Belfast non è solo il titolo di un film: così in Irlanda è nata la nuova Hollywood
di RICCARDO MICHELUCCI , di RICCARDO MICHELUCCI(Alamy / Ipa)
Belfast. Dal porto transitano sempre meno navi. In compenso sono approdate una dopo l'altra le maggiori case cinematografiche del mondo ed è frequente imbattersi in star planetarie come Tom Hanks, Charlize Theron e Hugh Grant. Un gigantesco piano di riqualificazione urbana con una serie di interventi infrastrutturali e architettonici mirati ha ridisegnato il volto di quella che fino a non molto tempo fa era un'area derelitta e in stato di abbandono. In pochi però avrebbero scommesso che il grande progetto avviato alla fine degli anni 90 sarebbe stato capace di trasformare una città a lungo falcidiata dalla guerra nella nuova capitale del cinema europeo.
Prima della divisione dell'Irlanda, nel 1921, Belfast era una delle città più ricche della Gran Bretagna, parte di un triangolo industriale con Liverpool e Glasgow. La sua ricchezza ruotava soprattutto attorno ai cantieri navali Harland & Wolff, vero fiore all'occhiello dell'…
Belfast. Dal porto transitano sempre meno navi. In compenso sono approdate una dopo l'altra le maggiori case cinematografiche del mondo ed è frequente imbattersi in star planetarie come Tom Hanks, Charlize Theron e Hugh Grant. Un gigantesco piano di riqualificazione urbana con una serie di interventi infrastrutturali e architettonici mirati ha ridisegnato il volto di quella che fino a non molto tempo fa era un'area derelitta e in stato di abbandono. In pochi però avrebbero scommesso che il grande progetto avviato alla fine degli anni 90 sarebbe stato capace di trasformare una città a lungo falcidiata dalla guerra nella nuova capitale del cinema europeo.
Prima della divisione dell'Irlanda, nel 1921, Belfast era una delle città più ricche della Gran Bretagna, parte di un triangolo industriale con Liverpool e Glasgow. La sua ricchezza ruotava soprattutto attorno ai cantieri navali Harland & Wolff, vero fiore all'occhiello dell'impero britannico, che nel 1912 dettero vita al Titanic. Ma nella seconda metà del XX secolo l'industria navale subì un irreversibile declino esacerbato dal conflitto anglo-irlandese.
Agli albori del nuovo millennio, sull'onda del processo di pace, i 185 ettari dell'area del porto - ribattezzata "Titanic Quarter" - sono stati oggetto di una grandiosa riconversione che ha visto nascere aree residenziali, campus universitari, bar e ristoranti con un investimento privato di oltre 7 miliardi di sterline. Il più grande museo del mondo a tema Titanic - aperto dieci anni fa, nel centenario del tragico naufragio del transatlantico - ha avuto l'auspicato "effetto Bilbao", richiamando oltre 800 mila visitatori l'anno prima della pandemia e diventando una vetrina per la nuova Belfast. Inoltre molti spazi industriali, vecchi hangar e fabbriche dismesse, sono stati convertiti in moderni studios cinematografici che, anche grazie a generosi sgravi fiscali, hanno attirato cospicui investimenti da Oltreoceano.
Alle origini della favola
Tutto ha avuto inizio quando la Harcourt Developments, colosso immobiliare controllato dal tycoon irlandese Pat Doherty, ha acquisito decine di ettari di terreni della Harland & Wolff dando vita ai Titanic Studios, che in poco tempo sono diventati uno dei più attrezzati studi cinematografici d'Europa. La vecchia Paint Hall, un'enorme struttura dove un tempo venivano verniciate le navi prima di essere assemblate, è stata tenuta a battesimo alcuni anni fa con Ember - film prodotto da Tom Hanks - al quale hanno fatto seguito produzioni hollywoodiane della Paramount e della Universal Pictures. Ma la vera svolta è arrivata quando il gigante televisivo statunitense Hbo ha scelto Belfast e alcune località costiere dell'Irlanda del Nord per girare le otto stagioni del Trono di Spade, una delle serie tv di maggior successo di tutti i tempi. Secondo un recente rapporto dell'ente del turismo nordirlandese, soltanto quella produzione ha portato 251 milioni di sterline nelle casse dell'economia della provincia britannica, oltre a rappresentare un traino mai visto per il turismo locale. Ma soprattutto ha lanciato definitivamente Belfast sulla scena dell'industria cinematografica e televisiva mondiale. Anche perché nel frattempo, fiutando il vento più che favorevole, l'agenzia cinematografica nazionale Northern Ireland Screen ha incoraggiato l'utilizzo di strutture dismesse per realizzare nuovi studi e strutture di post-produzione.
Dal conflitto a Netflix
Uno scenario impensabile fino agli anni 90, quando in queste stesse strade erano frequenti bombe, attentati e omicidi settari. Negli spazi di un'ex fabbrica di bevande analcoliche sono nati i Loop Studios, dove la Universal e la Bbc hanno girato film e serie tv di successo come Dracula Untold e The Fall. L'area è a pochi passi dalla caserma di Castlereagh, uno dei più famigerati luoghi di detenzione e tortura degli anni dei Troubles, come viene chiamato qui il conflitto nordirlandese. Billy Scott, guida turistica e memoria storica cittadina, ricorda quel periodo molto bene: "Avventurarsi da queste parti era pericolosissimo. Adesso è invece sempre più normale incontrare attori, registi e gente dello spettacolo". L'estate scorsa è arrivato anche Hugh Grant, per partecipare alle riprese di Dungeons and Dragons allestite dalla Paramount Pictures all'interno dei Titanic Studios. Kenneth Branagh ha invece rinunciato a girare in città il suo autobiografico Belfast: due anni fa le restrizioni imposte dal Covid gli hanno fatto scegliere Londra. "La conversione dell'area del porto è molto più di un progetto urbanistico e imprenditoriale" sostiene Scott. "Alla base c'è stata la capacità di costruire un futuro condiviso dopo un passato doloroso, quando i lavoratori cattolici venivano cacciati dai cantieri e i disordini settari erano all'ordine del giorno". Attraversando il ponte sul fiume Lagan, lasciandosi alle spalle il quartiere del Titanic, si raggiungono infine i Belfast Harbour Studios, aperti nel 2017 in un parco affacciato sul mare e subito diventati anch'essi la base di altre produzioni di livello mondiale. Qui è stato realizzato il set di The Northman con Nicole Kidman, Ethan Hawke e Willem Defoe, preparando di fatto la strada allo sbarco di Netflix in città. Nella primavera 2021 il gigante dello streaming ha iniziato le riprese del film fantasy L'accademia del bene e del male con Charlize Theron e Ben Kingsley.
Dimenticare la Brexit
Appena un paio di mesi fa l'autorità portuale di Belfast, proprietaria degli studios, ha approvato un nuovo piano di investimenti da 45 milioni di sterline per realizzare sei nuovi spazi di quattro ettari ciascuno accanto alle strutture già esistenti. L'entusiasmo è alimentato anche dai crediti d'imposta e dai cospicui sgravi fiscali concessi dal governo britannico per la produzione di film e serie televisive di fascia alta. A dare ulteriore slancio al settore ha contribuito la stessa Northern Ireland Screen, offrendo finanziamenti diretti sotto forma di prestiti e contributi a fondo perduto. "Il successo dell'industria cinematografica e televisiva rappresenta una conseguenza virtuosa del processo di pace. Nei prossimi dieci anni puntiamo a farla crescere ulteriormente trasformando Belfast nel principale hub britannico per la produzione di film e serie tv dopo Londra", spiega Richard Williams, amministratore delegato dell'agenzia.
Un nuovo programma di aiuti utilizzerà i fondi erogati dal governo nordirlandese dopo la pandemia, offrendo nuovi sbocchi lavorativi a chi proviene da contesti svantaggiati. "Finora i temuti contraccolpi della Brexit non si sono visti", assicura Williams. E Belfast si candida a diventare la nuova Hollywood europea.