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Corruzione al ministero, parla Giovanna Boda

Giovanna Boda, ex responsabile del Dipartimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali del Ministero dell'Istruzione 
Ancora immobilizzata dopo il tentato suicidio, la dirigente indagata si difende: "La scuola era tutta la mia vita. Presto spiegherò"
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«C’è Giovanna che vuole salutarla». La madre, Titti Palazzetti, sindaca di Casale Monferrato dal 2014 al 2019, ha richiamato. Sul telefonino, adesso, arriva la voce flebile, riconoscibile nel suo timbro infantile, di Giovanna Boda. Fatica a parlare: «Sono sempre sotto morfina, da quel mercoledì. Sono a letto tutto il giorno, nella mia stanza, e muovo solo la gamba destra». Dal 14 aprile, giorno in cui si è gettata dalla finestra dello studio del suo avvocato, a Roma, è immobilizzata a letto.

 

 

L’ex dirigente pubblica parla senza fermarsi: «Ho fatto sei operazioni, la prossima sarà al ginocchio sinistro. È frantumato. Non posso operarmi perché c’è un’infezione in corso nella tibia, sono le mie ferite interne... Dopo, capiremo se potrò tornare ad alzarmi. Se camminerò. Sono già intervenuti in quella parte del bacino che si collega alla spina dorsale, mi hanno detto che l’operazione è andata bene. Sono caduta in piedi. Mi sono spaccata tutto».

Lo storico palazzo del ministero dell’Istruzione a Roma 

Ho conosciuto, e frequentato, Giovanna Boda nel corso del 2020 e per i primi quattro mesi del 2021. Il lockdown e il ministro Azzolina avevano reso più difficile la comprensione di quello che accadeva nella scuola italiana, quali indicazioni un dicastero confuso e impaurito stesse offrendo a docenti e discenti. Giovanna Boda, numero tre del ministero, si era fatta carico di spiegare a Repubblica cosa succedeva nel palazzo e oggi dice: «Lo sai che lo facevo per la scuola, sai quanto l’ho amata». Racconta: «Non riesco a leggere né a scrivere, ho dolori ovunque e continuamente. Quando ero in ospedale, al Gemelli, non ho potuto vedere la mia bambina per 35 giorni. Lei dormiva a casa per terra: “Finché non torna mamma resto qui”, diceva. Poi me l’hanno fatta vedere mezz’ora al giorno, non volevano mi agitassi. Adesso è lei a darmi le medicine. Devo rimettermi in piedi per mia figlia, e ritrovare la serenità. A volte sento che sono morta. Andrò a parlare con il magistrato, voglio farlo presto, posso spiegare ogni cosa». E conclude: «Una cosa voglio dirla, non ho favorito nessuno. Ho tutte le carte, ma, l’ho fatto sapere anche al procuratore, non sono in condizioni di spiegare adesso. Ho bisogno di qualche settimana ancora. Non ho fatto niente per favorire qualcuno, lo posso dimostrare».

Sul Venerdì del 10 dicembre 2021