Aiutiamo le donne a essere madri
di Natalia Aspesi , di Natalia AspesiContinuo a piangere disperatamente per la piccola Diana. Come tutti provo anche un senso di colpa perché questa bimba era sola, ignorata da una civilissima società. Sento dire, tutte le donne sono mamme. Anche una donna insana e folle? La prima cosa che ho pensato è: non è vero, madre si diventa nella testa e nella volontà. Perché la maternità è vista come un destino biologico e non come una possibile e si spera ben meditata scelta? Perché non diffondereil controllo delle nascite? Secondo me per evitare che una donna potesse avere una libera vita sessuale come sempre l’hanno avuta gli uomini. Scopi? Allora devi tenerti i figli. Quando passò la sconsiderata legge contro la fecondazione assistita, sentii dei religiosi affermare: la maternità è un dono, non una scelta. Ergo: se vuoi figli e non ti vengono, rassegnati. Se non li vuoi e ti capitano, rassegnati. Non giudichiamo una donna per la sua vit…
Continuo a piangere disperatamente per la piccola Diana. Come tutti provo anche un senso di colpa perché questa bimba era sola, ignorata da una civilissima società. Sento dire, tutte le donne sono mamme. Anche una donna insana e folle? La prima cosa che ho pensato è: non è vero, madre si diventa nella testa e nella volontà. Perché la maternità è vista come un destino biologico e non come una possibile e si spera ben meditata scelta? Perché non diffondereil controllo delle nascite? Secondo me per evitare che una donna potesse avere una libera vita sessuale come sempre l’hanno avuta gli uomini. Scopi? Allora devi tenerti i figli. Quando passò la sconsiderata legge contro la fecondazione assistita, sentii dei religiosi affermare: la maternità è un dono, non una scelta. Ergo: se vuoi figli e non ti vengono, rassegnati. Se non li vuoi e ti capitano, rassegnati. Non giudichiamo una donna per la sua vita sessuale. Io non dico che questa persona non sia sadica, disadattata, malvagia o quant’altro: è giusto che paghi per la sofferenza orrenda che ha causato e per la quale continuo a piangere. Ma per favore non imputiamole la colpa di non sentirsi madre. Piuttosto aiutiamo le donne a non diventare madre se non lo vogliono, senza giudizi e condizionamenti. Si può fare liberamente educazione sessuale a scuola? Vorrei nel mio Paese una cultura diversa e darsi da fare per averla sarebbe forse un piccolo regalo per Diana, che da questa nostra società in cui ha vissuto ed è morta non ha mai avuto niente.
Cristina, Roma
Ha ragione Cristina, è impossibile non pensare alla sofferenza nella solitudine di quella bimba non amata, anzi, odiata, un ingombro in una storia d’amore, come se un uomo contasse più non solo di una figlia, ma di una bambina indifesa, che anche il più crudele degli sconosciuti avrebbe cercato di salvare. Non sentirsi madre è normale, è mostruoso liberarsi di una bambina o bambino in quel modo di indicibile crudeltà; e negli ultimi anni altre madri lo hanno fatto. Il nostro rimorso verso i bambini tutti, cui lasciamo un mondo devastato, implica anche la responsabilità di tutti noi verso la piccola Diana che non doveva essere lasciata in quella casa, con quella donna. Impossibile che nessuno sapesse, ma gli egoismi, l’indifferenza, hanno prevalso su una piccola vita. Però signora, oggi la contraccezione è diffusa, io conosco madri che portano le figlie adolescenti dal ginecologo perché le informi e ai maschi regalano i condom. Lei evita di parlare di interruzione di gravidanza, la cui legalità si tenta sempre di cancellare e che invece è necessaria, anche se certo, le ragazze, e i ragazzi, dovrebbero imporsi di pensarci prima, anche se poi a pagare sono sempre solo le donne, e come in questo terribile caso, i figli.
Sul Venerdì del 5 agosto 2022