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Matteo Saudino, il prof influencer che fa "Barbasophia"

Matteo Saudino è nato a Torino nel 1974. Le sue videolezioni sono sul suo canale YouTube e sul sito Barbasophia.com (Alberto Ramella/Rosebud2) 
È stato tra i primi a mettere online le sue lezioni su Hegel o Spinoza. Fino a diventare una star di YouTube. Ora in un libro racconta i ribelli del pensiero. Intervista
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C'è Epicuro che si ribellò al dolore della propria malattia e si consegnò con gioia alla morte ubriacandosi in una vasca colma di vino. C'è Blaise Pascal che si ribellò a se stesso e alle proprie certezze e decise di abbracciare la fede trovando da scienziato l'umiltà di ammettere che non soltanto di numeri e ragione è fatto l'animo umano. C'è Karl Marx, mente ribelle per antonomasia, che per amor di rivoluzione condusse una vita di stenti affamato per ripicca verso il sistema che desiderava abbattere. "Non so se quella cui insegno io sia una generazione destinata a cambiare le cose, posso però dire che sta seminando perché magari possa farlo la prossima" riflette Matteo Saudino, il prof influencer che con le lezioni di BarbaSophia su YouTube ha conquistato 200 mila iscritti totalizzando 21 milioni di visualizzazioni. Ora nel libro Ribellarsi con filosofia (Vallardi) mette in fila dieci…

C'è Epicuro che si ribellò al dolore della propria malattia e si consegnò con gioia alla morte ubriacandosi in una vasca colma di vino. C'è Blaise Pascal che si ribellò a se stesso e alle proprie certezze e decise di abbracciare la fede trovando da scienziato l'umiltà di ammettere che non soltanto di numeri e ragione è fatto l'animo umano. C'è Karl Marx, mente ribelle per antonomasia, che per amor di rivoluzione condusse una vita di stenti affamato per ripicca verso il sistema che desiderava abbattere. "Non so se quella cui insegno io sia una generazione destinata a cambiare le cose, posso però dire che sta seminando perché magari possa farlo la prossima" riflette Matteo Saudino, il prof influencer che con le lezioni di BarbaSophia su YouTube ha conquistato 200 mila iscritti totalizzando 21 milioni di visualizzazioni. Ora nel libro Ribellarsi con filosofia (Vallardi) mette in fila dieci geniali eversori entrati nella storia del pensiero.  

"Tutto per spiegare che la filosofia è rivoluzionaria in quanto tale. Soprattutto oggi, in un tempo compresso che non lascia spazio per uscire dalla logica della produttività. Scartiamo tutto ciò che è inutile. Ma pensare è inutile? Se sì, è la più utile delle inutilità".  

Il libro in realtà attacca con sette meravigliose ragioni per cui la filosofia, più che utile, è indispensabile.  
"La prima è forse la più semplice: la filosofia serve a comprendere la complessità. E direi che di fronte al groviglio che è la nostra società digitale un po' di dimestichezza in più con Hegel può far comodo".  

Hegel e YouTube. Quando ha capito che erano compatibili?
"Non è stata un'intuizione filosofica ma pratica. Sei anni fa la mia classe al Gioberti, il classico a Torino dove insegno, era rimasta svuotata per via di certi giochi di matematica che non ricordo dove si svolgessero. Allora decisi di filmarmi e di recuperare così la lezione. Allegai il video a una mail e i ragazzi il giorno dopo si misero a ridere: "Ma prof, la mail è da boomer". E mi spiegarono che era molto più semplice postarla su YouTube, aprire un canale insomma. Ci ho preso gusto, ho sempre amato sperimentare".  

Non basta la sua barba alla Marx a spiegare il successo.  
"Premetto che non sono comunista, piuttosto un libertario, fan in particolare di Spinoza. Più dell'aspetto consono allo stereotipo, credo semplicemente funzioni bene il vecchio trucco di cucire le lezioni attorno a delle storie, a degli episodi, a del vissuto. È esattamente quel che faccio anche in questo libro".  

A sorpresa inizia con Anassimandro, filosofo della physis che si tende a scordare già sui banchi.  
"Eppure questo filosofo nato a Mileto nel 610 a.C. è stato il primo uomo a immaginare la terra come un corpo sospeso in uno spazio. È stato il primo a parlare di infinito o a intuire che il cosmo potesse essere nato da un caos primordiale, una specie di Big Bang. E siccome fu allievo di Talete, il quale invece gli aveva insegnato che il principio di ogni cosa è l'acqua, pensò che la vita, e di conseguenza l'uomo, dovessero avere avuto origine in mare. Siamo di fronte a un proto-scienziato, a un proto-evoluzionista, che pur non disponendo né delle conoscenze né ovviamente degli strumenti necessari a provare quanto affermava cercò anzitutto nella natura, e non in astratto, le basi del proprio pensiero. Anassimandro fu molto temuto dalle autorità religiose".  

La scienza continua a dividere.   
"Un altro personaggio del libro è Ipazia, oggi famosissima filosofa e matematica che fu lapidata da una folla di cristiani. Più che temerla, credo ne invidiassero l'intelligenza. Oggi comunque il problema è anche nell'atteggiamento della scienza stessa. Ponendosi a volte con eccesso di arroganza incoraggia la presa di posizioni contrapposte. E se da un lato si guadagna adoratori ortodossi dall'altro nutre l'odio dei non credenti. Ma come diceva Popper, la scienza è sempre aperta e sempre in divenire. Il che non significa contestare, per dire, l'efficacia di un vaccino, tutt'altro. Serve a comprendere che la scienza, come la filosofia, si nutre di dubbi e di errori per raggiungere risultati straordinari. È la scienza la prima a fondarsi sul dubbio, con buona pace dei complottisti".

Qualche filosofo sui vaccini è inciampato.  
"Ne sono desolato. Certi parallelismi, per dire, tra scienza e dittature sono inconcepibili. Potrei al limite comprenderli se a farli fossero stati filosofi in cerca di vanagloria. Purtroppo non è  questo il caso. La vera battaglia filosofica e politica dovrebbe riguardare i modi per allargare e migliorare il diritto alla cura".  

La filosofia dice che nell'insegnamento conta l'eros. Si impara se sedotti.  
"Non a caso Massimo Recalcati ha definito il tempo della lezione "l'ora erotica". Ogni bravo professore lo sa. Ma per sedurre serve passione per quel che si fa, serve non dico una vocazione ma almeno il vivo desiderio di insegnare. In questo senso i concorsi sono troppo meccanici, non sanno misurare i sentimenti. Servirebbe almeno una scuola dove insegnare a insegnare. Il problema maggiore è che professori e professoresse hanno perso rilievo sociale, umiliati da salari bassissimi. È sempre più difficile buttare il cuore oltre l'ostacolo".   

La Dad, a parte lei che del video è maestro, sembra il colpo di grazia.  
"È più che altro un'occasione persa. Mi sarei aspettato più voglia di mettersi alla prova, sarebbe servito il coraggio di concentrarsi meno sulle lezioni frontali e più su attività autonome. Ma non è facile. Licei classici e scientifici, dove la modalità frontale resta determinante, sono comunque frequentati da circa  un terzo degli studenti delle superiori. Il resto della didattica superiore è dedicata al fare e al fare insieme".

Dalla pandemia, e non dalla filosofia, sembrano uscite schiere notturne di giovani più che ribelli.  
"Viviamo in una società nichilista, concentrata sull'io, che prospera su diseguaglianze enormi generate da un concetto di meritocrazia utilitaristico. È un caso il successo di Squid Game? È un caso la violenza senza grammatica? Servirebbe il senso del "noi" di cui parlava Spinoza. Io comunque lo ritrovo nelle mie classi. Troppo spesso gli adulti sono cassandre che proiettano le proprie delusioni sui giovani. Loro invece continuano a seminare e anche senza partiti o ideologie di riferimento. E quando trovano il tempo di riflettere e fare filosofia, sanno essere politici nel senso più nobile".

Sul Venerdì del 18 febbraio 2021