Freaks out, mostruosamente normali
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiFreak è un termine inglese, piuttosto crudo, per indicare una persona di aspetto atipico. Tra i sinonimi: unusual, abnormal, aberrant. Un campo semantico vastissimo che va da “scherzo della natura” a “tipo stravagante” (da cui fricchettone). A seconda di chi la usa e come, è una parola sospesa tra stigma e rivendicazione. In questo simile a queer, che un tempo serviva a disprezzare le checche e oggi indica, in modo quasi chic, un’alternativa, d’aspetto e comportamento, agli stereotipi eteronormativi. Tecnicamente, il gonnellone di Mamhood a Sanremo e lo smalto sulle unghie dei ragazzi sono queer.
Tornando ai Freaks e venendo al cinema, tutto nasce nel 1932 con l’omonimo capolavoro di Tod Browning, storia circense d’amore e d’orrore, ma anche di rivolta: nani, donne barbute, gemelle siamesi e via di questo passo. Insomma “fenomeni da baraccone”. Ricevette una pessima accoglienza e decretò il tr…
Freak è un termine inglese, piuttosto crudo, per indicare una persona di aspetto atipico. Tra i sinonimi: unusual, abnormal, aberrant. Un campo semantico vastissimo che va da “scherzo della natura” a “tipo stravagante” (da cui fricchettone). A seconda di chi la usa e come, è una parola sospesa tra stigma e rivendicazione. In questo simile a queer, che un tempo serviva a disprezzare le checche e oggi indica, in modo quasi chic, un’alternativa, d’aspetto e comportamento, agli stereotipi eteronormativi. Tecnicamente, il gonnellone di Mamhood a Sanremo e lo smalto sulle unghie dei ragazzi sono queer.
Tornando ai Freaks e venendo al cinema, tutto nasce nel 1932 con l’omonimo capolavoro di Tod Browning, storia circense d’amore e d’orrore, ma anche di rivolta: nani, donne barbute, gemelle siamesi e via di questo passo. Insomma “fenomeni da baraccone”. Ricevette una pessima accoglienza e decretò il tramonto del regista. Si parva licet componere magnis, anche il recente Freaks out di Gabriele Mainetti, ispirato a Browning con un po’ di Tarantino e di Mago di Oz, non è stato molto apprezzato (e non è facilmente reperibile). Qui i protagonisti sono i cinque animatori romani del Circo Mezza Piotta: un impresario ebreo, un’adolescente elettrica, un ragazzo albino con poteri speciali sugli insetti, un uomo lupo di forza sovrumana, e un uomo calamita. Sono forti ma spaventati.
'Freaks Out', dal circo alla Roma fascista i nuovi supereroi di Mainetti