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Anche le libellule cancellano i voli

Mesamphiagrion gaudiimontanum è una damigella (parente delle libellule) delle Ande 
Sono seimila le specie nel mondo. E mille rischiano l’estinzione. Il motivo? La progressiva scomparsa delle aree umide, ci spiega Viola Clausnitzer alla fine di una lunga ricerca sul campo
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Appena terminate le restrizioni sui viaggi dovute alla pandemia, la scorsa estate Viola Clausnitzer è tornata sul campo. In Ruanda, per coordinare una scuola estiva sulla biodiversità. Entomologa del Senckenberg Research Institute and Natural History Museum di Francoforte, Clausnitzer studia da sempre le libellule: binocolo al collo e retino in mano, ha mostrato a studenti e ricercatori del campus di Huye come catturare e riconoscere le diverse specie. Una vita coi piedi a mollo: le libellule, insetti alati dai lunghi e sottili addomi, vivono solo dove c'è acqua: stagni, laghi, paludi, fiumi... Nell'acqua "nuotano" le larve (ninfe) mangiando altre larve, crostacei e piccoli pesci in attesa della metamorfosi (che arriva dopo mesi o anni, dipende dalla specie); vicino all'acqua tornano a volare gli adulti nelle poche settimane di vita che trascorrono accoppiandosi e cacciando altri insetti, per appostamento o inseguendoli a velocità che …

Appena terminate le restrizioni sui viaggi dovute alla pandemia, la scorsa estate Viola Clausnitzer è tornata sul campo. In Ruanda, per coordinare una scuola estiva sulla biodiversità. Entomologa del Senckenberg Research Institute and Natural History Museum di Francoforte, Clausnitzer studia da sempre le libellule: binocolo al collo e retino in mano, ha mostrato a studenti e ricercatori del campus di Huye come catturare e riconoscere le diverse specie. Una vita coi piedi a mollo: le libellule, insetti alati dai lunghi e sottili addomi, vivono solo dove c'è acqua: stagni, laghi, paludi, fiumi... Nell'acqua "nuotano" le larve (ninfe) mangiando altre larve, crostacei e piccoli pesci in attesa della metamorfosi (che arriva dopo mesi o anni, dipende dalla specie); vicino all'acqua tornano a volare gli adulti nelle poche settimane di vita che trascorrono accoppiandosi e cacciando altri insetti, per appostamento o inseguendoli a velocità che possono sfiorare i 60 chilometri orari.

Leucorrhinia pectoralis si trova nel Trentino Alto Adige (Alamy / Ipa) 

Le cugine damigelle

Clausnitzer è una super-esperta: con il collega Federico Lozano dell'Università nazionale di La Plata, in Argentina, coordina il gruppo di specialisti dell'Iucn (Unione internazionale per la Conservazione della natura) che si occupa di questi insetti. Insieme hanno da poco ultimato la prima valutazione sullo stato di conservazione delle 6.016 specie di libellule e damigelle (sono strette parenti nell'ordine Odonata, e per distinguerle vanno viste  posate: le prime tengono le ali aperte e orizzontali; le seconde chiuse sopra il corpo). Risultato dell'indagine: il 16 per cento rischia di estinguersi.

 

Scoperta da poco e già sparita

La libellula Africocypha varicolor del Gabon, per esempio, i cui maschi hanno l'addome blu, giallo o rosso, è stata scoperta appena una ventina di anni fa. I ricercatori la stanno cercando ovunque, ma per ora l'hanno trovata soltanto intorno a due ruscelli, in un'area sempre più tormentata dalle estrazioni minerarie. Oppure l'elegante damigella blu Mesamphiagrion gaudiimontanum che vive nelle Ande colombiane: è minacciata dall'aumento delle temperature e dall'invasione di specie aliene. "Libellule e damigelle sono molto sensibili alle condizioni ambientali,  perciò vengono usate come bioindicatori, servono cioè per monitorare la qualità di un ecosistema. Se sono in pericolo significa che qualcosa nell'ambiente non va" spiega Clausnitzer. Inquinamento, pesticidi, riscaldamento globale e perdita dell'habitat, ecco cosa non va.

Riguardo quest'ultimo punto, il Global Wetland Outlook del 2021 parla chiaro: dal 1970 abbiamo perso il 35 per cento delle zone umide, che scompaiono tre volte più velocemente delle foreste. Nel Sud e Sud-Est asiatico, per esempio, le piantagioni di palme da olio si stanno "mangiando" foreste e torbiere minacciando l'esistenza di oltre un quarto delle specie di odonati presenti. Anche in America centrale e meridionale le foreste pluviali vengono rase al suolo, in questo caso per fare spazio a città e zone commerciali.

"Per proteggere questi meravigliosi insetti dobbiamo includere la tutela delle zone umide nei progetti di sviluppo" dice la ricercatrice tedesca "e dobbiamo farlo anche perché gli ecosistemi sono complessi e non sappiamo cosa potrebbe accadere con la sparizione di alcune specie". Di sicuro sappiamo che, oltre a essere voraci predatori e quindi tenere sotto controllo le popolazioni di altri insetti, gli odonati sono cibo di pesci e uccelli, cioè un importante anello della catena alimentare negli ambienti acquatici di tutto il mondo.

Nehalennia speciosa è la più piccola d’Europa (Alamy / Ipa) 

Italia campione d'Europa

Gli hotspot di biodiversità sono ai tropici, ma di libellule e damigelle ne abbiamo anche in Europa. In Italia si contano 95 specie, il 66 per cento di tutte quelle europee. "Un patrimonio notevole se confrontato con quello di Spagna (80 specie), Francia (96) e Germania (81), che hanno territori più estesi" dice Gianandrea La Porta dell'Università di Perugia, membro della Società italiana per lo studio e la conservazione delle Libellule (www.odonata.it). Quasi un quinto delle nostre specie si trova nella Lista Rossa dello Iucn, tra cui la Nehalennia speciosa, la più piccola d'Europa, e la Leucorrhinia pectoralis, talmente rara che sino al 2012 era considerata estinta ma oggi sappiamo con certezza che resiste in un'area del Trentino Aldo-Adige.

"In Italia, le principali minacce per le libellule sono perdita e frammentazione degli habitat riproduttivi e di sviluppo delle larve" dice La Porta. Tra le specie a rischio ci sono la Cordulegaster trinacriae e la damigella Coenagrion castellani, uniche endemiche italiane. "Possono sembrare poche, ma in questo ordine di insetti gli adulti, grazie alla loro resistenza, riescono a effettuare notevoli spostamenti, se non vere e proprie migrazioni. La sub-sahariana Anax ephippiger, per esempio, frequenta regolarmente il nostro Paese". E chissà che non sarà proprio questa capacità di volo a salvare le libellule dall'estinzione.

Sul Venerdì del 22 gennaio 2022