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Resettate la mamma tigre cinese

Lezioni di boxe durante le vacanze estive per i bambini di Nanchino (Getty Images) 
A Pechino una nuova legge ora impone di diminuire i compiti e le ripetizioni inflitti ai bambini dalle "jiwa”, le mamme ossessionate dall’educazione dei figli. Lo scopo? Trasferire allo stato un business miliardario
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PECHINO. La scaletta è precisissima, al minuto. Dalle 8.30 alle 9.50 sessione di lettura. Dalle 9.50 alle 10.30 qualche gioco assieme agli amichetti. Alle 11 si pranza. Dalle 13 alle 16 esercizi di matematica, poi un'ora e mezzo di biciclettata all'aperto. Alle 17.30 a tavola per cena. Dalle 17.50 alle 20.30 lezioni online di inglese, un'ora di compiti dalle 21 alle 22 e poi finalmente a letto. Un tipico sabato organizzato minuziosamente e condiviso sui social da una madre. Ah, il bimbo in questione fa la quinta elementare.

Il presidente cinese Xi Jinping (Getty Images) 

Polli d'allevamento

Non chiamatele più "mamme tigre", però. Il titolo del bestseller di Amy Chua, che dieci anni fa scalò le classifiche in America e indignò l'opinione pubblica (disciplina feroce, frequenti rimproveri e persino punizioni corporali), è…

PECHINO. La scaletta è precisissima, al minuto. Dalle 8.30 alle 9.50 sessione di lettura. Dalle 9.50 alle 10.30 qualche gioco assieme agli amichetti. Alle 11 si pranza. Dalle 13 alle 16 esercizi di matematica, poi un'ora e mezzo di biciclettata all'aperto. Alle 17.30 a tavola per cena. Dalle 17.50 alle 20.30 lezioni online di inglese, un'ora di compiti dalle 21 alle 22 e poi finalmente a letto. Un tipico sabato organizzato minuziosamente e condiviso sui social da una madre. Ah, il bimbo in questione fa la quinta elementare.

Il presidente cinese Xi Jinping (Getty Images) 

Polli d'allevamento

Non chiamatele più "mamme tigre", però. Il titolo del bestseller di Amy Chua, che dieci anni fa scalò le classifiche in America e indignò l'opinione pubblica (disciplina feroce, frequenti rimproveri e persino punizioni corporali), è un'etichetta che da queste parti non è mai piaciuta troppo. Qui in Cina da qualche anno le chiamano jiwa, o "genitori dal sangue di pollo" traducendo un po' rozzamente. Il termine deriva da un'antica credenza e risale agli anni Cinquanta e a quelli della Rivoluzione culturale quando alle persone si iniettava un po' di sangue animale per renderle più attive o usato come panacea per innumerevoli magagne, dalla calvizie all'infertilità e perfino al cancro. I polli in questione qui sono i bimbi - allevati in batteria - costretti a seguire rigidissime scalette preconfezionate tra lezioni di inglese, matematica, pianoforte e chi più ne ha più ne metta. E tanti saluti al tempo libero. Oggi i "bambini-polli" giocano a scacchi per migliorare le loro capacità cognitive, partecipano alle Olimpiadi della matematica per sviluppare il ragionamento logico, fanno sport per prevenire la miopia. Tutto deve servire a uno scopo: eccellere a scuola.

 

 

Calo demografico

Per questo il governo ha deciso di correre ai ripari, a modo suo, con una nuova legge approvata l'estate scorsa ed entrata in vigore ora: diminuire la quantità di ripetizioni e corsi extrascolastici e i compiti a casa. Una "doppia riduzione", così è stata ribattezzata, che ha spazzato via in un colpo solo il business delle aziende private di tutoring (un giro d'affari da 120 miliardi di dollari all'anno) per alleviare l'ingente peso economico che grava sulle famiglie e per diminuire lo stress dei ragazzi. Con l'obiettivo, implicito, di incentivare le coppie ad avere più figli per contrastare il calo demografico (drammatici gli ultimi dati: 10,6 milioni di nuovi nati nel 2021, numero più basso dalla fondazione della Repubblica nel 1949), vero cruccio della leadership comunista.

"Molti ragazzi sono gravati da carichi pesanti, privati delle giuste ore di sonno, mentre miopia e forma fisica scadente sono in aumento", scriveva la Xinhua, l'agenzia di stampa di Stato nel presentare le nuove misure. Il tasso di miopia infantile della Cina è effettivamente tra i più alti al mondo. La Commissione Nazionale della Sanità ha scoperto che il 71 per cento dei ragazzi delle scuole medie e l'81dei liceali ne soffre, creando un nuovo business per le lenti ortocheratologiche - "lenti OK", le chiamano i genitori cinesi - che sono appositamente progettate per essere indossate durante la notte.

Lezioni di informatica in una scuola elementare di Hong Kong (Getty Images) 

 

Soluzioni alternative

E le mamme jiwa? Come hanno preso le nuove direttive governative? Principalmente con ansia. Con molte che si ingegnano per trovare metodi alternativi per non lasciare i loro figli "indietro", vista la competizione spietata. Molti genitori continuano a pensare che la scuola, da sola, non offra le competenze necessarie indispensabili ai loro pargoli per avere successo nella ultracompetitiva società cinese. Scandagliano con piglio da investigatori privati i forum online e si scambiano consigli sui tutor più esclusivi e sui migliori allenatori sportivi. La decisione del governo, dunque, non impedirà, soprattutto alle famiglie più ricche, di iscrivere i figli a corsi dopo-scuola, ora spesso tenuti in segreto dagli insegnanti quasi fossero riunioni carbonare, o addirittura assumendo in casa un'insegnante sotto le mentite spoglie di una donna delle pulizie o di una babysitter. Un mercato sotterraneo che ora, ovviamente, si paga ancor più profumatamente.

"La concorrenza sarà ancora più spietata e le disuguaglianze aumenteranno", ci racconta Fu Fengjuan, madre di un ragazzino di undici anni, che tuttavia non si identifica nella categoria delle jiwa. "La nuova legge ha portato a qualcosa di buono: meno compiti a casa e niente più esami mensili. E sono felice che il governo si preoccupi dello sviluppo più equilibrato dei nostri ragazzi e che possa restituire loro un'infanzia più rilassata. Ma la vera competizione tra genitori, quella non sparirà", racconta la mamma che, comunque,  si può permettere di spendere 300 yuan a settimana soltanto per lezioni di disegno e calligrafia per il suo bambino. "E certo, chi mai può rilassarsi? Mio figlio dovrà affrontare una concorrenza spietata per superare l'esame di ammissione per entrare in una scuola superiore pubblica. Se non ce la farà dovrà andare o in una scuola professionale o in una scuola superiore privata: il che significa o perdere la possibilità di accedere poi all'università o pagare tasse molto costose. Molti altri genitori che conosco si lamentano: questa nuova politica contribuirà a pesare economicamente sulle loro tasche ancora più di quanto non avvenisse prima".

Corsa a ostacoli in un istituto di Yantai (Getty Images) 

 

Innanzitutto il successo

Il fatto che i figli siano i primi della classe è una vera ossessione per i genitori cinesi: si inizia già da piccolissimi a prepararsi al gaokao, l'esame finale delle superiori che dà accesso alle migliori università. E, quindi, poi, a un buon lavoro. Prima, alla fine delle medie, c'è invece il zhongkao. La corsa al successo inizia dunque già all'asilo, con lezioni di matematica, inglese e musica sul centinaio di euro all'ora. Buoni voti in classe oggi però non bastano più: nelle ammissioni scolastiche si tiene conto anche del fisico di uno studente, delle capacità culturali e artistiche, nonché delle esperienze internazionali.

Da novembre nella sola capitale le ripetizioni extrascolastiche sono state reintrodotte. Ovviamente statali. Una mossa che potrebbe presto diventare nazionale. Saranno gratuite, tenute da insegnanti della scuola pubblica. "Il principio generale dell'iniziativa è in linea con la politica della "doppia riduzione", l'ampia revisione annunciata dalle autorità in estate per allentare la pressione accademica sugli studenti e ridurre il tutoring nel doposcuola. E per garantire che la piattaforma non tenga gli studenti svegli fino a tarda notte oppure occupi i loro fine settimana, il servizio è disponibile solo dalle 18 alle 21 nei giorni feriali, le sessioni individuali e le lezioni di gruppo sono limitate a 30 minuti", scriveva il sito SupChina qualche mese fa.

Ma alle mamme jiwa di sicuro tutto questo non basterà.