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Al cinema l'Italia scomparsa del Polesine

Un’immagine dell’alluvione del Polesine (14 novembre 1951), al confine tra Veneto ed Emilia, nel film Po di Andrea Segre (webphoto) 
PSYCHO "Po", il documentario di Andrea Segre e Gian Antonio Stella, ricostruisce l'alluvione di 70 anni fa
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Non è facile separare il proprio sguardo critico da quello appassionato. A volte le passioni interferiscono col giudizio, ma in questo caso credo di non sbagliarmi. Sì, l'Italia che non c'è più mi emoziona molto (forse perché quella che c'è mi emoziona poco) e porto nel cuore i racconti degli anni Cinquanta che ho ascoltato dai miei genitori e dai miei nonni. Detto questo, che è come si suol dire "un problema mio", affermo senza timore di smentita che Po, il nuovo film di Andrea Segre scritto con Gian Antonio Stella e nelle sale da martedì scorso, è un monomero cruciale del nostro codice genetico-culturale. Oltre che un esempio perfetto di oral history, che è un metodo di ricerca condotto attraverso interviste a testimoni di eventi significativi.

L'evento in questione risale al 14 novembre 1951, quando l'argine sinistro del Po, nei pressi di Occhiobello, "aveva rotto". In poc…

Non è facile separare il proprio sguardo critico da quello appassionato. A volte le passioni interferiscono col giudizio, ma in questo caso credo di non sbagliarmi. Sì, l'Italia che non c'è più mi emoziona molto (forse perché quella che c'è mi emoziona poco) e porto nel cuore i racconti degli anni Cinquanta che ho ascoltato dai miei genitori e dai miei nonni. Detto questo, che è come si suol dire "un problema mio", affermo senza timore di smentita che Po, il nuovo film di Andrea Segre scritto con Gian Antonio Stella e nelle sale da martedì scorso, è un monomero cruciale del nostro codice genetico-culturale. Oltre che un esempio perfetto di oral history, che è un metodo di ricerca condotto attraverso interviste a testimoni di eventi significativi.

L'evento in questione risale al 14 novembre 1951, quando l'argine sinistro del Po, nei pressi di Occhiobello, "aveva rotto". In pochi minuti la marea invase le terre del Polesine, all'epoca una delle regioni più povere d'Italia, al confine tra Veneto bianco e Emilia rossa, dove la cadenza arrotata della parlata veneta si fonde con le inflessioni gioconde di quella emiliana. Cento morti e centottantamila senza tetto.

Grazie ai filmati dell'Istituto Luce (la tv non c'era ancora) Segre racconta le facce, le mani e le voci di allora, le zattere improvvisate, gli animali sui tetti, mentre il resto d'Italia era da poco entrato nell'euforia del dopoguerra. E dà immagini ai ricordi degli ottantenni di oggi che erano al tempo bambini: interviste bellissime, emozionanti, prive di ogni retorica, spesso attraversate da un'incrinatura della voce per una nostalgia d'infanzia o una scheggia di povertà e spavento ancora conficcata nel cuore. Per una beffa del contrappasso, mentre scrivo, il fiume Po, da più di cento giorni senza pioggia, è ammalato di siccità e le campagne iniziano ad avere sete.

Sul Venerdì del 1° aprile 2022