La storia
Spia, spia... la vita segreta dall'album della Stasi
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni
A volte i dissidenti erano obbligati a rivivere di fronte alla macchina fotografica il proprio arresto. La messa
in scena aveva uno scopo formativo, preparava gli agenti all’azione, ed era particolarmente crudele nel caso di persone condannate a lunghe pene detentive.
Era il più efficiente e paranoico dei servizi, ma anche il più grottesco. Come dimostrano le foto scattate dagli stessi agenti dell’ex Ddr e raccolte ora in un libro da Simon Menner