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I rinoceronti rischiano di diventare pezzi da museo

Nájin e Fatu, i due soli rinoceronti bianchi settentrionali viventi (due femmine), nell’Ol Pejeta Conservancy del Kenya (Getty Images) 
Con i suoi 54 anni, Toby è stato il più anziano esemplare d’Europa. Ora, tassidermizzato, al Muse di Trento rappresenta la sua specie quasi estinta. Per colpa di bracconieri e di mode vecchie e nuove 
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È una seconda vita per Toby, il rinoceronte bianco che, arrivato da uno zoo austriaco al Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona) quando era ancora un cucciolo, è morto lo scorso ottobre a 54 anni: era il più anziano d'Europa (in natura raramente raggiungono i trent'anni). Tra un bagno di fango e l'altro per rinfrescarsi e tenere lontani i parassiti, dal suo recinto Toby ha visto passare oltre 16 milioni di visitatori. Oggi da "spettatore" è diventato ambasciatore della sua specie (Ceratotherium simum) e delle altre, i rinoceronti nero (Diceros bicornis), indiano (Rhinoceros unicornis), di Giava (Rhinoceros sondaicus) e di Sumatra (Dicerorhinus sumatrensis). Il suo corpo tassidermizzato (su un manichino che riproduce fedelmente l'animale viene "montata" la pelle originale conciata) troneggia al centro della sala del Muse-Museo delle Scienze di Trento, dove in questo periodo è allestita la mostra L'ombra dell…

È una seconda vita per Toby, il rinoceronte bianco che, arrivato da uno zoo austriaco al Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona) quando era ancora un cucciolo, è morto lo scorso ottobre a 54 anni: era il più anziano d'Europa (in natura raramente raggiungono i trent'anni). Tra un bagno di fango e l'altro per rinfrescarsi e tenere lontani i parassiti, dal suo recinto Toby ha visto passare oltre 16 milioni di visitatori. Oggi da "spettatore" è diventato ambasciatore della sua specie (Ceratotherium simum) e delle altre, i rinoceronti nero (Diceros bicornis), indiano (Rhinoceros unicornis), di Giava (Rhinoceros sondaicus) e di Sumatra (Dicerorhinus sumatrensis). Il suo corpo tassidermizzato (su un manichino che riproduce fedelmente l'animale viene "montata" la pelle originale conciata) troneggia al centro della sala del Muse-Museo delle Scienze di Trento, dove in questo periodo è allestita la mostra L'ombra dell'unicorno, visitabile fino al 9 ottobre.


"Per molto tempo il rinoceronte è vissuto nella dimensione mitologica dell'unicorno" dice lo zoologo Osvaldo Negra, per spiegare il titolo della mostra di cui è curatore. "Duemila anni fa, tra Asia e Africa, si stima che i rinoceronti fossero mezzo milione, ma in Europa erano rarissimi. I Greci avevano sentito parlare di un animale che viveva nella remota India e lo chiamavano monòkeros, con un solo corno. Da qui la confusione con l'unicorno,  creatura leggendaria, che è rimasta fino al Rinascimento, quando l'Europa ha iniziato a esplorare nuovi continenti incontrando i rinoceronti veri". Uno di questi venne spedito alla fine del 1515 dal re del Portogallo Manuele I a Papa Leone X, ma la nave su cui viaggiava naufragò al largo delle coste liguri e il dono non arrivò mai a Roma.

L'amico degli ippopotami

Niente viaggi transcontinentali per Toby, ma una vita tranquilla in compagnia di antilopi e ippopotami con cui condivideva la sua casa nel Parco. Di indole pacifica, spesso giocava coi cuccioli degli ippopotami. "I rinoceronti in verità non sono considerati di buon carattere" dice Negra "per difendersi, oltre ai corni, hanno la stazza (sono i mammiferi terrestri più grandi dopo gli elefanti, possono raggiungere le tre tonnellate e mezzo di peso, ndr). Per questo non hanno bisogno di vivere in gruppo e, se si escludono le brevi interazioni nel periodo riproduttivo, l'unico vero legame è quello tra madri e cuccioli. Di tutte le specie, però, il rinoceronte bianco è il più socievole: possono formarsi gruppi di 15 esemplari, femmine con i cuccioli e maschi organizzati in gerarchie. Toby, per esempio, ha sempre condiviso il suo spazio con gli ippopotami e ha imparato che non rappresentavano un pericolo".

È soltanto cheratina

La vera minaccia per i rinoceronti sono i bracconieri. Sul mercato nero, il corno vale quasi quanto l'oro: 40 mila euro al chilo: "È successo più volte che malintenzionati abbiano fatto irruzione nei musei per rubare e rivendere i corni dei rinoceronti tassidermizzati" dice Negra "per questo quelli di Toby sono in una cassetta di sicurezza, mentre sul corpo tassidermizzato ci sono delle fedeli riproduzioni in resina. Quello dei corni di rinoceronte è un mercato che non molla: nel 2015 le uccisioni furono ben 1.349; poi sei anni di "calma" e nel 2021 la ripresa con 451 animali abbattuti solo in Sudafrica. "Alcuni trattati della farmacopea cinese del 1300-1400 parlano delle proprietà terapeutiche del corno del rinoceronte, per esempio contro convulsioni, tosse e problemi respiratori. Nessuna è mai stata provata, per il semplice fatto che il corno di rinoceronte è fatto di cheratina, la stessa proteina di unghie e capelli. Mangiare corno di rinoceronte è come mangiarsi le unghie, praticamente. Ultimamente, poi, si è aperto un nuovo mercato "modaiolo": i giovani benestanti di Laos e Vietnam credono che bevendo acqua in cui è stato disciolto corno di rinoceronte sbriciolato si evitino i postumi di una serata brava. E il governo cinese, nonostante formalmente vieti l'uso del corno, in pratica lo tollera".

Bracconaggio e perdita dell'habitat, che riguarda soprattutto le tre specie asiatiche dove è maggiore la pressione agricola, hanno ridotto i rinoceronti al collasso. Messe assieme, le cinque specie contano circa 30 mila esemplari: 20 mila i rinoceronti bianchi della sottospecie meridionale, i più numerosi grazie a una popolazione stabile, ma sotto pressione, in Sudafrica; circa 4 mila i neri e gli indiani; un'ottantina quelli di Giava e Sumatra.

Fecondazione assistita

Toby era un rinoceronte bianco del sud, mentre della sottospecie settentrionale non ci sono più maschi, solo due femmine: Nájin e Fatu, in Kenya. Il consorzio BioRescue sta tentando di salvarli: da ovociti di Fatu e spermatozoi di due maschi deceduti, per anni conservati in azoto liquido, sono stati ottenuti embrioni in attesa di essere trapiantati in femmine di rinoceronti del sud; e si sta tentando anche di creare ovociti partendo da staminali ottenute da cellule della pelle crioconservate di una femmina morta nel 2015. "La strada della conservazione del rinoceronte bianco del nord è tutta in salita, ma vale la pena tentare: quando una specie si estingue non perdiamo solo individui, ma il loro patrimonio genetico, cioè le potenzialità dell'evoluzione".

Sul Venerdì del 5 agosto 2022