Cinque Terre: la Via dell’Amore è una bella fatica
dal nostro inviato Massimo Calandri , dal nostro inviato Massimo CalandriRiomaggiore (La Spezia). Appesi alle funi, a cinquanta metri d'altezza, i rocciatori si muovono delicati, quasi premurosi: con l'attenzione di chi sa che quella falesia sul mare è preziosa quanto un dipinto rinascimentale. Fanno cadere piccole pietre, sradicano cespugli odorosi, timo selvatico, lentisco. Risparmiano un bel ciuffo di lavanda. Si preoccupano perché le agavi rimangano bene aggrappate al terreno. Penzolano lassù, e intanto cesellano pazienti un mosaico naturale e fragile, Patrimonio dell'Umanità. Le vecchie reti zincate, usate per contenere la parete verticale corrose negli anni dal salino, sono state staccate e raccolte più in basso: verranno presto sostituite da una nuova griglia in acciaio. È un'altra mattina di sole tra Riomaggiore e Manarola, soffia un grecale leggero. Il silenzio di questi borghi da favola viene all'improvviso interrotto dal frastuono di un elicottero. Prima scarica a terra del mate…
Riomaggiore (La Spezia). Appesi alle funi, a cinquanta metri d'altezza, i rocciatori si muovono delicati, quasi premurosi: con l'attenzione di chi sa che quella falesia sul mare è preziosa quanto un dipinto rinascimentale. Fanno cadere piccole pietre, sradicano cespugli odorosi, timo selvatico, lentisco. Risparmiano un bel ciuffo di lavanda. Si preoccupano perché le agavi rimangano bene aggrappate al terreno. Penzolano lassù, e intanto cesellano pazienti un mosaico naturale e fragile, Patrimonio dell'Umanità. Le vecchie reti zincate, usate per contenere la parete verticale corrose negli anni dal salino, sono state staccate e raccolte più in basso: verranno presto sostituite da una nuova griglia in acciaio. È un'altra mattina di sole tra Riomaggiore e Manarola, soffia un grecale leggero. Il silenzio di questi borghi da favola viene all'improvviso interrotto dal frastuono di un elicottero. Prima scarica a terra del materiale edile, quindi recupera parte di quel groviglio ferroso da buttare. E se ne va, atterra poco lontano su un campo di calcio abbandonato. Tra qualche minuto si alzerà ancora in volo.
Sono cominciati i lavori di restauro, recupero e messa in sicurezza della Via dell'Amore, una delle passeggiate più suggestive e famose del mondo: 900 metri lungo la costa ligure nel paradiso del parco nazionale delle Cinque Terre. Era percorsa ogni anno da più di un milione di visitatori, ma dal settembre del 2012, dopo una frana e il ferimento di quattro turiste australiane, il sentiero è chiuso al pubblico. È un'operazione delicata e spettacolare, una magia di equilibrismi resa ancora più impressionante dalla bellezza dei luoghi. Rocciatori, elicotteri, tra qualche settimana una teleferica per il trasporto del materiale e anche una chiatta ancorata a pochi metri dagli scogli su cui verrà sistemata una gru. Giurano che la Via dell'Amore sarà completamente riaperta entro l'estate del 2024, però forse già a settembre si potrà percorrerne un tratto.
La Santabarbara degli inizi
La storia è cominciata quasi un secolo fa, quando gli operai che in quel tratto di costa lavoravano al raddoppio delle linea ferroviaria Spezia-Genova cominciarono a scavare nella falesia, dalla parte di Manarola, una santabarbara per custodire gli esplosivi, sufficientemente lontana dalle case ma raggiungibile con un sentiero. Agli abitanti dei due borghi sul mare non pareva vero: a colpi di piccone continuarono il lavoro, riuscendo finalmente a collegare i due abitati. Era il 1930. Manarola e Riomaggiore, distanti meno di un chilometro in linea d'aria, erano in realtà lontanissime da sempre, raggiungibili solo dopo ore di cammino per la valle del Rio Finale e la Costa di Corniolo, risalendo e poi scendendo il crinale di quelle colline aspre e incantate, le stesse dove l'opera eroica dell'uomo ha permesso di ricavare i filari per lo Schiacchetrà. "Per la gente dei borghi, così distante che parlava due dialetti completamente diversi, fu come andare sulla luna: la scoperta di un nuovo mondo": Fabrizia Pecunia, sindaca di Riomaggiore, conserva orgogliosa un attestato di partecipazione all'impresa del nonno materno, Brizio Bonanini. All'inizio la chiamarono Strada Nuova, non c'era mica tempo per i romanticismi. Ma gli innamorati se ne accorsero subito, e poi da quelle parti qualcuno aveva già ribattezzato in ligure Viaeu de l'Amùu l'altro sentiero, quello più difficile. Finì che uno sconosciuto lo scrisse in calce, dalla parte di Riomaggiore e pure di Manarola: Via dell'Amore. Negli anni Sessanta cominciarono ad essere sistemate le prime panchine. Un breve tratto di 155 metri attraverso un tunnel in cemento armato con larghe aperture per guardare il mare, la maggior parte del percorso all'aperto: la falesia imbrigliata dalle reti, strutture paramassi a proteggere dalla eventuale caduta delle pietre. Perché qui la terra è fragile, si sbriciola: "Quando ero ragazzina la montagna era sempre in movimento, e in certi punti ti mettevi a correre per evitare guai", ricorda la sindaca. Che insieme a Donatella Bianchi, presidente del parco, è riuscita a ottenere i finanziamenti pubblici per rendere di nuovo sicura e praticabile la passeggiata, scongiurando l'ipotesi di interventi privati.
Il faraone del borgo
Il turismo mondiale l'aveva scoperta insieme alle Cinque Terre grazie al suo discusso pigmalione, quel Franco Bonanini - il Faraone, anche lui di Riomaggiore - che nel '97 riuscì ad ottenere il riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità per i borghi (Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore) e questo paradiso naturale intorno, prima di diventare il primo presidente del parco nazionale. Nel 2002, l'introduzione di un biglietto d'ingresso. In alcuni anni, anche più di un milione di visitatori. Ma la mattina del 24 settembre del 2012 un costone di roccia a 110 metri di altezza cede all'improvviso: un grande masso rimbalza oltre le barriere protettive e precipita sul sentiero. Una turista australiana viene travolta e finisce oltre la ringhiera, si ferma incredibilmente un paio di metri più in basso su di uno stretto terrazzamento, prima di finire nel vuoto. Altre tre sue compagne sono investite dalle schegge. È un miracolo che in quel momento ci siano solo loro - "Se fosse successo la domenica sarebbe stata una strage", racconta la gente del posto - e che Judy Greig, 61 anni, sopravviva a questo incidente (le asporteranno la milza). La Via dell'Amore viene chiusa. Tre anni più tardi sarà riaperto solo un brevissimo tratto, non più di un centinaio di metri, dalla parte di Manarola.
Ponti e cuscini di pietre
"Per la primavera, al massimo per l'estate 2024, sarà tutto pronto". Parola di Raul Giampedrone, assessore ligure ai Lavori pubblici. Poco più di due anni di lavori, un investimento di circa 20 milioni di euro coperti coi fondi dei ministeri della Cultura, dell'Ambiente e della Protezione Civile. L'intervento sarà doppio: "Messa in sicurezza e ripristino della Via dell'Amore, ma anche consolidamento della scogliera sotto, per resistere all'erosione del mare". La prima fase è quella del disboscamento e del cosiddetto disgaggio, ossia la messa in sicurezza della parete: tutto quello che potrebbe cadere - alla luce di studi e simulazioni - viene eliminato, la vecchie reti e i paramassi sostituiti. Al posto del vecchio tunnel ce ne sarà uno nuovo, protetto da un "cuscino" di pietre e terra recuperata dal disgaggio e di piante: alla fine ne verranno inserite 8.800.
All'altezza del punto dell'ultima frana ci sarà una nuova galleria, lunga 83 metri, anche questa con larghissime aperture sul mare. Il sentiero ripavimentato, un ponticello abbattuto e ricostruito. Un largo spazio - sul lato di Riomaggiore - ospiterà le piante più profumate. Dalla parte di Manarola, il secondo intervento: di fatto, una scogliera di 175 metri e 25 mila tonnellate di massi (a questo servirà la gru sul pontone) a protezione della base della falesia. "Un'opera di grande ingegneria a difesa del suolo, in pieno accordo con la Soprintentenza", spiega Giampedrone. "Con la consapevolezza che questo è un intervento unico in Europa e forse nel mondo. Guardate i rocciatori, lassù: non vi sembrano i restauratori di una chiesa?".
Sul Venerdì del 18 marzo 2022