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Il vecchio Alain Delon e il male di vivere

(Illustrazione di Mojmir Jezek) 
QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: Ogni settimana Natalia Aspesi risponde ai lettori del Venerdì. A 87 anni l'attore invoca il suicidio assistito. Ma si può aiutare chi soffre anche solo col pensiero...
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano

Vivo queste briciole di tempo che mi resta, questi momenti di grande confusione prima per il Covid ora per la guerra, affrontando stati d'animo surreali con uno spirito "leggero". Questo perché cerco di apprezzare quello che ancora la vita mi regala, e in più, giorno dopo giorno, cresce in me la consapevolezza dei meravigliosi doni avuti. Da tempo leggo che, succube di una crudele depressione, Alain Delon vuole morire e ha chiesto aiuto al figlio per farla finita con un "suicidio assistito". Io che sono un suo ammiratore da sempre mi chiedo: che cosa posso fare per aiutarlo? Dicono i Maestri che si può aiutare chi soffre anche solo col pensiero. Caro Alain, tu che sei stato e resti uno degli uomini più belli e amati, credo che ora debba cominciare ad amare te stesso. Non devi permettere alla vecchiaia e alla "solitudine&quo…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, viale Cassala 57, 20143 Milano

Vivo queste briciole di tempo che mi resta, questi momenti di grande confusione prima per il Covid ora per la guerra, affrontando stati d'animo surreali con uno spirito "leggero". Questo perché cerco di apprezzare quello che ancora la vita mi regala, e in più, giorno dopo giorno, cresce in me la consapevolezza dei meravigliosi doni avuti. Da tempo leggo che, succube di una crudele depressione, Alain Delon vuole morire e ha chiesto aiuto al figlio per farla finita con un "suicidio assistito". Io che sono un suo ammiratore da sempre mi chiedo: che cosa posso fare per aiutarlo? Dicono i Maestri che si può aiutare chi soffre anche solo col pensiero. Caro Alain, tu che sei stato e resti uno degli uomini più belli e amati, credo che ora debba cominciare ad amare te stesso. Non devi permettere alla vecchiaia e alla "solitudine"  di  ridurti nello stato pietoso in cui ti descrivi. Pur appartenendo alla generazione che non è mai stata bambina - non si poteva esserlo in quei terribili anni 40 vissuti in una Napoli distrutta dai bombardamenti, umiliata dalla miseria, mortificata dalla fame e lacerata da migliaia di vittime - sono sopravvissuto ai tanti mali che mi hanno assalito. Nel contempo però, mi hanno aiutato a rafforzare il sentimento della gratitudine per le piccole e poche cose che ho avuto. Dobbiamo vivere così senza rimpianti, dobbiamo morire da vivi, perché abbiamo avuto il privilegio di diventare vecchi.
R. Pisani

Alain Delon avrà per sempre vent'anni, per sempre sarà l'immagine di una bellezza pura e pericolosa, il giovane uomo che i suoi contemporanei hanno molto amato: per sempre sarà l'attore privilegiato da Visconti, Rocco di Rocco e i suoi fratelli, Tancredi del Gattopardo. Chi sia l'uomo depresso che oggi, a 87 anni, invoca la morte, non lo sappiamo: non lo sanno i giovani per i quali non è mai esistito, non lo sappiamo noi vecchi che lo abbiamo amato e mai dimenticato, una immagine del nostro passato quando eravamo felici e non lo sapevamo. La depressione è un mistero e solo uno specialista può ricercarne la causa, se ne esiste una. Chissà quante persone attorno a lui gli hanno detto quello che lei vorrebbe dirgli, ma non serve, forse non è neppure il passato che gli manca, ma solo una ragione per vivere, oggi, da vecchio. Lei ce l'ha, e le è bastata per superare la pandemia, e adesso questa guerra, davvero surreale nel suo orrore e nella sua insensatezza. Anche io penso sempre di essere stata molto fortunata, di aver vissuto tempi drammatici, tragici, e che pure ci hanno regalato un futuro di speranza, di forza, di conquista, benessere e pace. Che parola perduta questa per chi, meno fortunato di noi, sta morendo in terra ucraina (e magari altrove poi) senza sapere perché.