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Stavolta l'Unione siamo noi

Una partecipante alle discussioni tra i cittadini nel palazzo del Parlamento di Strasburgo
  
Dal dibattito alla legge, ecco cos'è e cosa vuole fare la Conferenza sul Futuro dell'Europa
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La Conferenza sul Futuro dell’Europa è il primo esperimento di democrazia pan-europea non elettiva. Ottocento cittadini sono stati scelti a caso – rispettando criteri di ripartizione geografica, genere e formazione, ma con un terzo di posti per gli under 25 –, sono stati divisi in quattro gruppi da 200 e portati a Strasburgo in quattro weekend distinti per discutere di economia e cultura, democrazia e sicurezza, ambiente e salute, politica estera e migrazione. E alla fine del lungo percorso – ci sarà un secondo dibattito online e poi una sessione in quattro città del continente – i panel produrranno delle proposte. La Plenaria finale le discuterà, e poi, dalla primavera del 2022, il compito di tradurle in legge spetterà al Parlamento, alla Commissione e al Consiglio. La Conferenza si avvale anche di “eventi decentrati”, organizzati in tutto il continente da chi lo voglia, e soprattutto di una piattaforma digi…

La Conferenza sul Futuro dell’Europa è il primo esperimento di democrazia pan-europea non elettiva. Ottocento cittadini sono stati scelti a caso – rispettando criteri di ripartizione geografica, genere e formazione, ma con un terzo di posti per gli under 25 –, sono stati divisi in quattro gruppi da 200 e portati a Strasburgo in quattro weekend distinti per discutere di economia e cultura, democrazia e sicurezza, ambiente e salute, politica estera e migrazione. E alla fine del lungo percorso – ci sarà un secondo dibattito online e poi una sessione in quattro città del continente – i panel produrranno delle proposte. La Plenaria finale le discuterà, e poi, dalla primavera del 2022, il compito di tradurle in legge spetterà al Parlamento, alla Commissione e al Consiglio. La Conferenza si avvale anche di “eventi decentrati”, organizzati in tutto il continente da chi lo voglia, e soprattutto di una piattaforma digitale in 24 lingue dove chiunque può presentare e votare delle proposte. L’obiettivo è venire incontro alle richieste di una maggiore democratizzazione dell’Europa – quel famoso “deficit” di solito strumentalmente additato dai sovranisti – e riconnettersi con i 450 milioni di cittadini a metà del percorso tra le elezioni del 2019 e quelle del 2024 e subito dopo i traumi della Brexit e della pandemia. 

Occupy Strasburgo

L’Ue non è però l’unica ad essersi posta il problema di “aggiornare” con nuovi strumenti la democrazia rappresentativa: in epoca social chiedere ai cittadini solo di barrare un simbolo ogni 4-5 anni è ormai anacronistico. A ispirare la Conferenza sul Futuro dell’Ue è stato per esempio il Grand Débat National, lanciato in Francia nel gennaio 2019 dal presidente Emmanuel Macron per rispondere al movimento dei Gilet gialli. Le conclusioni della Conferenza arriveranno, forse non a caso, proprio durante la presidenza francese dell’Ue. 

Sul Venerdì del 19 novembre 2021