Chi è Zhong Shanshan, l'uomo più ricco di Cina
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO. Non è un guru della tecnologia. Non è un magnate dell'immobiliare. Del resto, queste due categorie non è che se la passino poi tanto bene ultimamente. Nella sua lunga, improbabile e incredibile carriera ha fatto di tutto: ha coltivato funghi, ha fatto il giornalista, l'operaio, ha venduto pillole per la disfunzione erettile. Fino all'illuminazione, semplice e per questo geniale. Zhong Shanshan, oggi l'uomo più ricco di Cina, vende acqua. In bottiglia. Quella potabile è praticamente imbevibile dappertutto qui, a meno che non la si faccia prima bollire. E quelle bottiglie dall'etichetta rossa e bianca, con la scritta Nongfu Spring, con le tre montagne che emergono dal lago artificiale di Qiandao - da dove appunto l'acqua arriva - oggi stanno ovunque. Nei supermercati, nei negozi di alimentari, dai tabaccai, esposte nei carretti degli ambulanti agli angoli delle strade, agli eventi di gala, nelle sale riunioni delle gran…
PECHINO. Non è un guru della tecnologia. Non è un magnate dell'immobiliare. Del resto, queste due categorie non è che se la passino poi tanto bene ultimamente. Nella sua lunga, improbabile e incredibile carriera ha fatto di tutto: ha coltivato funghi, ha fatto il giornalista, l'operaio, ha venduto pillole per la disfunzione erettile. Fino all'illuminazione, semplice e per questo geniale. Zhong Shanshan, oggi l'uomo più ricco di Cina, vende acqua. In bottiglia. Quella potabile è praticamente imbevibile dappertutto qui, a meno che non la si faccia prima bollire. E quelle bottiglie dall'etichetta rossa e bianca, con la scritta Nongfu Spring, con le tre montagne che emergono dal lago artificiale di Qiandao - da dove appunto l'acqua arriva - oggi stanno ovunque. Nei supermercati, nei negozi di alimentari, dai tabaccai, esposte nei carretti degli ambulanti agli angoli delle strade, agli eventi di gala, nelle sale riunioni delle grandi aziende, nei sedili posteriori delle macchine di Didi, la Uber in versione cinese.
Hurun Report, il magazine di Shanghai che ogni anno stila la classifica dei più ricchi del Paese - la Bibbia dei Paperoni - ha appena messo Zhong al primo posto. Basso profilo, il "lupo solitario" come lo hanno ribattezzato i media cinesi, 67 anni, oggi vive nel suo appartamento ad Hangzhou, la città dove è nato, sulle rive del magnifico Lago Occidentale, appare poco in pubblico e ancora meno parla con i media. Già uomo più ricco di Cina e di Asia secondo Bloomberg e Forbes, ma che per la prima volta arriva in cima alla prestigiosa lista, ha visto il suo portafogli gonfiarsi incredibilmente negli ultimi anni: una fortuna personale oggi di 66,3 miliardi di dollari. Negli ultimi 12 mesi il valore di mercato della sua Nongfu Spring, da quando Zhong l'ha quotata in Borsa ad Hong Kong, è aumentato del 10 per cento.
Gli inizi in fabbrica
Che storia, la sua. Lascia la scuola prima ancora di finire le elementari: c'era la Rivoluzione culturale di Mao e i suoi genitori non se la passavano tanto bene. Fa l'operaio in un cantiere edile per dieci anni. Per due volte prova ad entrare all'università, ma i risultati ai test sono sempre mediocri. Fa il reporter e poi fonda un giornale tutto suo. Cambia ancora, è inquieto. Apre una rivendita di funghi.
Nel '93 fonda la Yst, casa farmaceutica specializzata nelle cosiddette "pillole di tartaruga", pasticchette magiche - a base di gusci di tartaruga, appunto - per combattere la disfunzione erettile. Il business va alla grande e grazie a quei problemini dei suoi connazionali Zhong guadagna il suo primo milione. Il salto arriva però tre anni dopo quando scopre, a pochi passi da casa, quel lago Qiandao dall'acqua purissima. Fonda la Nongfu Spring. Bottigliette a 2 yuan (27 centesimi di euro), strategie di marketing aggressive e il lancio di altri prodotti come succhi di frutta, tè, caffè e yogurt, lo portano a controllare un quarto del mercato: consacrandolo imperatore delle bibite cinesi.
Un vaccino in arrivo
La sua fortuna non arriva tutta dall'acqua in bottiglia. Zhong è il fondatore anche della Beijing Wantai, colosso bio-farmaceutico, uno dei principali produttori al mondo di strumenti per la diagnostica delle malattie infettive. Quest'azienda produrrà pure il nuovo vaccino anti Covid, sotto forma di spray nasale, che l'Università di Hong Kong e quella di Xiamen stanno sperimentando.
Nel mirino dello Stato
Di storie di poveri disgraziati che poi ce l'hanno fatta la Cina è piena: interpreti del segreto del miracolo economico degli ultimi quarant'anni. Il miracolo della nazione, certo, ma che è la somma di tutti questi piccoli miracoli individuali di gente che non aveva niente da perdere. "Ai piedi nudi non fanno paura le scarpe", dice il vecchio proverbio. Essere in cima alle classifiche dell'Hurun per qualcuno è stata più una rovina, però. "Quelle classifiche sembrano mandati d'arresto: chi ci compare è fottuto!", disse qualche anno fa Huang Guangyu, ex poveraccio di un villaggio del Guangdong che si è inventato la Gome, poi diventata una delle aziende di elettrodomestici più importanti del Paese. In effetti nel 2008 Huang è stato arrestato per davvero: manipolazione del mercato, 14 anni dietro le sbarre.
Sul Venerdì del 3 dicembre 2021