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Perché non mi piace la flat tax

PER POSTA: Ogni settimana Michele Serra risponde ai lettori del Venerdì. Non può essere “flattata” una imposta così importante come quella sul reddito dei privati e delle aziende
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Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Caro Serra, vivo in Russia da più di trent’anni e la sua Amaca è la mia prima lettura del mattino. Ho una certa pratica di flat tax (qui c’è sempre stata) e le posso assicurare che funziona molto meglio della tassazione progressiva. Certo, la flat tax è meno equa, ma non ha il difetto di essere inapplicabile con i mezzi disponibili attualmente. Il fatto che per sapere quante tasse bisogna pagare si debba fare la somma dei redditi annuali rende la tassazione progressiva incontrollabile. Tanto è vero che ormai è diventato una specie di fortino attaccato dalla pratica di tutte le nuove tasse flat che, anche in Italia, si sono introdotte per renderle semplici (immobili, bolli, bancarie, accise, affitti ecc.). Dovranno passare ancora molti anni prima che l’ultimo moicano dell’Irpef ceda al principio di re…

Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Caro Serra, vivo in Russia da più di trent’anni e la sua Amaca è la mia prima lettura del mattino. Ho una certa pratica di flat tax (qui c’è sempre stata) e le posso assicurare che funziona molto meglio della tassazione progressiva. Certo, la flat tax è meno equa, ma non ha il difetto di essere inapplicabile con i mezzi disponibili attualmente. Il fatto che per sapere quante tasse bisogna pagare si debba fare la somma dei redditi annuali rende la tassazione progressiva incontrollabile. Tanto è vero che ormai è diventato una specie di fortino attaccato dalla pratica di tutte le nuove tasse flat che, anche in Italia, si sono introdotte per renderle semplici (immobili, bolli, bancarie, accise, affitti ecc.). Dovranno passare ancora molti anni prima che l’ultimo moicano dell’Irpef ceda al principio di realtà?
Giorgio Africano

Caro Africano, tutto ciò che semplifica mi piace, e anche per questo vivo in perenne conflitto con la burocrazia, che è l’Impero della Complicazione. Ma se per semplificare si deve rinunciare al principio della progressività del prelievo sul reddito, non mi sta bene. Riconosco che pagare le tasse in Italia, per i lavoratori autonomi, è uno strazio. Rivolgersi a un commercialista è diventato, nei fatti, un obbligo, perché da soli non ce la si può fare. Ma il reddito è pur sempre la cifra che indica (o dovrebbe indicare) quanto ciascuno ha guadagnato, e non è concepibile che chi ha guadagnato mille e chi cento contribuiscano al bene pubblico in uguale misura. Non può essere “flattata” una imposta così specifica, e così importante, come quella sul reddito dei privati e delle aziende. I numeri che documentano la caduta del prelievo fiscale sui redditi alti nell’ultimo mezzo secolo sono impressionanti: vanno di pari passo, e non è certo un caso, con il trionfo del liberismo e l’arretramento del socialismo (non parlo, ovviamente, di quello sovietico: parlo della quota di socialismo esistente nelle nostre democrazie). Fiumi di denaro sono stati sottratti al Welfare, dunque alla comunità, e non è per niente vero che l’aumento della ricchezza privata abbia favorito indirettamente anche i meno abbienti, come sostenevano, con notevole faccia tosta, i fautori del liberismo in purezza. La Thatcher, almeno, ebbe il coraggio di dire che per un terzo degli inglesi le cose sarebbero andare molto peggio, per i due terzi meglio: classismo esplicito, e al diavolo l’ipocrisia. La flat tax, in questo quadro, se applicata al reddito non può che favorire i già favoriti. Che l’abbia proposta un leader della destra come Salvini non fa che confermare che ai populisti, del popolo, importa davvero pochino. Chi più ha avuto, più deve dare: senza strozzarlo, ovviamente, ma nemmeno equiparandolo a chi ha avuto di meno. Questo – grosso modo – è il mio pensiero sulla flat tax: ma non si fidi, non sono un economista, e sono fortemente sospettabile di socialismo.

Sul Venerdì del 7 gennaio 2022