Come siamo diventati un popolo di fumettari
di Piero Melati , di Piero MelatiNon solo Zerocalcare. Ma anche. Dopo il recente successo della serie Netflix Strappare lungo i bordi si scopre che, oltre al "fumettaro" romano, è cresciuto in questi mesi un universo parallelo dai numeri importanti. I dati degli editori italiani dicono che il laboratorio delle nuvolette ha raccolto nel 2021 quasi nove milioni di consumatori (cifre delle librerie, cui andrebbero aggiunte edicole e fumetterie). Un balzo da Spider-Man: nel 1996 erano meno di quattro milioni. Il giro d'affari oscilla tra 1.656 e 1.710 milioni, con una crescita tra il 12,6 e il 16,3 per cento. Non siamo ancora a zio Paperone, ma quasi. Una ricerca condotta in collaborazione con Lucca Comics&Games ha tracciato l'identikit del nuovo lettore: colto e intergenerazionale. Tantissimi i ragazzi ma non manca una cospicua pattuglia di cinquantenni e più. Insomma, per dirla in fumettese, una platea che oscilla tra Goku di Dragon Ball e Vecchio Logan.
Non basta. La Star C…
Non solo Zerocalcare. Ma anche. Dopo il recente successo della serie Netflix Strappare lungo i bordi si scopre che, oltre al "fumettaro" romano, è cresciuto in questi mesi un universo parallelo dai numeri importanti. I dati degli editori italiani dicono che il laboratorio delle nuvolette ha raccolto nel 2021 quasi nove milioni di consumatori (cifre delle librerie, cui andrebbero aggiunte edicole e fumetterie). Un balzo da Spider-Man: nel 1996 erano meno di quattro milioni. Il giro d'affari oscilla tra 1.656 e 1.710 milioni, con una crescita tra il 12,6 e il 16,3 per cento. Non siamo ancora a zio Paperone, ma quasi. Una ricerca condotta in collaborazione con Lucca Comics&Games ha tracciato l'identikit del nuovo lettore: colto e intergenerazionale. Tantissimi i ragazzi ma non manca una cospicua pattuglia di cinquantenni e più. Insomma, per dirla in fumettese, una platea che oscilla tra Goku di Dragon Ball e Vecchio Logan.
Non basta. La Star Comics di Bosco, frazione di Perugia, specializzata in manga, è diventata il terzo editore italiano per vendite, dietro a Mondadori ed Einaudi, e primo tra gli indipendenti. Gli esperti di editoria non nascondono lo sconcerto: nessun produttore di cartoon aveva raggiunto in Italia simili traguardi. Ma c'è di più: il fumetto, mai cannibalizzato dalle consorelle animazioni (dalle serie tv ai film, ai quali al contrario presta autori, storie ed eroi) vende solo su carta, alla faccia di società liquida, morte dell'oggetto, invasione dell'immateriale.
Eppure resta il reietto delle arti, un Frankenstein della narrazione, il Golem un po' inquietante e posticcio della letteratura. "Invece il fumetto è un linguaggio che ha ormai cento anni, supportato da un'industria adulta, in Italia la terza o quarta al mondo dopo Usa, Giappone e Francia, con un fatturato gigantesco" dice Emiliano Mammucari, 46 anni, saggista, disegnatore, coautore con Roberto Recchioni di Orfani, Povero Pinocchio, Dylan Dog. Mammucari ha guidato in Bonelli il passaggio dal bianco e nero al colore, teorizzandone un uso da "colonna sonora" ("né muscolare come quello americano, né descrittivo come il francese", ma ricco di differenti sfumature). "Ho iniziato nel '98, a 23 anni" prosegue "e da allora è cambiato tutto. Il fumetto non è più fenomeno di nicchia ma si è legato a ogni altra forma di intrattenimento. Basti pensare al cinema e all'indotto. L'autore è diventato un detentore della proprietà intellettuale dei suoi prodotti, ma, nel frattempo, è stato soppiantato dall'importanza del brand".
"Strappare lungo i bordi", la serie di Zerocalcare arriva su Netflix: il trailer
Sdoganare e poi dimenticare
Un terremoto, rispetto agli anni 60 di Hugo Pratt, padre di Corto Maltese, e persino ai 90 di Tiziano Sclavi, creatore di Dylan Dog. Risultato? Sono emerse con regolarità figure professionali "atipiche", come quella di Marco Rizzo, giornalista, sceneggiatore, da dodici anni in Panini Comics, dove cura le pubblicazioni dedicate agli X-Men della Marvel e la relativa raccolta di figurine. Ma che ha anche firmato opere impegnate su Ilaria Alpi, Peppino Impastato, Che Guevara, oltre ad aver trascorso quaranta giorni a bordo della nave Aquarius, a soccorrere migranti nel Mediterraneo, esperienza dalla quale ha tratto con il disegnatore Lelio Bonaccorso Salvezza (Feltrinelli Comics), premiato reportage di graphic journalism.
Questi ultimi si sentono beffati ogni settimana, come vittime di uno scherzo del Joker, il cattivo della saga di Batman. Infatti le classifiche ufficiali dell'editoria non prevedono ancora una categoria specifica per i fumetti. Che quindi finiscono nella graduatoria della narrativa straniera, nella "varia" e spesso anche nella classifica generale. Risultato? Ci sono romanzieri di prima fascia che vengono mandati regolarmente fuori dai primi dieci posti da Dragon Ball Super vol.15 (una ristampa), per non parlare di Demon Slayer, My Hero Academy, Tokyo Revengers o One Piece, le ultime saghe manga di culto. Cosa è cambiato? Semplice. Venti anni fa i librai erano scettici a ospitarle negli scaffali, accanto a Proust e Kafka. Troppi pezzi, e a prezzi troppo bassi. Poi hanno chiesto agli editori del fumetto prodotti specifici da libreria (memorabilia, raccolte, cartonati). Infine, convinti dalle vendite, hanno aperto sempre più spazi a manga e supereroi.
In principio erano le fotocopie
Dietro, ci sono avventure editoriali ancora poco conosciute, come quella della primatista Star Comics. Venne fondata nel 1987 da un ex tipografo, Giovanni Bovini, che si era messo in proprio. Appassionato di Spider-Man e Fantastici 4, ottenne dalla Marvel i diritti per l'Italia. L'affare andò bene, ma presto la "casa delle idee" (oggi sussidiaria Disney) aprì la sua filiale italiana, ritirandogli la licenza. Che fare? Era l'inizio dei Novanta. Giovanni era un maestro di judo e aveva familiarizzato con i primi appassionati che fotocopiavano manga giapponesi e li traducevano alla buona. Decise di aprire una rivista specializzata, K magazine. Nel '95 andò a dama: ottenne i diritti per Dragon Ball, il manga di Akira Toriyama che, si calcola, ha venduto 240 milioni di copie. Bovini lo pubblica in formato orientale (lettura da destra a sinistra). "Un vantaggio, lo ha distinto dal resto, gli ha dato una identità precisa" dice oggi Claudia, la figlia, direttrice editoriale, che aggiunge: "La pandemia avrà contribuito al nostro successo, ma solo accelerandolo. Noi cresciamo ininterrottamente dal 2016. One Piece è stato il nuovo prodotto vincente. Il fenomeno è intergenerazionale, il pubblico trasversale. Quando ristampiamo, adeguiamo sempre le traduzioni agli standard attuali, curiamo la fattura pregiata dell'oggetto. Le opere hanno così dignità di libro. E assorbiamo la tendenza di un ritorno al passato, come accade per vinile, musicassette, collezionismo".
Ma la carta appartiene al passato? Non in questo caso, spiega Luca Crovi, autore e saggista: "La civiltà dell'immagine e la comunicazione liquida hanno messo in crisi libro e media tradizionali. Al contrario, i fumetti vivono di materialità e di carta. La rete, il cinema, i social, possono citarli, omaggiarli, imitarli, ma non possono farli leggere. Il fumetto è un'arte sequenziale, fatta di immagini, testi ma anche di spazi bianchi che costituiscono un territorio di scansione temporale e narrativa per l'immaginazione. Siamo noi a fare da registi ai fumetti, a dargli suoni, emozione, ritmo. Il lettore è il primo attore nell'immaginario del fumetto. Nel film Deadpool lo strampalato supereroe rompe la cosiddetta quarta parete e dialoga direttamente con lo spettatore, con gli sceneggiatori, con il se stesso attore. La scena ha avuto grande successo. Deadpool può farlo perché sa di essere un fumetto e sa che c'è un lettore con cui può comunicare direttamente. Nessun mezzo elettronico o meccanismo mediatico può permettersi una comunicazione diretta. Fuori dalla carta questa missione fallisce".
I manga del presidente
Lo storico del fumetto Gianni Bono era già in sella nel 1967, quando pubblicò le prime storie del Sgt.Kirk di Pratt e fondò la mitica rivista Eureka. Spiega: "Oggi non si va più in edicola il giorno dell'uscita a comprare la serie a cui si era affezionati, come ai tempi del Grande Blek, ma si passa in libreria a cercare l'autore. C'è stato un salto generazionale senza continuità. Ma i numeri sono tornati a essere un fenomeno da tempi d'oro. E alcune aziende, non tutte, hanno saputo trasformarsi da imprese di famiglia in multinazionali. In questo senso, la storia della Bonelli è significativa. Quando Gianluigi inventa l'Audace erano i tempi dell'avventura. Il figlio Sergio ha trasformato poi quell'avventura in azienda. E Davide, la terza generazione, ha reso la Bonelli una media company".
Entriamo, dunque, nel tempio dei Bonelli, la cui capacità di rinnovarsi li ha appena portati ad aprire i 160 metri quadri del megastore di viale Coni Zugna, zona milanese di rinascita urbanistica. Quasi una uscita al giorno in edicola e da cinque a otto titoli al mese in libreria. Il direttore Michele Masiero è esplicito: "Non abbiamo più bisogno di essere sdoganati. I lettori si sono lasciati alle spalle da tempo una puzza al naso tutta italiana. Le edicole soffrono ma le 150 mila copie mensili di Tex continuano a essere un fenomeno mondiale. I nuovi lettori, che spesso sono anche gli ex degli anni 70 o 90, cercano in libreria edizioni che possono conservare. E cercano oggetti di carta. I fumetti digitali sono marginalissimi. Il fumetto resta l'ultimo baluardo della carta".
Una storia, questa, che potrebbe continuare a lungo, raccontando lo straordinario boom di vendite dell'editrice Tunué nel segmento "fumetti per ragazzi"; i sette milioni di fatturato dichiarato di Bao Publishing (che pubblica Zerocalcare), fondata appena nel 2009; il rilancio della storica rivista Linus, diretta da Igort, da parte delle controllate della Nave di Teseo; le vendite di Leo Ortolani per Feltrinelli Comics; i successi di Rizzoli Lizard che stampa Corto Maltese su licenza della Cong di Patrizia Zanotti; l'emergere prepotente di firme femminili (Sara Pichelli, Mirka Andolfo, Barbara Canepa, Barbara Baldi), un gruppo delle quali (Arianna Melone, Bianca Bagnarelli, Sarah Mazzetti) traina le vendite della Becco Giallo, insieme ad Adele crudele, di cui la casa editrice padovana detiene i diritti dalla Francia, dove la serie umoristica viaggia a centomila copie a volume.
Qui, oltre le Alpi, nella primavera dello scorso anno, il presidente Emmanuel Macron, per lanciare il bonus da 300 euro per i giovani da spendere in cultura, ha indetto un referendum sulla sua pagina Instagram: preferite One Piece o L'attacco dei Giganti? Sono due manga. A quando anche in Italia?
Sul Venerdì del 28 gennaio 2022