AUBURN (Washington). Se c'è un solo appunto da fare è l'uso un po' troppo insistito dell'aggettivo "bellissimo" per descrivere la procedura. Stiamo pur sempre parlando di microbi che mangiano un cadavere trasformandolo in terra. E va bene il risparmio ambientale e la partecipazione della famiglia al rito, ma sempre di un trapasso si tratta. L'entusiasmo di Micah Truman, però, è inarrestabile: "Questa è una delle poche aziende che, più cresce, meglio è per il mondo". Ovviamente parla della sua Return Home, la più grande in circolazione (la concorrenza, pur sparuta, esiste) nel settore della terramazione, ovvero un procedimento naturale per ottenere compost dal caro estinto.
Il ricco, civile, tecnologico (Amazon e Microsoft hanno casa qui) Stato di Washington, nel 2018 è stato il primo a legalizzare la pratica, entrata in funzione nel 2020. E Truman, un passato nella finanza, prevalentemente in Cina dove raccoglieva fondi per investimenti immobiliari da fare negli Stati Uniti, ci ha creduto subito. È un uomo pratico, con gli occhi piccoli ma aguzzi per il business. Dice: "Non c'è bisogno di studi di mercato per capire che il problema, prima o poi, riguarda tutti: niente di personale (ride). E siccome morire bisogna, almeno facciamolo meglio di come avviene ora". Ovvero con l'antidiluviana sepoltura, quella delle foscoliane "urne de' forti", o con l'energivora cremazione, scelta dal 57 per cento degli americani: "Per bruciare un corpo servono 110 litri di benzina per raggiungere una temperatura di 870 gradi, producendo una discreta quantità di gas serra di cui non abbiamo assolutamente bisogno. A noi invece bastano 70 gradi e meno energia di quella per un phon con cui asciugarsi i capelli".
Il miracolo avviene sistemando il morto in una scatola di acciaio un po' più grande di un congelatore industriale, in un letto di paglia, segatura e erba medica alfa alfa pari a tre volte il suo peso corporeo e poi, una volta richiusa, facilitare la decomposizione soffiando aria calda attraverso un tubo. "In trenta giorni i microbi hanno fatto il loro lavoro" garantisce Truman davanti alle settanta postazioni del suo stabilimento, in una zona industriale della cittadina. Giusto "le ossa più grandi hanno bisogno di essere frantumate a mano per poi essere rimesse nel contenitore dove resteranno per altri 30 giorni per stabilizzarsi del tutto prima di essere restituite alla famiglia". Un adulto normopeso produce in media 240 chili di terra e non è detto che i familiari sappiano dove metterla per, come suggerisce la brochure, piantarci una piantina che ricordi chi non c'è più.
Ma alla Return Home hanno pensato anche a questo e sono in grado di smaltire l'eccedenza in un campo che hanno comprato vicino allo stabilimento. In otto mesi di attività i clienti sono stati una quarantina. A occhio il prezzo, 4.950 dollari, non aiuta, ma Truman nega che sia così alto: "Per una cremazione il minimo è sui 3.000 dollari, ma tra urna e tutto si va spesso sui 4.000/4.500. Mentre per la sepoltura, tra funerale, bara e composizione della salma, 15 mila sono una media frequente". Dice che la sua clientela, sin qui, è stata la più varia: "Una famiglia il cui figlio è stato assassinato. Un uomo che ha perso il fratello. Un trentasettenne con un cancro ai reni che mi ha chiamato per organizzare il tutto: è stato bellissimo. Bianchi, neri, etero e gay, democratici ma anche repubblicani, magari gente che ha lavorato la terra e ne conosce la sacertà".
Fiori e dolci
La parte più straziante, a quanto pare, è quella della preparazione del corpo per la deposizione nella scatola. Immaginatevi un magazzino Ikea con, al posto degli scaffali per le librerie Billy da montare, quelli dove sono sistemate queste vasche attaccate a tubi e sensori che ne monitorano temperatura e umidità interne. "C'è chi ha voluto aggiungere fiori, chi lo stesso dolce che avevano scelto per il matrimonio, chi fotografie: sono stati momenti bellissimi" giura Truman, rievocando un momento simile alle provviste con cui gli antichi egizi accompagnavano il viaggio ultraterreno dei faraoni (ma se le cose inserite nella vasca non sono biodegradabili cosa succede?). Una delle poche cose proibite è l'imbalsamazione, che impedirebbe alla decomposizione di fare il suo corso ("Per questo lavoriamo bene con le pompe funebri per gli ebrei, che non la praticano"). D'altronde anche la femminista Donna Haraway, introducendo il concetto di Chthulucene, l'"èra del sotterraneo" inaugurata dal disastro ambientale, prevede per noi non più un futuro post-umano ma di semplice compost.
Arriva la concorrenza
Per il momento la clientela è all'80 per cento locale, con il restante che viene da altri Stati, con costi ovviamente lievitati. Nel frattempo anche Oregon e Colorado hanno legalizzato e altri dovrebbero seguire a breve. Più richiesta, ma anche più concorrenza (oltre alla vicina, ma più piccola, Recompose). D'altronde, sebbene Return Home enfatizzi la componente tecnologica dell'impresa (sensori, aspiratori che neutralizzano qualsiasi odore verso l'esterno dello stabilimento, impronta energetica bassissima se è vero che la bolletta mensile complessiva dell'attività è di soli 1.500 dollari), non si tratta di mandare l'uomo su Marte ma di restituirlo ai vermi. Truman obietta: "Il fatto che a un certo punto sia arrivato Starbucks non ha cancellato la miriade di piccoli bar più artigianali. E abbiamo comunque due anni di vantaggio rispetto a chi arriverà dopo di noi. In California, per dire, muoiono 250 mila persone l'anno. C'è spazio per tutti". La terribile fatwa della vecchia ucraina al soldato russo di mettersi in tasca dei fiori di girasole che faranno spuntare un fiore quando morirà assume qui un valore decisamente più letterale.
Sul Venerdì del 10 giugno 2022