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"Siamo qui": il nuovo disco di Vasco Rossi canzone per canzone

La cover del nuovo album di Vasco Rossi Siamo qui
(Virgin Records)     
Soli, impauriti, delusi: nel nuovo album scritto durante il lockdown il Blasco ci vede (e si vede) così. Conviene arrendersi? Non è detto
2 minuti di lettura

Che ci sia davvero uno spirito del mondo? E sciamani in grado di captarne i sussulti e di rubare i segreti del fuoco per aiutare gli altri esseri umani a vivere un po' meglio, condividendo quelle scintille per dare calore nel freddo pungente e nella solitudine? E quando dal freddo e dalla nebbia spunta una luce, spunta il calore, spunta la vita. Quella luce oggi è una chitarra, una musica, una voce che dice: Siamo qui.

Risuona in una mattina in cui ti svegli e ti senti perduto perché quello che vedi intorno a te non ti piace. È forte, è potente, dà voce alla rabbia che provi (è questo il rock): "Conviene arrendersi /conviene arrendersi all'evidenza / conviene accorgersi / conviene accorgersi della distanza".

Mondi…

Che ci sia davvero uno spirito del mondo? E sciamani in grado di captarne i sussulti e di rubare i segreti del fuoco per aiutare gli altri esseri umani a vivere un po' meglio, condividendo quelle scintille per dare calore nel freddo pungente e nella solitudine? E quando dal freddo e dalla nebbia spunta una luce, spunta il calore, spunta la vita. Quella luce oggi è una chitarra, una musica, una voce che dice: Siamo qui.

Risuona in una mattina in cui ti svegli e ti senti perduto perché quello che vedi intorno a te non ti piace. È forte, è potente, dà voce alla rabbia che provi (è questo il rock): "Conviene arrendersi /conviene arrendersi all'evidenza / conviene accorgersi / conviene accorgersi della distanza".

Mondi che si affrontano nell'oggi, non più legati all'ideologia ma alla paura: paura del vuoto, paura degli altri, che per qualche motivo sembrano diversi. Paure create diffondendo notizie false che diventano dogmi: "Non puoi discuterci / non puoi discuterci con l'ignoranza".

Comincia così il nuovo disco di Vasco Rossi. Con un XI Comandamento che, al contrario di ciò che sembra affermare, non rinuncia alla lotta e invece che alla pancia parla al cuore della gente. Lo fa con citazioni che vengono da lontano ma suonano così familiari a chi ha una certa età o conosce la storia: "Avanti il popolo", a cui si aggiunge "avanti il popolo del cambiamento".

Vasco non si nasconde. Prende posizione sui temi più caldi (eppure queste canzoni sono state pensate molto tempo fa): "Lei con me / lui con te / lei con lei / lui con lui / lui con lei / lei non c'è / lui dov'è / lei perché".  E poi la conclusione: "L'amore l'amore l'amore / si fa con le mani / si fa con il cuore / si fa come si vuole" canta in L'amore l'amore che pare una risposta alla bocciatura del ddl Zan.

Vasco non è un politico né un cantante che fa politica. È un libertario. Da sempre, contro ogni tipo di moralismo, di destra o di sinistra. Il che non fa di lui un qualunquista ma l'esatto contrario: è un artista che usa la propria forza e fama per parlare di temi in cui crede. E la sua forza e la sua fama sono tali che non ha bisogno di compiacere nessuno, non si tira indietro, anche se questo vuol dire sopportare attacchi, anche violenti. Del resto è così da sempre; e anche se ora si è cercato di metterlo tra i "venerati maestri", lui rifiuta il santino: "Tu ce l'hai con me / con me / non sono quello che racconti te / e devi andare a farti fottere" (in Tu ce l'hai con me).

Da sciamano, Vasco ha previsto il ritorno del rock puntando da subito sui giovani: sui Måneskin, mentre mordeva il freno per la mancanza di concerti e lavorava a un disco di pezzi potentissimi, quasi punk come quelli citati, che dal vivo saranno probabilmente esplosivi. E poi c'è l'opposto. Brani come La pioggia alla domenica ("Perché non ha più senso / un aeroplano senza un aeroporto / che dove si va?!... E come si fa?!"), o Un respiro in più ("Sarai pronto /a morire per vivere / finalmente / come vuoi tu / quando avrai / realizzato che vivere/ è soltanto / un respiro in più"), o ancora Ho ritrovato te ("Avevo litigato con la vita / avevo litigato con me / avevo fatto a pezzi il mondo / e avevo chiuso fuori anche te").

Non è mai banale Vasco: ti entra dentro senza che neanche te ne accorgi. Si capisce subito che alcune di queste canzoni diventeranno dei classici. Come Siamo qui, che viene riproposta anche in una intensa versione acustica alla fine dell'album. Le sue parole raccontano l'oggi, un oggi sconfortante: "Siamo qui / pieni di guai / a nascondere quello che sei / dentro quello che hai". Calcando la mano: "Siamo qui / soli e delusi / confondere quello che sei / dentro quello che usi". Diventerà un rito: purificatorio e intenso. Probabilmente inutile. Ma non importa. Quello che conta è che, comunque, siamo qui.

Sul Venerdì del 12 novembre 2021