Ode alle prugne, primo superfood
di Tommaso Melilli , di Tommaso MelilliVance Packard è stato un giornalista e sociologo americano: si è occupato per tutta la vita di come le grandi aziende ci convincono a comprare e consumare quello che vogliono loro. Il suo libro più famoso si chiama I persuasori occulti (Einaudi) e spiega in modo incredibilmente dettagliato e in parte allarmato come lavoravano i grandi pubblicitari americani degli anni 50. Un capitolo parla delle cosiddette “avversioni segrete”, vale a dire i pregiudizi radicati nel nostro inconscio collettivo che ci rendono culturalmente allergici a determinati prodotti, che quindi non consumiamo e non compriamo.
Per esempio, nell’America degli anni 50 pare che tutti odiassero le prugne secche. Packard racconta le inchieste e i sondaggi condotti…
Vance Packard è stato un giornalista e sociologo americano: si è occupato per tutta la vita di come le grandi aziende ci convincono a comprare e consumare quello che vogliono loro. Il suo libro più famoso si chiama I persuasori occulti (Einaudi) e spiega in modo incredibilmente dettagliato e in parte allarmato come lavoravano i grandi pubblicitari americani degli anni 50. Un capitolo parla delle cosiddette “avversioni segrete”, vale a dire i pregiudizi radicati nel nostro inconscio collettivo che ci rendono culturalmente allergici a determinati prodotti, che quindi non consumiamo e non compriamo.
Per esempio, nell’America degli anni 50 pare che tutti odiassero le prugne secche. Packard racconta le inchieste e i sondaggi condotti dalle agenzie che i produttori di prugne secche avevano assunto per risolvere il problema, e le associazioni mentali libere proposte dagli intervistati erano in effetti desolanti: le prugne secche evocavano decrepitezza, costrizioni infantili, privazioni, meschinità e puritanesimo. Ancora peggio, evocavano la stitichezza, per cui ovviamente sarebbero state una soluzione, ma a volte pensare alla soluzione di un problema è più difficile che dimenticarlo.
Dal momento che le idee tradizionali legate alle prugne secche erano pessime dal punto di vista commerciale, si provò a cancellarle, e vendere le prugne secche come un prodotto nuovo e favoloso, con effetti straordinari sul nostro corpo. Cambiarono il nome (prunes divenne dried plums) ed ecco che era nato il primo superfood della storia. Ci si limitò ad aggiungere, alla fine e scritto piccolo, che le prugne secche promettevano una dolce regolarità. Altre culture vedono in modo ben diverso il nostro frutto, e lo cucinano spesso in piatti salati, come nel tajine marocchino con l’agnello, che però funziona benissimo anche con dei radicchi tardivi brasati, e senza carne.
La ricetta: le prugne secche nel tajine con radicchio e arancia sanguinella
Ingredienti per 2 persone
2 radicchi tardivi tagliati in 4
1 radicchio rosa
100g di prugne secche
Sedano, carota e cipolla
Un cucchiaino di zenzero
e uno di curcuma in polvere
Il succo di 2 arance rosse
2 cucchiai di aceto di vino rosso
Olio, sale e pepe
Come procedere
Fate bollire dell’acqua e versatela sulle prugne secche per ammollarle e lasciate da parte. In una padella dal fondo spesso o in una pentola da tajine, fate soffriggere il sedano, la carota e la cipolla tagliati a pezzi per 8 minuti, poi salate e aggiungete lo zenzero e la curcuma. Aggiungete i radicchi tardivi tagliati e il succo d’arancia, l’aceto e lasciate cuocere, coperto e a fuoco lento, per 15 minuti. Scoprite, aggiungete le prugne sgocciolate e cuocete per altri 10 minuti, sempre col coperchio e senza mai mescolare. Assaggiate il sugo e aggiustate di sale se necessario, poi servite caldo con del pane e delle foglie di radicchio rosa.
Sul Venerdì del 18 febbraio 2022