Il Venerdì

Sony LinkBuds, gli auricolari con il buco intorno

Sony LinkBuds, gli auricolari con il buco intorno
Playground. Niente gommini: si incastrano nel padiglione e si comandano toccando la guancia. Notevoli, ma con qualche limite
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Gli auricolari senza fili ora hanno perfino il buco. L’idea è della Sony che di recente ha tirato fuori i LinkBuds, sensibilmente diversi da quel che si è visto fino ad oggi sul mercato. In primo luogo per l’altoparlante fatto a ciambella, sopra il quale c’è il corpo dell’auricolare contenente la parte elettronica. Risultato: sono molto meno fastidiosi perché si appoggiano sul padiglione invece di usare i tradizionali gommini che si infilano nel condotto uditivo. In secondo luogo, si comandano anche senza bisogno di sfiorarli: invece di battere sui LinkBuds, magari per mettere in pausa un brano, basta toccare la guancia in prossimità dell’orecchio.

Non sempre il sistema funziona come dovrebbe, ma tutto sommato fa il suo dovere. Sono molto piccoli e leggeri, compresa la custodia per la ricarica che è minuta. Hanno un buon microfono e suonano abbastanza bene, come da tradizione Sony, con l’eccezione dei bassi che sono carenti per non dire assenti. E’ il prezzo che si paga per avere degli auricolari più comodi. Costano 180 euro circa, 100 euro in meno quindi dei WF-1000XM4, che però suonano meglio anche se non sono altrettanto innovativi nella forma.

Abbiamo anche provato le Echo Buds di seconda generazione di Amazon, migliorate e ridotte nelle dimensioni del 20 per cento benché continuino ad essere un po’ grandi. Hanno un sistema per la cancellazione dei rumori passabile, un’autonomia non da primato, l’assistente virtuale Alexa integrato e una buona qualità del suono. Il tutto ad un prezzo accettabile: 120 euro. L’unica alternativa valida infatti sono i Pixel Buds A-Series di Google, recensite a suo tempo, in vendita a 99 euro.

Da Il Venerdì del 15 aprile 2022