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Lunana: un altro mondo è possibile

Un’immagine di Lunana: il viaggio alla fine del mondo, del regista Pawo Choyning Dorji: un maestro arriva in un villaggio himalayano dove condivide la classe con uno yak (Webphoto) 
PSYCHO Una dolce opera prima dal regno del Bhutan
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Ci sono due mondi in questo film: uno è dentro il mondo, l’altro è fuori. Sono entrambi veri, ma opposti. Uno è contemporaneo, ci sono internet, le automobili, i ristoranti: la vita contaminata. L’altro è arcaico, le intemperie, i piedi nudi, l’abbraccio povero della comunità: la vita pura o, se preferite, essenziale. Quale scegliere? La domanda eccessivamente binaria, poiché niente è tutto d’un pezzo, è uno dei possibili modi, non l’unico, per guardare Lunana: il villaggio alla fine del mondo, la dolce opera prima del regista del Regno del Bhutan Pawo Choyning Dorji (più consono il titolo inglese Lunana: A yak in the classroom; per chi non lo sapesse, lo yak, o bovino tibetano, è un bufalo peloso e placido).

La trama: il giovane bhutanese Ugyen è un maestro svogliato che sogna, anzi progetta, di andare in Australia per diventare un cantante. Invece, a completamento del suo peri…

Ci sono due mondi in questo film: uno è dentro il mondo, l’altro è fuori. Sono entrambi veri, ma opposti. Uno è contemporaneo, ci sono internet, le automobili, i ristoranti: la vita contaminata. L’altro è arcaico, le intemperie, i piedi nudi, l’abbraccio povero della comunità: la vita pura o, se preferite, essenziale. Quale scegliere? La domanda eccessivamente binaria, poiché niente è tutto d’un pezzo, è uno dei possibili modi, non l’unico, per guardare Lunana: il villaggio alla fine del mondo, la dolce opera prima del regista del Regno del Bhutan Pawo Choyning Dorji (più consono il titolo inglese Lunana: A yak in the classroom; per chi non lo sapesse, lo yak, o bovino tibetano, è un bufalo peloso e placido).

La trama: il giovane bhutanese Ugyen è un maestro svogliato che sogna, anzi progetta, di andare in Australia per diventare un cantante. Invece, a completamento del suo periodo di servizio, lo spediscono a insegnare nella scuola di Lunana, villaggio himalayano a cinquemila metri di quota e otto giorni di cammino dal più vicino centro abitato. Fine delle comodità e delle serate con gli amici. Nemmeno la lavagna. All’inizio Ugyen la prende male, ma poi il contatto con la radice prima dell’umano, l’incontro con la gentilezza del capo villaggio e di tutti gli abitanti di Lunana, compresa la classe di bambini motivati e intelligenti (ce n’è uno che vuole fare il maestro e quando Ugyen gli chiede perché lui risponde «per toccare il futuro»), lo trasforma. Non tanto perché scopre che nel mondo che conosce c’è ancora spazio per un altro mondo, quanto perché scopre la parte migliore, insospettata, di se stesso. Essere all’altezza della parte migliore di sé è molto faticoso e la tentazione di scendere a valle, in ogni senso, è sempre forte. Una spettatrice arguta mi suggerisce la soluzione Persefone: sei mesi in alto, sei mesi in basso.

Sul Venerdì del 15 aprile 2022