✕

In viaggio con Darwin (e con Parisi)

Charles Darwin (1809-1882) ritratto nel 1868 dalla più famosa fotografa dell’epoca vittoriana, Julia Margaret Cameron (Getty Images) 
ORA D'ARIA Le osservazioni sugli animali del padre della teoria dell'evoluzione e del Nobel italiano
2 minuti di lettura

Charles Darwin fece un solo viaggio; memorabile: con le sue scoperte ci ha inferto una ferita narcisistica, riducendo l'Homo sapiens a un cugino per caso dello scimpanzé, e niente Dio. Però il suo resoconto del Viaggio di un naturalista intorno al mondo è stupendo. A Natale del 1832 si trova nella glaciale Terra del Fuoco. Gli indigeni sono alla fame. Se hanno fortuna, tornano da 4 giorni di caccia con pezzi di balena putrefatta infilati sulla testa, come un poncho. Altrimenti mangiano le donne vecchie e i cani, nell'ordine (i cani, spiegano, prendono le lontre, le donne no): perciò le vecchie, quando arriva l'inedia, scappano sui monti; ma le riprendono e le soffocano sul fuoco (ovunque Darwin si indigna del trattamento delle donne, ridotte, "come tutte le donne dei selvaggi, a utili schiave"). I fuegini, assicura Darwin, sono "repubblicani nel modo più assoluto"; se si dà a uno un panno, viene suddiviso tra tu…

Charles Darwin fece un solo viaggio; memorabile: con le sue scoperte ci ha inferto una ferita narcisistica, riducendo l'Homo sapiens a un cugino per caso dello scimpanzé, e niente Dio. Però il suo resoconto del Viaggio di un naturalista intorno al mondo è stupendo. A Natale del 1832 si trova nella glaciale Terra del Fuoco. Gli indigeni sono alla fame. Se hanno fortuna, tornano da 4 giorni di caccia con pezzi di balena putrefatta infilati sulla testa, come un poncho. Altrimenti mangiano le donne vecchie e i cani, nell'ordine (i cani, spiegano, prendono le lontre, le donne no): perciò le vecchie, quando arriva l'inedia, scappano sui monti; ma le riprendono e le soffocano sul fuoco (ovunque Darwin si indigna del trattamento delle donne, ridotte, "come tutte le donne dei selvaggi, a utili schiave"). I fuegini, assicura Darwin, sono "repubblicani nel modo più assoluto"; se si dà a uno un panno, viene suddiviso tra tutti - e finché non c'è la proprietà, riflette e un po' depreca, non può esserci un capo.

Nel Viaggio (1839), si sa, Darwin - un genio giudizioso - non parla ancora di evoluzione delle specie, avversa alle Scritture; esiterà vent'anni. Ma il 23 marzo 1835 si ritrovò in cima alla Cordigliera; un "levigato e bianco mare di nuvole" si stendeva ai suoi piedi; entrò nel banco di nebbia e ci restò tutto il giorno, sempre scendendo verso le pampas del versante orientale. Nelle valli da un lato e dall'altro della Cordigliera gli animali cambiavano. Quadrupedi, uccelli, insetti. Cinque specie di topi, per esempio, sul Pacifico, e tredici, differenti, sull'Atlantico. In una minuscola nota azzarda: le specie potrebbero non essere immutabili, ma, "in un lunghissimo spazio di tempo", modificarsi.

Fu allora che vide una nube frastagliata di colore rossiccio: era uno sciame di locuste; andavano a 24 chilometri l'ora, e il rombo delle ali era un rumore di carri da guerra o come un vento che investa le sartie di una nave. Al centro dello sciame non si vedeva il cielo, tuttavia "le locuste non erano così vicine l'una all'altra da non poter evitare una bacchetta agitata avanti e indietro". (Ha risolto ora questo problema delle distanze negli stormi il fisico Giorgio Parisi, e ci ha vinto il Nobel. Le configurazioni degli storni cambiano impreviste e vertiginose; come virano senza urtarsi? Studiandole nel "dormitorio" della Stazione Termini a Roma, il nostro specialista dei sistemi complessi ha rilevato che la densità, dai bordi al centro, sale del 30 per cento, la distanza media è di 80 cm. Fa rabbrividire, nel suo In un volo di storni, da Rizzoli, una nota: fa caldo, da noi, e gli storni non viaggiano più oltre il Mediterraneo).

Sul Venerdì del 21 gennaio 2022