Jbl L100 Classic. Ritorno all’alta fedeltà anni 70
di Jaime D'Alessandro
Playground. Abbiamo provato la riedizione di uno dei modelli di punta della casa americana di mezzo secolo fa. A sorpresa le casse suonano meglio di quel che era lecito aspettarsi, peccato solo per il prezzo
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“Molte categorie di prodotti hanno registrato una crescita, ma le vendite di audio di lusso sono salite alle stelle durante la pandemia con un più 37 per cento nel 2021”, racconta Dave Rogers, presidente della divisione Lifestyle di Harman, azienda americana di proprietà di Samsung che ha in mano marchi del calibro di Jbl, Akg, Infinity, Mark Levinson. “In particolare, abbiamo assistito a un aumento della domanda per gli articoli di fascia più alta come i prodotti Jbl, Synthesis e Mark Levinson”.
E’ una conseguenza dal lavoro da remoto, e a questo si deve anche un maggiore consumo di musica, soprattutto per quanto riguarda gli album del passato cresciuti nell’ultimo anno di 25 punti percentuali. Anche l’alta fedeltà è venata di nostalgia, ci sono modelli di venti, trenta o quarant’anni fa che ancora si vendono a cifre stellari, e poi ci sono le riedizioni di grandi classici fra le quali le L100 Classic della Jbl, distribuite daAudiogamma,che abbiamo avuto modo di provare.
Sono casse di un certo peso, 26,7 chili l’una, che immaginavamo un po’ grossolane. Nel mondo dell’hi-fi pochi costruiscono con la qualità di un tempo e non si tratta di un pregiudizio bensì di una constatazione. Le L100 Classic invece di grossolano hanno relativamente poco. Il suono è avvolgente e pieno, tipico delle Jbl d’epoca che piacciono tanto a chi ascolta il rock, ma che si sposa bene anche con blues e jazz. Le colleghi e iniziano a produrre musica senza asperità: non eccellono in trasparenza sugli alti e i bassi non scendono in frequenza come accade su altri diffusori di fascia alta, ma sono molto gradevoli e non stancando mai a patto ovviamente di avere un amplificatore adeguato.
Il prezzo? Ben 5000 euro. La versione originale negli anni Settanta costava 546 dollari, che aggiornati al costo della vita di oggi sono 3700. Dovrebbero quindi costare decisamente meno. Anche perché suonano bene ma non così bene. Va però anche detto che si è visto di peggio: nel corso degli ultimi decenni nel settore dell’hi-fi è andata in scena una corsa al rialzo dei prezzi che ne ha decretato il declino. Poche le eccezioni. Fra queste gli amplificatori della britannica Nad oppure il giradischi Planar 3 della Rega, altra marca inglese, che apparve nel 1978 ed è prodotto ancora oggi in versione aggiornata. Costa 945 euro nuovo e suona ancora davvero bene e ce ne sono due modelli più economici, il P1 e il P2 che partono da 400 euro.
“La crescita non riguarda solo noi ma tutto il settore dell’alta fedeltà”, conclude Dave Rogers. “Secondo Markets and Markets, il mercato dei sistemi audio nel complesso passerà da 13,6 miliardi del 2020 a 17,5 miliardi entro il 2025. Gli apparecchi hi-fi da casa sono il più grande segmento più ampio e che ha il prezzo più alto. E aumenterà perché ci aspettiamo che la ricchezza media cresca nei prossimi 5 anni”. Vedremo se andrà davvero così. Nel frattempo ci permettiamo un consiglio: le L100 Classic dimostrano, ancora una volta, che la Jbl il suo lavoro lo sa ancora fare. Ma bisognerebbe aggiungere una politica dei prezzi più coraggiosa per tornare davvero ai fasti degli anni Settanta.