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"È andato tutto bene": una danza macabra

Una scena del film È andato tutto bene di François Ozon. Storia di un padre (AndréDussollier) che chiede alle figlie  (Sophie Marceau e Géraldine Pailhas) il suicidio assistito 
PSYCHO Un film crudele e romantico sulla fine della vita
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"Vostro padre deve essere in grado di prendere il bicchiere e berlo da solo. Altrimenti non possiamo fare niente. Lo assistiamo nel suicidio, ma non siamo noi a ucciderlo, vero?". Non pensate però a un film sospeso sul baratro etico della richiesta di morte che riceve risposta, né a un film di ferma voce civile che esplora il confine tra diritto e reato. È andato tutto bene è una commedia d'umore nero che riesce a parlare del tema ingombrante senza davvero occuparsene, piuttosto indirizzando i nostri pensieri su altri versanti: genitori e figli, legami e libertà, egoismo e amore, carisma e manipolazione.

Tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Emmanuèle Bernheim, l'ultimo film di Fra…

"Vostro padre deve essere in grado di prendere il bicchiere e berlo da solo. Altrimenti non possiamo fare niente. Lo assistiamo nel suicidio, ma non siamo noi a ucciderlo, vero?". Non pensate però a un film sospeso sul baratro etico della richiesta di morte che riceve risposta, né a un film di ferma voce civile che esplora il confine tra diritto e reato. È andato tutto bene è una commedia d'umore nero che riesce a parlare del tema ingombrante senza davvero occuparsene, piuttosto indirizzando i nostri pensieri su altri versanti: genitori e figli, legami e libertà, egoismo e amore, carisma e manipolazione.

Tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Emmanuèle Bernheim, l'ultimo film di François Ozon (come il precedente Estate '85) torna a usare la morte per parlare di vita. In pieno stile Ozon, lo fa attraverso la danza, ahimè spesso macabra, degli amori, tra norme sociali e disfunzioni familiari. Il protagonista è il padre ottuagenario di due belle figlie, Emmanuèle (la preferita) e Pascale (la trascurata). Ricoverato in ospedale dopo un ictus, si risveglia non più autosufficiente e chiede alla figlia, ovviamente alla preferita, di aiutarlo a morire, via clinica Svizzera. André è un uomo vitale, carismatico, egoista, forse non un padre cattivo ma certo un cattivo padre, capriccioso come un bambino mai cresciuto (un tema del film è proprio l'amore inspiegabile e irresistibile per un genitore narciso). Le figlie lo amano, lo subiscono, lo accontentano e forse un po' vogliono davvero liberarsene. Ma può un genitore chiedere a una figlia di aiutarlo a morire? È massima intimità o massima prepotenza? Tutt'e due?

È andato tutto bene è film crudele e romantico, capace di ironia e di fastidio. Un film sulla morte che volteggia come un film sulla vita. Anzi no, sulla vitalità. Perché, sia chiaro, vita e vitalità sono due cose ben diverse.

Sul Venerdì del 14 gennaio 2022