Rifuggi dagli amici del fidanzato, dai già impegnati (cosa vuoi che facciano? Così come gli sposati, che ci stanno, ma la moglie se la tengono eccome), dai sognatori sotto cieli stellati, da chi deve fare un viaggio lungo, da chi deve pensare agli studi e alla carriera, da chi soffre di depressione (mai fare la crocerossina), da chi pensa ancora alla propria mamma e non sa farne a meno, da chi si sente infelice e perduto e non capisce perché, da chi deve coltivare gli hobby a tutti i costi, da chi vuole trasferirsi all’estero, da chi ama il suo cane più di tutti, da chi ha problemi sessuali e “dopo” si immalinconisce e fuma troppe sigarette voltando le spalle, da chi non sa cosa farà da grande, da chi sniffa, da chi si profuma troppo e liscia i capelli in continuazione, da chi non sa fare un misero regalo per il compleanno e per i giorni che verranno, dal vanesio, dal narciso, da chi vuol troppo dormire, dal bipolare che scambia la patologia per energia positiva, da chi non sa amare. Soprattutto: da chi non sa amare.
Renato Zero apparve cosparso di lustrini e piume, lo amai prima di tanti altri. Non è il caso di fare un excursus dei decenni vissuti, ma la visuale ora muta in grandissima velocità e lo scontento emerge in tutte le età e lascia l’amaro che ha della confusione, come se niente di tutto questo lunghissimo periodo si sia rassettato nelle menti e poco sia avvenuto per dare una identità ferma e duratura. Perché è così che deve succedere, perché lo stupore investe ogni generazione e così ha da essere. Solo che nessuno può aiutarci e fare qualunque salto di “mentalità”, servirà poco, tutto verrà sovvertito nuovamente e il passato riemerge e il futuro si incrocia. Mia figlia spiegava a mia madre che esisteva il computer e lei ne sorrideva entusiasta e la guardava con occhi di ingenua e ciò commuoveva, Guardo a quanto avverrà con lo stesso stupore? No. Sono più smaliziata e non ho guerre alle spalle, che fanno la differenza, e tanto.
L.D.
La prima parte della sua lettera ci pone questa drammatica domanda: ma allora chi resta a noi signore? Praticamente nessuno. Nessuno, uomo donna o altro di cui fidarsi, per lo meno in amore, e le cose mi pare stiano addirittura peggiorando. Però temo che anche da noi donne sia necessario, a donne, uomini o altro, star lontano, se non si voglia tutti quanti, secondo quanto lei pensa, caricarci di fastidi e delusioni. Ma che noia! Il bello degli incontri sbagliati è quello di risanarli, oppure di sostituirli finché se ne ha voglia e potere. Pensi al meraviglioso accanirsi su chi non sa amare e a noi tocca insegnarglielo; ma pure incontrare una persona che sceglie di starci vicino anche se siamo depresse, adoriamo il nostro gatto, usiamo il profumo sbagliato, siamo sposate e vogliamo restarlo. Per i suoi ricordi, c’era Zero con lustrini e piume e ora ci sono i Maneskin, con piume e lustrini, passano decenni ma nulla cambia, tutto pare nuovo e invece è vecchio. L’importante forse è non saperlo e dare a ogni generazione la possibilità di stupirsi.
Sul Venerdì del 29 aprile 2022