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La guerra vista dai bambini

QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: Ogni settimana Natalia Aspesi risponde ai lettori del Venerdì. A volte sono proprio i più piccoli a insegnare come si resiste
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano

Ho letto più volte la sua risposta a una lettera, e non ho capito lo scopo di farci sapere che lei non ricordava niente della guerra, ricordandoci invece che la sua vita familiare era speciale.

La capisco perché anch'io ho avuto una famiglia speciale, ma credo non interessi a nessuno, e quindi aspettavo una risposta adeguata a chi esprime paura per un periodo più complicato del solito e una situazione che nessuno, o quasi, poteva immaginare o voleva credere. Da lei mi aspettavo una risposta
più adeguata, l'invasione non è mai giustificata, senza poi una sola ragione! È leggendo giornali e seguendo certi programmi televisivi che ho appreso che da tempo poteva essere una situazione pericolosa.
Maria Luisa B.

Gli insulti mi mettono di buon umore: la lettura distratta e nemica mi offende. Bastava, gentile Maria Luisa che leggesse la…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano

Ho letto più volte la sua risposta a una lettera, e non ho capito lo scopo di farci sapere che lei non ricordava niente della guerra, ricordandoci invece che la sua vita familiare era speciale.

La capisco perché anch'io ho avuto una famiglia speciale, ma credo non interessi a nessuno, e quindi aspettavo una risposta adeguata a chi esprime paura per un periodo più complicato del solito e una situazione che nessuno, o quasi, poteva immaginare o voleva credere. Da lei mi aspettavo una risposta
più adeguata, l'invasione non è mai giustificata, senza poi una sola ragione! È leggendo giornali e seguendo certi programmi televisivi che ho appreso che da tempo poteva essere una situazione pericolosa.
Maria Luisa B.

Gli insulti mi mettono di buon umore: la lettura distratta e nemica mi offende. Bastava, gentile Maria Luisa che leggesse la seconda lettera e la mia risposta sul nostro dovere "di schierarsi con il Paese invaso senza alcuna giustificazione..." per evitare a lei e anche ad altri di farmi passare per cretina. Se io ho ricordato la mia infanzia e adolescenza è solo perché l'ho vissuta negli anni della guerra e ne sono uscita viva e senza traumi.

E qui rispondo anche ad Anna Zuccari che mi accusa di aver vissuto in quei tragici anni come fossero stati un periodo di "gaia spensieratezza". No signora, ho ricordato lo sfollamento, la coabitazione, i bombardamenti, le notti nei rifugi, soprattutto una tremenda fame. Però si andava a scuola e a giocare in cortile (allora le case popolari lo avevano) oppure nel campo sportivo. Insomma c'erano momenti di normalità che hanno consentito a noi sopravvissuti di affrontare la pace, la ricostruzione, il futuro. Se l'ho ricordato è perché credo, spero, che i bambini vittime di questa nuova follia di potenza si salvino e malgrado le certezze sulla loro sofferenza, che da adulti ne ricordino gli orrori come una lontana avventura. I bambini, gli adolescenti, quando necessario hanno una innata facoltà a cavarsela, almeno permettetemi di sperarlo. Ricordo gli ultimi giorni di Saigon, con gli americani in partenza, e i piccoli vietnamiti abbandonati in giro a vendere quel che trovavano, macchine fotografiche, elmetti, ricami. Se la stavano cavando, e chiedo scusa alle anime belle per accennarne. E poi ricordiamoci la Piccola Vedetta Lombarda, Oliver Twist, la Piccola Fiammiferaia, Cappuccetto Rosso, Pel di Carota... Ci hanno insegnato la resistenza.

Sul Venerdì del 25 marzo 2022