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Omosessualità e religione. L’ultima crociata è in America Latina

Il Gay Pride del 2021 a Città del Messico: il Messico è uno dei Paesi dell’America Latina dove le discriminazioni nei confronti della comunità Lgbtq+ sono maggiori (Future Publishing via Getty Images) 
Video sul web, terapie di gruppo, lavaggi del cervello. Dal Perù al Messico e al Brasile, i gruppi evangelici lanciano l’offensiva per “convertire” e “guarire” gay e lesbiche. Inchiesta
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Intanto hanno addolcito i termini. Quella che chiamavano "la cura gay" l'hanno ribattezzata per esempio "sessualità a partire da una prospettiva cristiana". E assicurano che i trattamenti sono riservati ai maggiorenni. Se però gratti sotto la superficie ti accorgi che l'obiettivo degli evangelici di  Exodus Latinoamérica è ancora quello per cui la potente casa madre Exodus era nata negli Stati Uniti nel 1976: "convertire" i gay. Sottoporli a trattamenti per aiutarli a diventare etero. O meglio per ritornare a esserlo, perché l'omosessualità sarebbe solo una deviazione, oltre che un peccato.

La ragnatela

Negli Stati Uniti Exodus è stata sciolta nel 2013, quando il presidente Alan Chambers chiese perdono in lacrime alle vittime. Ma nel frattempo il gruppo aveva messo radici in Centro e Sudamerica. L'avventura di Exodus Latinoamérica, invece, inizia nel 1994 dalla scommessa della …

Intanto hanno addolcito i termini. Quella che chiamavano "la cura gay" l'hanno ribattezzata per esempio "sessualità a partire da una prospettiva cristiana". E assicurano che i trattamenti sono riservati ai maggiorenni. Se però gratti sotto la superficie ti accorgi che l'obiettivo degli evangelici di  Exodus Latinoamérica è ancora quello per cui la potente casa madre Exodus era nata negli Stati Uniti nel 1976: "convertire" i gay. Sottoporli a trattamenti per aiutarli a diventare etero. O meglio per ritornare a esserlo, perché l'omosessualità sarebbe solo una deviazione, oltre che un peccato.

La ragnatela

Negli Stati Uniti Exodus è stata sciolta nel 2013, quando il presidente Alan Chambers chiese perdono in lacrime alle vittime. Ma nel frattempo il gruppo aveva messo radici in Centro e Sudamerica. L'avventura di Exodus Latinoamérica, invece, inizia nel 1994 dalla scommessa della psicologa brasiliana Esly Regina Carvalho: fu lei a dare vita a quella che oggi è diventatata un'enorme rete di trame religiose e politiche, sponsorizzata da influenti chiese evangeliche e da politici conservatori. Come l'ex candidato alla presidenza dell'Ecuador, Nelson Zavala: uno che ha dichiarato che fare sesso usando "l'organo con cui si defeca" dimostra di per sé che trattasi di pratica sbagliata. Oggi il movimento ha sedi in Brasile e Messico e, stando a una serie di inchieste realizzate da cinque tra i più importanti media dell'America Latina, è in costante crescita. La diffusione delle terapie di conversione non si è attenuata nonostante le battaglie Lgbtq+ abbiano ormai guadagnato terreno anche in questa area di mondo: ci sono convegni affollatissimi in cui migliaia di ex gay raccontano le rispettive "conversioni",  le sedute in cui psicologi cercano di convincere il paziente a pentirsi e a cambiare rotta. E un'attività porta a porta che in molte aree è in grado di spostare l'ago della bilancia politica a favore dei gruppi più conservatori.  

Illuminati da Cristo

Ma non basta. Ci sono anche i ritiri in cui gli omosessuali sono spinti a giocare a pallone e le lesbiche a cucinare e stirare. E perfino gli esorcismi, a cui qualche convertito dice di essere stato sottoposto per espellere il diavolo. I leader di Exodus sono tutti ex gay che rivendicano con orgoglio di aver "vinto" la battaglia contro l'omosessualità: le loro testimonianze appassionate riempiono il web. A legarle c'è un filo rosso: da gay erano infelici e sbandati, dediti ad alcol e droghe e spesso sull'orlo del suicidio. Poi  Cristo li ha illuminati ed eccoli donne e uomini nuovi, felicemente sposati. Di fronte a tanto attivismo, la legge nella maggior parte degli Stati dell'America centrale e dell'America Latina, può fare poco. Soltanto in Ecuador e in Brasile le terapie per cambiare orientamento sessuale sono proibite, ma anche in quei casi i seguaci di Exodus riescono nella maggior parte  ad aggirare gli ostacoli. Così, se è vero che in Ecuador dal 2014 il codice penale punisce con la prigione chi tortura un'altra persona con l'obiettivo di modificarne l'identità di genere o l'orientamento sessuale (si intende per tortura una grave sofferenza fisica o psichica), c'è anche una disposizione dell'ex presidente Lenin Moreno che ha in parte depotenziato la norma. E se in Costa Rica l'associazione degli psicologi ha condannato i trattamenti di "riorientamento" praticati da alcuni membri, non ha però riservato lo stesso trattamento a chi opera all'interno di un gruppo religioso. "Il problema è che la maggior parte dei genitori che cercano di "curare" i figli omosessuali si rivolge alle chiese neopentecostali: le stesse che condividono  idee e metodi di Exodus", ci spiega Shi Alarcón, fondatrice di un centro che accoglie gli omosessuali cacciati dalle famiglie.

Tra le chiese a cui si affianca Exodus, c'è la potente Assemblea di Dio. Nel solo Messico conta ben seimila templi. Se qualcuno si rivolge a Exodus per "guarire", l'associazione lo indirizza a quella chiesa, che ha un tempio incaricato proprio del riorientamento. Intanto il progetto di legge per proibire le terapie di conversione è bloccato proprio dai parlamentari evangelici.

Psicologi e psichiatri

Lo stesso avviene in Perù: "Exodus è arrivata nel 2019 e il Movimiento Homosexual de Lima l'ha denunciata per aver dichiarato che l'omosessualità è una malattia", ci racconta la giornalista Lupe Muñoz che si è occupata del tema per la rivista Ojo Publico. Secondo una ricerca svolta dall'associazione Más igualdad, ben il 40 per cento dei giovani omosessuali interpellati ha dichiarato di essere stato in un centro di salute mentale che ha cercato di cambiare il loro orientamento, e nel 60 per cento dei casi il tentativo è avvenuto quando erano minorenni. "Il  nostro è un Paese conservatore e le terapie di riorientamento sono diffuse e accettate", dice la presidentessa dell'associazione, Alexandra Hernández.  "Molti giovani vengono curati da psicologi e psichiatri legati a Exodus con terapie per il disturbo ossessivo compulsivo o con ansiolitici".

Fiore all'occhiello dell'organizzazione cristiana in Perù è la "motivatrice" María Elena Mattos, che i video su YouTube mostrano disperata e in lacrime nei giorni in cui era ancora lesbica, soddisfatta e serena dopo che è "guarita". Ha un seguito enorme, così come Andréa Vargas, presidentessa di Exodus Brasile, i cui discorsi-video sono apprezzati soprattutto da giovani. "Se per caso ti piacciono persone del tuo stesso genere vuol dire che devi vivere quell'attrazione? No!", tuona agguerrita. I membri di Exodus assicurano di avere il massimo rispetto per omosessuali e lesbiche. La realtà può essere diversa. In un convegno del 2019 a Campinas (Brasile), subito rilanciati in rete volarono vari insulti, come "frocio", tra le risate generali. A uno di questi convegni ha partecipato come ricercatrice anche Jandira Queiroz, attivista Lgbtq+ e  dirigente di Amnesty International. "Sono così abili nel manipolare le persone che a un certo punto mi chiesi se non avessero ragione", racconta. Anche la sua fidanzata era un'attivista, sin dall'infanzia aveva una repulsione per gli uomini e vestiva come un ragazzo. Ma una serie di disgrazie familiari la convinsero che era stata lei ad attirarle con la sua condotta: si rivolse a Exodus, che la convertì.


Come alcol e droga

Ovviamente i metodi che l'organizzzazione utilizza per "guarire" dall'omosessualità, non essendo questa una malattia, non hanno nulla a che fare con la scienza. E infatti non stupiscono casi come quello di Rozângela Alves Justino, una delle fondatrici di Exodus Brasil: a febbraio è stata espulsa dall'Ordine nazionale degli psicologi perché "nessuna professione scientifica è abilitata a cambiare l'identità di genere e l'orientamento sessuale". Ma in Brasile i suoi metodi continuano a prosperare. "Noi convertiamo le prsone dipendenti da alcol e droga. L'omosessualità è equiparata a questi vizi", afferma. Quando, qualche mese fa, è uscito su Netflix il documentario Pray Away sugli abusi di Exodus negli Stati Uniti, Exodus Latinoamérica ne ha preso le distanze, anche se i sistemi che usa sono molto simili a quelli mostrati nel doc. Fatto sta che lo staff è ancora più diffidente. Nessuno, tra quelli che abbiamo interpellato per questa inchiesta, ci ha risposto. Salvo qualcuno, ma per insultarci.

Sul Venerdì del 12 agosto 2022