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Françoise Gilot, cento anni nonostante Picasso

Françoise Gilot dipinge nel suo studio di La Jolla, in California, nel 1962 (Getty Images) 
Ritratto dell'unica donna che lasciò il genio spagnolo (senza mai esserne diventata la musa). Solo da poco, compiuto un secolo, ha smesso di dipingere. E i suoi quadri si vendono alla grande
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Se una giovane donna ignota veniva accolta nello spazio di un genio, di un uomo potente, di un uomo importante, perdeva, talvolta perde ancora, se stessa, la sua identità, diventava la scheggia, una delle schegge di un'altra vita più degna. Poi, rientrata nell'ombra, non c'era più.

Chi era Françoise Gilot se non una delle tante donne di Picasso, quindi una comparsa che secondo l'uso di mondo avrebbe dovuto esprimere devozione, sottomissione, cura, adorazione, totale dipendenza per quel venerato gigante dell'arte, annientandosi? Alla storia, come altre, sarebbe passata per il privilegio di aver dormito con un vecchione che però era Picasso. E non importa se lei lo faceva spesso imbestialire, lo schiaffeggiava, lo cacciava dalla sua camera, se ne andava, e fu la sola a piantarlo dopo dieci anni di amore e guerra. Per poi svillaneggiarlo con inusitata violenza nelle sue memorie, Vita con Picasso, scritto assieme al giornalista ameri…

Se una giovane donna ignota veniva accolta nello spazio di un genio, di un uomo potente, di un uomo importante, perdeva, talvolta perde ancora, se stessa, la sua identità, diventava la scheggia, una delle schegge di un'altra vita più degna. Poi, rientrata nell'ombra, non c'era più.

Chi era Françoise Gilot se non una delle tante donne di Picasso, quindi una comparsa che secondo l'uso di mondo avrebbe dovuto esprimere devozione, sottomissione, cura, adorazione, totale dipendenza per quel venerato gigante dell'arte, annientandosi? Alla storia, come altre, sarebbe passata per il privilegio di aver dormito con un vecchione che però era Picasso. E non importa se lei lo faceva spesso imbestialire, lo schiaffeggiava, lo cacciava dalla sua camera, se ne andava, e fu la sola a piantarlo dopo dieci anni di amore e guerra. Per poi svillaneggiarlo con inusitata violenza nelle sue memorie, Vita con Picasso, scritto assieme al giornalista americano Carlton Lake, pubblicato nel 1964 prima in inglese poi in francese.

Il genio fece causa per impedirne la diffusione, gli intellettuali delle Lettres Françaises si schierarono inutilmente in difesa del grande maschio umiliato. Il libro ebbe massimo successo, più di un milione di copie vendute - in Italia lo pubblicò Garzanti, oggi è disponibile da Donzelli.

Françoise Gilot ha compiuto cento anni pochi mesi fa, il 26 novembre 2021, nel suo grande appartamento dagli alti soffitti e immense finestre nell'Upper West Side di New York, dove vive con la figlia Aurelia, 66 anni, nata dal suo matrimonio con il pittore e mastro vetraio Luc Simon. In gennaio si è chiusa la sua mostra The years in France al Musée Estrine a Saint-Rémy-de-Provence e, dopo Budapest, adesso è esposta nella galleria Jillian Mac Fine Art di New Orleans.

Opere della Gilot si trovano in una dozzina di musei tra cui il Centre Pompidou a Parigi, il Metropolitan Museum of Art e il Museum of Modern Art a New York. Lo scorso maggio da Sotheby's a Londra il suo Paloma à la Guitare del 1965 è stato venduto per 1,3 milioni di dollari. Per la stessa somma in novembre alla Christie's di Hong Kong è stata battuta la sua opera astratta Living Forest del 1977. Certo, nella recente asta a Las Vegas Donna con berretto rosso arancio di Picasso, 1938, ha raggiunto i 40 milioni di dollari, ma insomma...

Il New York Times l'ha intervistata in gennaio, seduta su un grande divano bianco, vestita come sempre di rosso, il colore che, ha detto, "mi permette di mostrarmi nel modo in cui voglio essere vista", una specie di piccolo oracolo severo che un tempo era una grande bellissima ragazza. Quella che Robert Capa fotografò nel 1948 sulla spiaggia di Golfe-Juan, ridente, altera, in un lungo fluttuante abitino, una collana di conchiglie, un grande cappello di paglia, e dietro a lei un ometto in mutande e camiciola, lui, Picasso, in veste di valletto che tiene sopra di lei un ombrellone come fosse una regina africana.

Françoise et Pablo, celebre foto di Robert Capa, esposta a una mostra. (Getty Images) 

Il bel catalogo della mostra che espone 51 opere, edito da Silvana Editrice, ha in copertina l'olio La salade, 1950, una delle sue opere dedicate alla cucina, luogo che le ispirava quadri e non altro, che la impegnarono dopo la nascita di Claude nel '47 e di Paloma nel '49, assieme ai tanti disegni, schizzi, incisioni, dei figli e della famiglia. Ce ne è uno del 1945 molto significativo del rapporto tra gli amanti, Adamo forza Eva a mangiare, Picasso che le preme sulla bocca un frutto, con cui lei già racconta il lato sadico di lui.

Si sono conosciuti nel 1943, l'anno dopo è iniziata la loro relazione, lei ha 23 anni, lui 63, 40 di più, lei è una libera ragazza nella Francia occupata dai tedeschi, ha abbandonato Giurisprudenza per la pittura, offendendo il padre che ha rotto i rapporti con lei. Ha un grande senso del colore, come si vede dallo splendente Porte-fenetre en bleu dipinto nel 1939, a 18 anni, ed entrando nella quotidianità del famoso Picasso che ha rivoluzionato l'arte, il suo impegno sarà quello di non farsi divorare dall'orco mantenendo la sua identità e integrità, rifiutandosi di diventare, come tutte le altre, la sua musa. Si combattono con l'arte, lui la ritrae come una creatura domata, lei si autoritrae come creatrice e non modella: non vuole essere identificata come una delle vittime di Barbablù.

Michel Sima lo stesso giorno li fotografa uno alla volta sullo stesso sfondo. Picasso è seduto a torso nudo e mutande alla sinistra di un mobiletto su cui domina il suo Donna con la colonna gialla. Gilot è allo stesso posto ma in piedi, camicia da uomo, pantaloni, mani in tasca, un nastro tra i lunghi capelli, splendida, femminile, invincibile. Il dipinto di Picasso è allontanato, al suo posto una natura morta dipinta da lei. Matisse le vuole bene, gli amici di Picasso diventano suoi amici, Paul Eluard, Jean Marais, Jean Cocteau, Brassaï, Gertrude Stein.

Ma lei sogna la libertà che esprime in tante opere e, nel settembre 1953, con i bambini, lascia Picasso e torna a vivere a Parigi. L'anno dopo la separazione diventa ufficiale, lei reincontra Luc Simon e lo sposa suscitando l'ira dell'abbandonato, che si sta già consolando con Jacqueline Roque, che sposerà nel 1961, lei 33 anni, lui 80. Il toro ferito però non perdona, e fa sparire tutto ciò che ha donato a Françoise: disegni, quadri, lettere e la preziosa corrispondenza con Matisse. Gilot divorzia da Simon e con le sue memorie e le sue mostre diventa una star della Swinging London. Sposa nel 1970 Jonas Salk, il biologo americano ancor più celebre di Picasso perché col suo vaccino antipolio è il primo a sconfiggere quella spaventosa malattia che ha ucciso o menomato per sempre milioni di ragazzi. È finalmente il giusto approdo dell'amazzone, che diventa cittadina americana. Claude e Paloma, oggi ultrasettantenni, hanno avuto il loro tempo di splendore nella mediocrità modaiola d'epoca, con quel nome e quel denaro. La signora centenaria da poco ha smesso di dipingere ma continua a riflettere sull'arte, sulla vita, e al NYT confida di sentirsi rappresentata oggi dalla serie di suoi dipinti anni 60 dedicata al mito di Teseo e Arianna, da quell'idea di labirinto in cui è il labirinto stesso e non tu a decidere che strada seguire.

Sul Venerdì del 18 marzo 2022