✕

Freaks out, mostruosamente normali

Una scena del film Freaks out del regista Gabriele Mainetti  
PSYCHO Il film di Mainetti, smisurato e generoso
1 minuti di lettura

Freak è un termine inglese, piuttosto crudo, per indicare una persona di aspetto atipico. Tra i sinonimi: unusual, abnormal, aberrant. Un campo semantico vastissimo che va da “scherzo della natura” a “tipo stravagante” (da cui fricchettone). A seconda di chi la usa e come, è una parola sospesa tra stigma e rivendicazione. In questo simile a queer, che un tempo serviva a disprezzare le checche e oggi indica, in modo quasi chic, un’alternativa, d’aspetto e comportamento, agli stereotipi eteronormativi. Tecnicamente, il gonnellone di Mamhood a Sanremo e lo smalto sulle unghie dei ragazzi sono queer.

Tornando ai Freaks e venendo al cinema, tutto nasce nel 1932 con l’omonimo capolavoro di Tod Browning, storia circense d’amore e d’orrore, ma anche di rivolta: nani, donne barbute, gemelle siamesi e via di questo passo. Insomma “fenomeni da baraccone”. Ricevette una pessima accoglienza e decretò il tr…

Freak è un termine inglese, piuttosto crudo, per indicare una persona di aspetto atipico. Tra i sinonimi: unusual, abnormal, aberrant. Un campo semantico vastissimo che va da “scherzo della natura” a “tipo stravagante” (da cui fricchettone). A seconda di chi la usa e come, è una parola sospesa tra stigma e rivendicazione. In questo simile a queer, che un tempo serviva a disprezzare le checche e oggi indica, in modo quasi chic, un’alternativa, d’aspetto e comportamento, agli stereotipi eteronormativi. Tecnicamente, il gonnellone di Mamhood a Sanremo e lo smalto sulle unghie dei ragazzi sono queer.

Tornando ai Freaks e venendo al cinema, tutto nasce nel 1932 con l’omonimo capolavoro di Tod Browning, storia circense d’amore e d’orrore, ma anche di rivolta: nani, donne barbute, gemelle siamesi e via di questo passo. Insomma “fenomeni da baraccone”. Ricevette una pessima accoglienza e decretò il tramonto del regista. Si parva licet componere magnis, anche il recente Freaks out di Gabriele Mainetti, ispirato a Browning con un po’ di Tarantino e di Mago di Oz, non è stato molto apprezzato (e non è facilmente reperibile). Qui i protagonisti sono i cinque animatori romani del Circo Mezza Piotta: un impresario ebreo, un’adolescente elettrica, un ragazzo albino con poteri speciali sugli insetti, un uomo lupo di forza sovrumana, e un uomo calamita. Sono forti ma spaventati.

'Freaks Out', dal circo alla Roma fascista i nuovi supereroi di Mainetti

Intorno c’è il nazismo coi suoi rastrellamenti antisemiti. La metafora è lampante, come la luce che incendia il cuore salvifico di Aurora, che appena la tocchi ti ustiona con la scossa. To freak out significa “perdere le staffe”: accade ai protagonisti, ma anche alla regia di questo film smisurato e generoso, tra Hollywood e San Basilio. Una fiabona piena di sentimento per rinominare al positivo l’anomalo e l’abietto e dire che i veri mostri di solito hanno un aspetto normale.

Sul Venerdì del 17 febbraio 2022