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Siccità, l'emergenza di cui non si parla

PER POSTA. Ogni settimana Michele Serra risponde ai lettori del Venerdì. Per noi che viviamo in campagna il bel tempo è una sciagura
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Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Caro Serra, grazie dell’Amaca sulla siccità, le voglio bene! Sono alcuni anni che vorrei mandare una lettera aperta alle tv (soprattutto alla Rai, servizio di pubblica utilità, come dicono) sulle previsioni del tempo, in cui ci si felicita del sole che brillerà sul nostro Paese. Paese evidentemente di balneari e di ristoratori che servono pizze fatte con pomodori cinesi e olio tunisino. Vivo a 30 chilometri da Siena in un podere circondato da ulivi secolari. Non piove seriamente da quasi un anno. La Valdichiana ha i campi secchi e non c’è acqua per innaffiare le colture. Nel 2021 tutta la provincia di Siena non ha avuto un’oliva. Ma per la Rai “oggi splende il sole e la temperatura è gradevolissima”, e via tutti al mare a mangiare pesce surgelato! Tanto le giovani generazioni che abitano qui non si sporcheranno mai le un…

Scrivete a lapostadiserra@repubblica.it o a Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Caro Serra, grazie dell’Amaca sulla siccità, le voglio bene! Sono alcuni anni che vorrei mandare una lettera aperta alle tv (soprattutto alla Rai, servizio di pubblica utilità, come dicono) sulle previsioni del tempo, in cui ci si felicita del sole che brillerà sul nostro Paese. Paese evidentemente di balneari e di ristoratori che servono pizze fatte con pomodori cinesi e olio tunisino. Vivo a 30 chilometri da Siena in un podere circondato da ulivi secolari. Non piove seriamente da quasi un anno. La Valdichiana ha i campi secchi e non c’è acqua per innaffiare le colture. Nel 2021 tutta la provincia di Siena non ha avuto un’oliva. Ma per la Rai “oggi splende il sole e la temperatura è gradevolissima”, e via tutti al mare a mangiare pesce surgelato! Tanto le giovani generazioni che abitano qui non si sporcheranno mai le unghie ben curate nella campagna, e il famoso paesaggio toscano tanto amato da tutto il mondo diventerà sede di chilometri di capannoni Amazon. L’importante è scappare dalla campagna. Scusi l’amarezza, ma penso di condividerla con lei.
Ilaria Marvelli - Rigomagno (Siena)

Cara Ilaria Marvelli, grazie a lei, perché permette a me e ai lettori di prenderci una piccola tregua dalla guerra e dai discorsi sulla guerra. Sia pure per trattare un’altra emergenza, meno visibile e meno sanguinaria, eppure molto minacciosa: la perdurante tendenza siccitosa in atto, in Italia, ormai da parecchi anni. Noi che viviamo in campagna conosciamo l’esperienza luttuosa della terra che diventa polvere, e detestiamo il perenne sereno che rallegra tanto i cittadini, per i quali “meteo” vuol dire solo controllare se nel week-end al mare o in montagna ci sarà bel tempo. Per noi il bel tempo, ora che le perturbazioni si sono dimenticate di noi, è nubi nere e pioggia copiosa. Però guardi: bisogna tenere duro, l’agricoltura è una cosa troppo importante per lasciarla in balia della distrazione politica, o della malasorte. Per dirne una: non sia così scoraggiata a proposito dei ragazzi. È vero che per la grande maggioranza di loro il lavoro manuale è un’attività del tutto incomprensibile. Ma il lavoro nei campi fa eccezione, una piccola avanguardia di giovani (molte le ragazze) sta risalendo le valli per fare agricoltura, allevamento e addirittura pastorizia, e noi dobbiamo credere nella loro lungimiranza. La manodopera è in larga parte straniera (senza immigrati l’agricoltura italiana semplicemente non esisterebbe più), ma si registra un significativo ritorno alla terra anche tra i giovani italiani, forse per reazione alla smaterializzazione patologica delle nostre vite, forse anche per una spinta “politica”: ragionare sul clima, sugli squilibri sociali, sulla fame, le guerre, le epidemie, riporta a ragionare sulla struttura stessa della vita terrestre, e a rimettere al centro la natura, la terra, le acque, le foreste. Alla terra, per giunta, oggi si può tornare con formidabili supporti di conoscenza e con l’assistenza preziosa della comunicazione digitale, che rimedia almeno in parte al problema atavico della vita in campagna, che è l’isolamento. E dunque  Ilaria, facciamoci coraggio. Pioverà, e la pioggia ci troverà pronti ad esultare, e a rimboccarci le maniche. Promettiamoci di fare festa. E ricordiamoci, per previdenza, di raccogliere l’acqua, che è preziosa: servono vasche di raccolta, bacini, pozzi, serve tutto ciò che può immagazzinare l’acqua per fare fronte alle siccità future.

Sul Venerdì del 25 marzo 2022