Nadia Padovani: la mia vita senza Fausto nel Gresini Racing Team
dal nostro inviato Massimo Calandri , dal nostro inviato Massimo CalandriFaenza. Gli ha disubbidito: perché lo ama, lo amerà sempre. "Poco prima che il mondo ci crollasse addosso, Fausto aveva avuto un presentimento. 'Se un giorno mi dovesse accadere qualcosa, vendi tutto: rischieresti di impazzire, al mio posto'. Mi ricordo, lo disse che eravamo a tavola coi ragazzi". Qualche mese dopo, Nadia non gli ha dato retta. "Come avrei potuto? L'azienda era la sua vita: un sogno che deve continuare. Oggi sono sicura che ci sta guardando. Ed è felice". Nadia Padovani guida il Gresini Racing Team che, da un quarto di secolo, è protagonista del motomondiale (61 gare e cinque titoli iridati vinti) e, tra meno di un mese, si presenterà sulla griglia di partenza con una squadra in MotoGP, una seconda in Moto2 e una terza nella categoria elettrica.
Il team è la creatura di Fausto Gresini: leggenda imolese dei motori, due volte campione del mondo come pilota, poi manager di successo. Ucciso dal Cov…
Faenza. Gli ha disubbidito: perché lo ama, lo amerà sempre. "Poco prima che il mondo ci crollasse addosso, Fausto aveva avuto un presentimento. 'Se un giorno mi dovesse accadere qualcosa, vendi tutto: rischieresti di impazzire, al mio posto'. Mi ricordo, lo disse che eravamo a tavola coi ragazzi". Qualche mese dopo, Nadia non gli ha dato retta. "Come avrei potuto? L'azienda era la sua vita: un sogno che deve continuare. Oggi sono sicura che ci sta guardando. Ed è felice". Nadia Padovani guida il Gresini Racing Team che, da un quarto di secolo, è protagonista del motomondiale (61 gare e cinque titoli iridati vinti) e, tra meno di un mese, si presenterà sulla griglia di partenza con una squadra in MotoGP, una seconda in Moto2 e una terza nella categoria elettrica.
Il team è la creatura di Fausto Gresini: leggenda imolese dei motori, due volte campione del mondo come pilota, poi manager di successo. Ucciso dal Covid un anno fa, il 23 febbraio. "Piangendo, ho giurato a me stessa che ci avrei provato: scegliere ingegneri, meccanici e campioni, convincere gli sponsor e firmare contratti, scoprire tutto su motori, pneumatici ed elettronica, viaggiare per il mondo da un circuito all'altro". Nadia, che si era diplomata all'istituto magistrale e per 18 anni ha lavorato come infermiera e assistente domiciliare: quattro figli, la passione per la casa, ottima cuoca, sei cagnolini meticci. All'improvviso, nel paddock: per amore. "Ho imparato tanto. Carlo Merlini e tutti gli altri collaboratori di mio marito mi sono stati incredibilmente vicini. Era vero: c'è da impazzire. Ma la nostra è diventata una grande famiglia, questa è la seconda stagione sportiva: sono sicura che continueremo a divertirci. Insieme a Fausto, che è come se fosse qui".
Un bacio tra Guccini e piumini
Si erano conosciuti al centro sociale La Zozzona di Imola, era il 1987 e lui aveva appena vinto il suo secondo titolo mondiale con la Garelli 125 cc. "Non se la tirava mica, anzi. Gli piaceva ascoltare Guccini. Ci aveva fatto conoscere un amico comune, Sergio. Io naturalmente sapevo chi era, tutti a Imola tifavano per Fausto Gresini: i miei genitori, in particolare. Volevano che rimanessi in casa per guardare le sue corse alla tv, invece preferivo andarmene in Vespa in riva al fiume".
È finita che al fiume c'è andata lo stesso, però con Fausto: un anno di corte serrata, prima di mettersi insieme. "Un ragazzo tranquillo, semplice, sei anni più di me: quasi si vergognava, di essere un campione". Che bella storia. Il primo bacio in primavera. "Sì. Perché c'erano i pioppi in fiore e lui si era presentato al volante di una Golf bianca 'tirata a balestra': l'aveva lucidata usando dell'olio e alla fine tutti i piumini si sono attaccati alla macchina, sembrava di essere sulla slitta di Babbo Natale". Ride. "Con lui era sempre festa: all'improvviso riempiva la casa di gente e si organizzava una grigliata. Gli piaceva giocare coi figli, soprattutto le bambine. Diceva sempre di essere stato fortunato, nella vita: e che sentiva il dovere di restituirla, tutta quella felicità".
La sua preghiera: "Vaccinatevi"
Nadia ricorda che Fausto era preoccupato per quella storia del contagio, era la fine del 2020: "Non c'erano ancora i vaccini, in Italia: si era messo in testa di portarci all'estero, e farlo lì. Poi ha cominciato ad accusare una febbre leggera per qualche giorno: "È come un'influenza, passerà", gli abbiamo detto. No, dopo tre giorni si è aggravato. Il ricovero in ospedale. "È stato assurdo. Lo hanno intubato, entravo in rianimazione tutta bardata e dopo un'ora grondavo sudore - poveri medici e infermieri, loro stavano così una giornata intera - lui che lottava come un leone e gli leggevo le labbra: 'Vaccinatevi', mi ripeteva". Ogni sera a casa accendevano mille candele profumate, perché a Fausto piacevano e le collezionava. Ci tenevamo per mano, pregando tutti i santi: ma si vede che non ci hanno ascoltato". Tra pochi giorni è un anno, che se ne è andato.
Figli, cucina e paddock
I figli Luca (26 anni) e Lorenzo (22) aiutano la madre in azienda. Nadia deve organizzare una stagione infinita: nove mesi di viaggi in quattro continenti. La sera torna a casa, prepara la cena e dà un'occhiata ai compiti delle bambine: Agnese (16 anni) e Alice (11). "Per fortuna mi aiutano i miei genitori: mamma Renata è una fuoriclasse con lasagne e tortellini". Nadia ha presentato a Faenza la nuova stagione del Gresini Racing Team. È un'eredità prestigiosa e pesante da portare avanti: dopo aver lasciato le corse, Fausto aveva fondato una squadra sua. In 25 anni ha gestito talenti come Loris Capirossi, Daijiro Kato, Sete Gibernau, Marco Melandri, Toni Elías e Marco Simoncelli, affrontando le drammatiche scomparse del Sic e, prima ancora, di Kato. "L'ambiente del paddock è quasi tutto maschile ma non ci sono pregiudizi, ho trovato molta disponibilità. Anche una donna può fare bene: soprattutto se è motivata come me".
Nadia Padovani in MotoGP schiera una squadra ambiziosa, coi piloti Enea Bastianini e Fabio Di Giannantonio: "Due ragazzi su cui mio marito aveva scommesso fin da quando erano giovanissimi. Puntiamo a salire qualche volta sul podio. Le moto sono due bellissime Ducati azzurro cielo". Si comincia col gran premio del Qatar, il 6 marzo. "L'emozione più forte l'ho vissuta a novembre, con le prime prove a Jerez: ho pensato a come Fausto sarebbe stato contento. Sono uscita dal box e, finalmente sola, ho pianto". Il 23 gennaio Fausto avrebbe compiuto 61 anni. "Abbiamo fatto una festa con le sue sorelle. È stato bello e terribile: ho rivissuto quello che è successo, conservo i videomessaggi che mi mandava dall'ospedale". Ha ripensato a quella cena, alle raccomandazioni: lascia perdere, vendi tutto. "Ho fatto bene a disobbedirgli. Sarà contento".