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Lévi-Strauss e Breton amici sul piroscafo

Il poeta e scrittore André Breton (1896-1966) e l’antropologo Claude Lévi-Strauss (1908-2009) (Getty images) 
ORA D'ARIA Avventure transatlantiche di due grandi intellettuali del Novecento
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Claude Lévi-Strauss, il grande antropologo, non lo raccontò mai, ma scendendo nel 1941 dal lurido piroscafo Capitaine-Paul-Lemerle - che portava in salvo dal nazismo trecento rifugiati, stipati come sardine, con due docce e, per le escrezioni, la promiscuità degli "accoccolarsi collettivi" - i gendarmi di Fort-de-France, capitale della Martinica, a terra lo accolsero con insulti antisemiti. Lévi-Strauss aveva 28 anni, e solo nel 1948 rientrò (per sempre) in Francia; intanto scrisse un delizioso saggio sulla Tecnica della felicità in America; e i primi testi sui Nambikwara, visitati già nel 1938. Presso questi amerindi delle "terre basse" del Brasile, scrive, invale il matrimonio tra cugini incrociati; il capo ha il privilegio della poligamia, e aggiunge alla prima altre mogli, belle e forti, e un po' mascoline, della generazione successiva, che lo aiutano nei suoi pesanti impegni. Ne consegue una carenza di spose…

Claude Lévi-Strauss, il grande antropologo, non lo raccontò mai, ma scendendo nel 1941 dal lurido piroscafo Capitaine-Paul-Lemerle - che portava in salvo dal nazismo trecento rifugiati, stipati come sardine, con due docce e, per le escrezioni, la promiscuità degli "accoccolarsi collettivi" - i gendarmi di Fort-de-France, capitale della Martinica, a terra lo accolsero con insulti antisemiti. Lévi-Strauss aveva 28 anni, e solo nel 1948 rientrò (per sempre) in Francia; intanto scrisse un delizioso saggio sulla Tecnica della felicità in America; e i primi testi sui Nambikwara, visitati già nel 1938. Presso questi amerindi delle "terre basse" del Brasile, scrive, invale il matrimonio tra cugini incrociati; il capo ha il privilegio della poligamia, e aggiunge alla prima altre mogli, belle e forti, e un po' mascoline, della generazione successiva, che lo aiutano nei suoi pesanti impegni. Ne consegue una carenza di spose per i giovani, che risolvono con relazioni omosessuali (detti "amori-menzogna"), praticati in maniera "molto più pubblica" rispetto agli amori eterosessuali: si piazzano accanto ai fuochi e "camminano insieme al crepuscolo teneramente abbracciati" (Antropologia strutturale zero, dal Saggiatore, accoglie ora questi primi saggi rari).

Sul piroscafo Lévi-Strauss aveva fatto amicizia con il grande poeta André Breton (è lui che racconterà degli insulti antisemiti). Breton non era ebreo, ma artista "agitatore"; nella Francia filonazista di Vichy si sentiva braccato (comunista? no, "un anarchico da salotto"); fu brevemente incarcerato, ed era ancora tutto sconvolto dall'assassinio di Trotzky, che era andato a conoscere in Messico, attraversando, tre anni prima, lo stesso oceano. Era stato accolto allora dai pittori Diego Rivera e dalla moglie Frida Kahlo - che lo trovò pomposo: "El señor Breton si prende sul serio". Con Trotsky, Breton visitò Toluca, Cuernavaca e altri villaggi; pescavano con le mani i pesci entrando, a piedi nudi e pantaloni arrotolati, nei torrenti gelati; Breton, cultore del primitivismo, raccoglieva oggetti precolombiani (spesso "nudi voluttuosi"). In una chiesetta si mise in tasca degli ex-voto; Trotsky era fuori di sé, ma andarono al cinema (era pericoloso, Stalin lo voleva morto): un film western. Insieme scrissero un manifesto sull'arte rivoluzionaria; Breton era tornato in Francia più "scultoreo" che mai. Nel 1941 fuggì dunque verso New York, dove cercava dai robivecchi arte primitiva - bambole Kachina, maschere esquimesi - insieme a Lévi-Strauss, sconcertandolo: ogni tanto si interessava a soggetti "manifestamente fabbricati per i bianchi"! Un oggetto indio, invece, gli provocò un'allergia, e si ricoprì di bolle.

Sul Venerdì del 4 febbraio 2022