A casa di Carlo (Calenda)
di Carmine Saviano , di Carmine SavianoAl messaggio WhatsApp con cui gli proponiamo un'intervista sulla sua storia e sul suo futuro risponde così: "Capito, volete più Carlo e meno Calenda. Assolutamente sì". Perché l'ex ministro dello Sviluppo Economico, oggi leader di Azione, 48 anni, romano, ha tante vite, ma un solo faro: "L'anticonformismo. L'ho imparato da Churchill" dice con modestia. "La sua autobiografia, Gli anni della mia giovinezza, è il mio libro prediletto". Peccato che, prima della storia, ci sia la cronaca. "Io sindaco di Roma? Neanche morto, sarei un cialtrone", scriveva in un tweet del 2018. Invece poi si è candidato - la sua lista si è classificata prima per numero di voti - e per mesi quel vecchio tweet lo ha perseguitato come una maledizione.
Ammetta che è difficile smentire chi l'accusa di incoerenza.
"Francamente mi pare l'esatto opposto. Ho iniziato questa legislatu…
Al messaggio WhatsApp con cui gli proponiamo un'intervista sulla sua storia e sul suo futuro risponde così: "Capito, volete più Carlo e meno Calenda. Assolutamente sì". Perché l'ex ministro dello Sviluppo Economico, oggi leader di Azione, 48 anni, romano, ha tante vite, ma un solo faro: "L'anticonformismo. L'ho imparato da Churchill" dice con modestia. "La sua autobiografia, Gli anni della mia giovinezza, è il mio libro prediletto". Peccato che, prima della storia, ci sia la cronaca. "Io sindaco di Roma? Neanche morto, sarei un cialtrone", scriveva in un tweet del 2018. Invece poi si è candidato - la sua lista si è classificata prima per numero di voti - e per mesi quel vecchio tweet lo ha perseguitato come una maledizione.
Ammetta che è difficile smentire chi l'accusa di incoerenza.
"Francamente mi pare l'esatto opposto. Ho iniziato questa legislatura dicendo "mai con sovranisti e populisti" e "ci vuole un governo istituzionale". E infatti appoggio un governo istituzionale e non ho fatto alleanze con populisti e sovranisti".
Ma le alleanze sono necessarie. Lei che si richiama sempre al pragmatismo lo sa bene.
"Però il pragmatismo deve consentirti di governare. Sono stato cinque anni al governo e di compromessi ne ho fatti tanti. Ma per governare, non per restare attaccato a un posto".
Vanesio, saccente... Gliene dicono ti di tutte. Provi a contrattaccare: chi è più bravo di lei in politica?
"Giorgia Meloni è la migliore nella conquista del consenso".
E sui contenuti?
"Domanda difficile. Diciamo che me la batto con tutti. Escluso Mario Draghi, chiaro".
Che però potrebbe andare sul Colle.
"Draghi deve restare dove sta. Al Paese servono le riforme per spendere bene i soldi del Pnrr".
Chiarisca cosa pensa di Renzi. Prima lo attacca, poi lo difende...
"Ci si è abituati al fatto che se uno difende una persona è per forza suo amico, alleato. Io faccio una valutazione dei fatti. Considero totalmente inaccettabile che Matteo Renzi sia pagato dall'Arabia Saudita. Ma lo difendo se le sue intercettazioni finiscono spiattellate sui giornali. Come difenderei Salvini. Adesso basta, su".
Basta con cosa?
"Con la politica ridotta a una rissa adolescenziale".
Indichi una direzione.
"Occorrono coerenza e oggettività. Solo così si mantiene la fiducia dei cittadini. Per esempio: io detesto i 5 Stelle, i loro valori. Ma la loro spazza-corrotti è una buona legge".
Detesta anche il Pd?
"No, sono affezionato al Pd. Il problema è che, invece di fare politica, fanno la morale a tutti".
Anche a lei?
"Durante la campagna elettorale per Roma, prima hanno detto che ero di destra, addirittura che ero il candidato della Lega. Il giorno dopo, quando gli servivano i voti, hanno sostenuto che facevo parte del campo largo del centrosinistra".
L'hanno anche accusata di usare il romanesco per calcolo politico.
"Perché se sa che so' de Cuneo, no? Se avessi realmente voluto fare un calcolo politico sarei rimasto nel Pd e avrei fatto il ministro, e poi il sindaco di Roma. La mia agenda personale è cambiare il modo di fare politica. Poi lo so che sta sulle palle".
Chi, scusi?
"Chi vuole uscire dalla logica del posizionamento ideologico. Chi non vuole militarizzare l'elettorato anela a una politica che ritrovi serietà. Crozza mi prende in giro su questo. Ma il combinato disposto Covid-Draghi ha cambiato le cose: adesso i cittadini sanno che non avere al governo degli imbecilli ma persone serie fa la differenza tra la vita e la morte. Serve serietà".
E lei? Mai fatto fesserie?
"Ne ho fatte dumila. Prima di diventare padre, a 16 anni, ero un ragazzo abbastanza problematico".
Come se l'è cavata con quella paternità così precoce?
"Ho imparato la disciplina. Ho iniziato a lavorare. La mia famiglia mi disse subito che mi avrebbe aiutato con la bambina, ma tutto il resto avrei dovuto ottenerlo da solo".
E dunque?
"Vendevo polizze assicurative e strumenti finanziari porta a porta. E ho fatto un sacco de sordi".
Per chi votava a 18 anni?
"Sempre votato a sinistra. Sono stato iscritto alla Fgci, sezione di piazza Mazzini a Roma. Ma la nascita di mia figlia chiuse anche quella fase".
Poi c'è stata la Ferrari.
"Devo essere onesto: mio padre conosceva Luca Cordero di Montezemolo. Riuscii ad avere uno stage annuale non retribuito. Poi ho continuato".
Sente ancora Montezemolo?
"Gli voglio bene. Gli do ancora del "lei" ma lo considero un amico. Abbiamo litigato soltanto quando da ministro mi sono occupato di Alitalia. Mi ha insegnato a delegare la responsabilità".
Lo fa anche lei?
"Con me lavorano trenta persone, ragazze e ragazzi, bravi, ben pagati. È la squadra che a Roma ha dato i numeri al Pd e a Fratelli d'Italia".
Luigi Comencini era suo nonno, Cristina Comencini è sua madre. Mai pensato di dedicarsi al cinema?
"Sarà una cosa freudiana ma il cinema non è la mia passione".
Dunque, c'è solo la politica.
"No, anzi. Anche se lavoro tanto, tutto il tempo libero, la domenica, è per la mia famiglia".
Andrà allo stadio.
"Mai. Sono romanista ma non guardo neanche le partite. Però conosco a memoria la formazione della Roma che vinse lo scudetto nel 1983".
Figuriamoci.
"Non mi crede? Tancredi, Nela, Vierchowod, Ancelotti, Falcao, Maldera, Conti, Prohaska, Pruzzo, Di Bartolomei e Iorio. Ecco qui".
L'allenatore era Nils Liedholm: un vero anticonformista.
"Per l'appunto".
Sul Venerdì del 26 novembre 2021