bianca dell'oblìo, compito del romanziere è far risorgere segni e parole a metà cancellate come "iceberg alla deriva sulla superficie dell'oceano". Non è tanto una dichiarazione di poetica, quanto il principio inderogabile cui obbedisce da una trentina di romanzi la narrativa di Modiano.
Albert e Louisa
All'origine c'è la ferita personale che non può venire mai cicatrizzata se non nei modi della ossessione identitaria: nato nel 1945, pochi mesi dopo la liberazione di Parigi, battezzato e subito affidato a istituti religiosi, Modiano è figlio di Albert, un commerciante ebreo di ascendenti italiani, e di Louisa Colpijn, attrice belga di seconda fila, presto spariti entrambi dalla sua vita ed entrambi già scampati alla deportazione perché oscuramente collusi con gli occupanti nazisti. Per Modiano, il primo epicentro da cui muovere, la matrice esistenziale, è dunque una minuscola via nel centro di Parigi, la rue Lauriston nel XVI arrondissement al civico 93, dove una lapide ricorda la sede della Gestapo francese in cui Albert e Louisa probabilmente entrarono più volte ma per uscirne sempre indenni e sotto protezione: non c'è romanzo di Modiano (da I viali di circonvallazione, Bompiani 2014, e Viaggio di nozze, Frassinelli 1991, a Dall'oblìo più lontano, Einaudi 2017 e Ricordi dormienti, ivi 2018) che a luoghi come questi non ritorni alla maniera di una inchiesta, condotta sulla base di minimi indizi e poche congetture, il cui esito sia sempre incerto o ambiguo.
In realtà Modiano è imprigionato dai suoi stessi automatismi percettivi mentre gli assi cartesiani dello spazio e del tempo lo inducono a una ricerca fatalmente frustrata. La musa dello scrittore è una complessa cartografia dove si connettono lo stradario di Parigi e antichi annuari, elenchi telefonici in disuso, tracce che il tempo ha reso labili e inattendibili. La sua Parigi è in effetti una città nera e infera, un universo labirintico che non prevede vie d'uscita e al massimo concede delle soste illusorie. Come nel caso di una inchiesta atrocemente archiviata in istruttoria, cioè il romanzo cui è tuttora legata la fama dell'autore, Dora Bruder (Guanda 1998), l'adolescente ebrea del XVIII arrondissement la cui scomparsa è denunciata da un trafiletto su Paris-Soir del 31 dicembre del 1941: grazie alla documentazione in seguito prodotta da Serge Klarsfeld (ora nel bellissimo volume collettivo Modiano, Cahiers de l'Herne 2012) sappiamo che la sosta illusoria di Dora fu a Drancy, regione della Senna, centro di smistamento per il campo di Auschwitz. "Tento di mettere nero su bianco" e ancora "sì, c'erano senza dubbio spazi bianchi in quella vita" e infine: "Ma per quanto tu possa scrutare con la lente di ingrandimento i particolari di una vita, vi rimarranno per sempre segreti e punti di fuga. E ciò mi sembra essere il contrario della morte".
Non avrebbero potuto essere diversi i toni dell'ultimo libro di Modiano, Inchiostro simpatico (Einaudi), che esce nella limpida versione di Emanuelle Caillat, succeduta a Irene Babboni che in Italia ne fu a lungo la voce. Anche il titolo tradisce la natura non certo sanatoria ma virtualmente espiatoria di ogni romanzo di Modiano, per cui qualunque sparizione o sottrazione di esistenza allude al più buio cratere del secolo, a ciò che Primo Levi chiamò Anus Mundi. Pertanto agli occhi di chi indaga e redige il referto, ogni venir meno della vita, ogni sua contraffazione o negazione, richiama di colpo al tempo presente la tenebra della Shoah: tale è la risposta, indiretta ma non meno ferma, all'annoso interdetto di Adorno che inibiva la parola ai poeti dopo Auschwitz.
Praticante detective
In Inchiostro simpatico (allusivo di un passato che riemerge silenzioso, imprevisto), al centro dell'inchiesta c'è stavolta il X arrondissement dove, a metà dei 60, lascia poche tracce una ragazza ricercata invano da colui che racconta in prima persona: l'ex praticante detective che a lungo convivrà con i pochi frustranti indizi di lei fino a dimenticarsene, cambiate nei decenni professione e vita, per ritrovarla all'improvviso ma in tutt'altro contesto e nel sembiante di un'antica sua fiamma (lei o qualcuna che troppo le somiglia?). Ancora una volta il finale non ammette un riconoscimento, una conciliazione, ma rilancia una immagine sospesa, in sé muta e impenetrabile, come se Modiano suggerisse che la cognizione della verità è impossibile pure se cercarla è inevitabile. Perciò ricomincia il suo vagabondaggio, la perlustrazione del labirinto di Parigi con la pianta del métro a scandire le stazioni dell'Ade. (Per l'appunto Le Paris de Modiano - Editions Alexandrines 2015 - è la guida ragionata di Béatrice Commengé mentre Tra oblìo e memoria: la Parigi segreta di Patrick Modiano si intitola la conferenza, accessibile su YouTube, di una nostra specialista di rango, Mariolina Bertini. Peraltro, la bibliografia italiana è scarsa a parte l'utile ritratto di Elisabetta Sibilio, Leggere Modiano, edito da Carocci nel 2015).
Sul Venerdì del 12 novembre 2021